A letto con i vampiri

Dalla foto li a fianco pare che io sia ferma da mesi sullo stesso libro…ma non è assolutamente così.

Quel libro l’ho finito in poco più di due settimane, siceramente non è stato neanche uno dei migliori.

Ma da li per caso ho scoperto Meyer e i suoi sweety horror?? li possiamo chiamare così?

Leggo da sempre e quando un libro mi prende, mi porto con me la storia, i personaggi e spesso nel finire un libro sono triste perchè è come se questi morissero e non mi diano la possibilità divederli.

Ma questi racconti sono di più! Li sto divorando in un mese ho letto i primi due e ora sono al terzo. Quando sono immersa nella lettura non vedo nulla, il tempo passa (mi ritrovo a fare l’una di notte"!!!) e di giorno i personaggi sono dentro di me, bramosi di tornare alla mia conoscenza. Di notte mi sogno i protagonisti e la storia prende piede.

E in tutto questo risveglia in me un certo desiderio di sague, ma non nel termine peggiore, ma di caldo e sducente.

Mi sto drogrando di questi libri ed ho il terrore di finire il terzo, in quanto l’ultimo deve uscire ad agosto…e anche se soppravvivvessi fino ad agosto…poi come faccio senza vampiri, licatropi, amore e horror?

La tredicesima storia

"Non ce l’ho con gli amanti della verità, ma con la Verità stessa. Quale sostegno, quale consolazione nella Verità, a paragone di una storia? A che giova la Verità a mezzanotte, al buio, quando il vento ruggisce nel comignolo come un orso? Quando il lampo sprigiona ombre sulla parete della stanza e la pioggia bussa alla finestra con le sue lunghe unghie? No: quando paura e freddo ti immobilizzano a letto come una statua, non aspettarti che la scarna e ossuta Verità accora in tuo aiuto. Quello che ci vuole è il pingue conforto di una storia: sentirti placare, cullare dalla sicurezza di una bugia".

Una scrittrice che imbastisce tante diverse verità per nascondere la sua storia e difendere il suo passato, una libraia amante delle biografie