Everyday App

Everyday App

L’altro giorno scrissi un post relativo a una galleria fotografica su Flickr che mi aveva colpito: “365 giorni”, ovvero caricare le foto che si fanno quotidianamente e dare così importanza a dettagli che se no andrebbero anche dimenticati. La cosa mi era piaciuta, la trovai divertente e quindi, se pur ampiamente in ritardo feci il mio “My 2010” e il presemestre 2011 ed ora su Flickr è comparsa la Galleria “365 – Day by Day”.

Oggi, invece, vi parlo di un’applicazione per Iphone che si chiama “Everyday” che consente di realizzare un video delle foto che vengono fatte, in autoscatto, ogni giorno.
Ho scoperto che l’idea nasce dal fotografo Noah Kalina che divenne famoso per aver scattato ogni giorno una foto del propri volto e che dopo quasi 2600 giorni creo un video che proponeva la sua trasformazione e invecchiamento.
L’applicazione per Iphone ti consente di inserire un promemoria che a scadenze regolari (giornaliere, settimanali) ti ricorda di scattare una foto del tuo volto. Le immagini possono essere anche condivise sui social network come Facebook e Twitter.
Il video con la sequenza delle fotografie può essere realizzato in qualsiasi momento e non comporta la perdita dei tuoi scatti. Per avere risultati soddisfacenti bisogna avere pazienza e avere la costanza di farsi una fotografia almeno una volta al giorno per un paio di mesi.

Qui il video che presenta l’App:

Posso fare una piccola e simpatica osservazione?! Solo agli americani potevano avere come costanza un soggetto che costantemente, in ogni luogo…mangia! ^_^

Disponibile sul’Applestore a 1,99 scaricabile qui

Fonte [Il Post]

Smack!

Smack!

Non sono un grafico. Non sono una fotografa. Non lavoro con il PC.
Mi è venuta questa idea, ho provato a realizzarla…so che non sarà un granchè ma tutto sommato mi piace!

Peccato per la sigaretta! Quella mi ha fatto diventare scema e si vede (è tutta mozzicata).
Forse proverò con un nuovo tentativo, è divertente fare questo tipo di foto. Peccato che po uno dovrebbe essere anche in grado di sistemarle….subappalto il lavoro in Photoshop, chi si offre?

Self-portrait

Self-portrait

Il self-portrait per molti è un’esigenza, ma per tanti altri è un divertimento.
Chi ama la fotografia genralmente non può fare a meno di auto fotografarsi con in bella mostra la propria camera, anzi! Vi dirò di più! Nella maggior parte dei casi è più visibile la fotocamera del fotografo!

Ci sono persone meno esperte che amano scattarsi fotografie semplicemente allungando una mano, altre ceh si divertno a farsi fotografie davanti ad uno specchio di casa o della propria auto infischiandosene del fatto che ci sia la fotocamera in vista. In molti casi la camera è un’accompagnatoria del soggetto.

È talmente di uso comune che in Flickr vi è un gruppo molto attivo : Self Portrait with Camera Appunto!

Io sono una di quelle che si fa alcuni autoscatti, ma che cerca sempre di nascondere la macchina. Vorrei poi cimentarmi a fare il contrario.
In realtà quando ero più giovane e c’erano ancora i rullini, ci si divertiva a farsi la foto reciproca. Io fotografo l’amica e l’amica me e al momento dello sviluppo ci si forniva la rispettiva copia! Ovviamente in questo caso il volto veniva appositamente coperto dalla macchina fotografica.

Poi vi dirò com’è andata! Anche se qualcosa da qualche parte devo avere.
Se invece volete pubblicare le vostre in calce all’articolo…avanti tutta!

Alcuni esempi di amici:

Ivan e Valeria

 

 


Carica una volta, condividi ovunque

Carica una volta, condividi ovunque

Uso Flickr da tempo e mi piace molto ma oggi è ancora più ricco! Finalmente hanno sviluppato una nuova funzionalità che secondo me si aspettava da tempo!

Ora una volta caricate le foto su flickr potrete condividerle con altri network (Twitter, Facebook, WordPress, Blogger ect).

Ecco le principali novità (copiate ed incollate da Flicrk):

  • Abbiamo migliorato la flessibilità della condivisione su Facebook così da permettervi di condividere, in modo selettivo, singole foto, vostri set, gruppi o album. Potete anche condividere con i vostri amici su Facebook contenuto non-pubblico, per far sì che possano vedere le foto del vostro weekend fuori porta senza doverle rendere pubbliche su Flickr. E, naturalmente, potete sempre impostare il vostro account in modo che tutti gli upload pubblici siano automaticamente condivisi nel vostro feed di Facebook.
  • Chi non ha eseguito l’accesso potrà ora condividere le foto pubbliche e sicure presenti su Flickr direttamente nei propri account Twitter e Facebook.
  • Abbiamo aggiunto Tumblr come destinazione per la condivisione e terminato il supporto nativo per alcune piattaforme di blogging.

Buona Condivisione Fotografi

 

Still Life

Still Life

Lo Still Liferichiede un progetto, una meditazione, attenzione e molta pazienza.
I nostri occhi registrano l’informazione. Il nostro cervello la analizza, la elabora e la trasforma in un concetto.
In sostanza, pur leggendo un’informazione non rispondente alla realtà, noi riusciamo, con tutta naturalezza, a tradurla in una realtà. In una verità.
Lo Still Life rappresenta oggetti comuni e banali, in una verità assoluta, decontestualizzandoli dal loro essere quotidiano. Quasi una finta realtà, un’ immaginazione, ma reale per qualsiasi osservatore.
Un esempio classico: se si prova a fotografare una pentola di acciaio lucido nel suo abituale contesto lasciandola in luce ambiente o illuminandola con il flash attaccato alla macchina, si avrà una pentola nera nella quale si specchia tutta la cucina e un puntino bianco che è il nostro flash.
Nella nostra testa invece il concetto di pentola non è per niente così.

Per iniziare a praticare lo still life, come in qualunque gioco che si rispetti, ci sono delle regole fondamentali da seguire, per evitare di fotografare dei guazzabugli ignobili e irritanti da guardare, sono tre e ognuna altrettanto importante delle altre:
COERENZA DEI SOGGETTI
gli oggetti-soggetti devono avere una coerenza fra loro, di forma, di provenienza, di struttura o di ambito temporale, ad esempio non ha senso fotografare un libro antico, accostandolo al mouse di un computer, ne ha invece fotografarlo insieme a una collezione di vecchie pipe o su uno scrittoio antico.
LUCI ED OMBRE
lo still life comporta l’uso di illuminazione morbida e senza ombre, si può utilizzare la luce di una finestra con uno o più pannelli riflettenti per avere un effetto naturale, oppure usare flash in luce riflessa (mai diretta, i riflessi e le ombre sarebbero devastanti) utilizzando le pareti o il soffitto. In ogni caso il flash principale, va tenuto lontano dalla fotocamera (mai montarlo sulla slitta della fotocamera) e va affiancato da un flash secondario, meno potente, per eliminare zone d’ombra indesiderate e ottenere un’illuminazione più uniforme. Volendo poi “esagerare”, si ottengono grandi risultati con più flash e/o pannelli, ma è cosa da fare dopo aver acquisito un buon bagaglio d’esperienza, i professionisti fanno stage di settimane sull’argomento illuminazione.
LO SFONDO
va creato un contesto alla composizione o al singolo soggetto, che sia non prevaricante, ma capace di valorizzare. Le ombre molto profonde, come sfondo sono l’ideale per soggetti chiari e dai colori scargianti, che in questo modo si stagliano con efficacia. Al contrario soggetti scuri richiedono sfondi chiari o con toni tenui e sfumati. Ad esempio un drappo nero è lo sfondo ideale per un vaso in vetro colmo di girasoli, mentre una collezione di armi da fuoco antiche, sarà valorizzata al massimo da un fondale in velluto rosso.

Lezione 2: comprendere l’obiettivo

Lezione 2: comprendere l’obiettivo

Una delle funzioni primarie è fare in modo che il soggetto appaia nitidamente, il che può avvenire in maniera automatica o manuale, a seconda del tipo di fotocamera. L’obiettivo svolge ha anche questo compito. La Lunghezza focale influenza la prospettiva apparente e le dimensioni relative degli elementi di una scena. Combinando tipo di obiettivo, il fotografo determina le dimensioni dell’immagini. Infatti l’obiettivo ha un effetto decisivo sulla piattaforma di campo e quindi su quali parti della scena risulteranno a fuoco e quali no.

Obiettivi Standar
Con il boom delle macchine digitali gli obiettivi standard stanno pian piano scomparendo. Un tempo praticamente tutte le reflex erano dotate di un obiettivo standard. Questo obiettivo produce fotografie dall’aspetto più naturale di qualsiasi lunghezza focale. La prospettiva si avvicina a quella della visione ad occhio dnudo per cui i vari elementi mantengono gli stessi rapporti di distanze e proporzioni che apparirebbero all’osservazione diretta.

Obiettivi Grandangolari
Le lunghezze focali da grandangolare sono presenti in fotocamere e zoom più spesso di qualsiasi altro tipo di ottica. Le lunghezze focali più corte accentuano gli effetti prospettici, facendo sembrare gli oggetti in primo piano più grandi di quanto non siano in realtà e viceversa, più piccoli quelli più distanti. D’altra parte l’angolo di ripresa di un grandangolare coglie una posizione di scena più ampia di un obiettivo con focale più lunga. Utilizzati molto nelle fotografie di interni, perché gli spazi chiusi limitano severamente la scena con le pareti.

Teleobiettivi
I teleobiettivi consentono di vedere a distanza, di ingrandire la scena davanti al fotografo e di inquadrarne solo una piccola parte.

Esistono poi gli ultragrandangoli e gli ultrateleobiettivi che accentuano ancora di più le loro caratteristiche. Tutti gli obiettivi possono essere usati in maniera diversa da quello per cui nascono creando così la fotografia “artistica”. Si può per esempio impiegare un grandangolo per fare un ritratto trasformando così il viso del soggetto, una sorta di caricatura.
Questi sono gli obiettivi più comuni e le caratteristiche più  probabili che si possono trovare su una compatta o ibrida digitale. Esistono poi altri obiettivi: obiettivi veloci, macro,fisheye. Di cui magari poi darò un piccolo accenno.

L’obbiettivo con la messa fuoco sono fondamentali per capire cosa si sta fotografando e non avere sorprese del tipo: “ma io non volevo fotografare quello! Perché non è a fuoco”. Prima di scattare una fotografia bisogna sempre sapere cosa si vuole fotografare e quindi come fotografarlo.
La maggior parte delle digitali ha l’autofocus e la maggior parte degli utenti neanche si preoccupa di comprenderne i meccanismi e di provare a fotografare in manuale.

Se per un giorno invece provassimo a fotografare manualmente? Cercando di capire cosa stiamo fotografando?
Ecco l’obiettivo della prossima lezione!

Lezione 1: Cosa fotografare?

Lezione 1: Cosa fotografare?

Lezione 1: Fotocamera
Spesso accade che le persone corrano al mediaword o similari a comprare una macchina fotografica perché a enne pixel e enne sconto.

Senza porsi due domande fondamentali:
1) Cos’è una fotocamera?
2) A cosa mi serve una fotocamera?

Possono sembrare domande banali oggi giorno in cui l’unica cosa che ci interessa e che abbia almeno 8 pixel e sia compatta e leggera. In realtà rispondere a queste domande non è così scontato e spesso comporta porsi altrettante domande. Ma andiamo con ordine!
Innanzitutto va ricordato che la componentistica base della macchina fotografica, ovvero la meccanica, non cambia sia che si tratti di macchine tradizionali o digitali. Il primo elemento che si trova sul percorso della luce tra il soggetto e la fotocamera è l’obiettivo. Questo trasforma il grezzo risultato ottenibile con una camera oscura a foro di spillo, o foro stenopeico, i un’immagine nitida e ben definita sul piano focale, cioè sulla superficie piana dove si trova la pellicola o il sensore digitale. L’obiettivo è in realtà un sistema ottico costituito da gruppi di lenti. Dato che i raggi di luce viaggiano in linea retta attraverso l’obiettivo fino alla pellicola o al chip, di solito occorre un mirino separato per controllare cosa si sta fotografando, che può essere costituito da una semplice finestrella o da uno schermo televisivo in miniatura. Due comandi essenziali presenti su ogni apparecchio fotografico sono: apertura e otturatore. L’apertura attraverso cui passa la luce è costituta nella maggior parte delle fotocamere da un diaframma che consente di variare la quantità di luce e quindi l’esposizione. Il secondo controllo dell’esposizione è dato dall’otturatore, un sistema che lascia passare la luce solo per un termo determinabile con precisione e quindi contribuisce a regolarne la quantità che raggiunge il piano focale.

Una volta compreso com’è il meccanismo base della fotografia occorre comprendere cosa si vuole fotografare. Persone in movimento, uccelli? Fiori, dettagli (macro), o semplicemente fotografie delle vacanze che non si stamperanno mai? Una vola compreso cosa vogliamo fotografare, occorre capire che se compriamo una compatta di colore rosa da 8pixel sicuramente non riusciremo a fotografare i nostri amici che giocano a pallavolo sulla spiaggia, oppure uno stormo di passeri che vola davanti alla nostra tavola. Sarà altresì difficile entrare in una chiesa e riuscire a scattare una foto ad un bel mosaico.
Bisogna comprendere che più è versatile una macchina fotografica, con la possibilità di cambiare gli obbiettivi, filtri e più possibilità abbiamo di catturare quello che ci circonda. Fondamentale è anche la scelta del supporto digitale su cui vogliamo registrare l’immagine. Esistono diversi titpi di memorycard e ognuna delle quali deve essere valutata per quello che ci occorre. Non a caso ho usato la parola “registrare”il trasferimento dell’immagine al microchip comporta tempo, meno tempo impiega a registrare l’immagine e più posso scattare velocemente foto, o meglio meno tempo trascorre da una foto all’altra.

Personalmente io ho già sbagliato! Su consiglio della mia amica fotografa, ho scelto una digitale una via di mezzo tra le compatte e le reflex. Con l’obiettivo di imparare e capire cosa mi serve sul serio per fare poi il grande passo verso la reflex. Ad oggi i miei obiettivi sono fotografare il quotidiano, ed imparare a fare delle belle macro e soprattutto imparare la proporzionalità e i diversi utilizzi della luce quindi degli obiettivi. Tutte cose che spero di affrontare nella prossima lezione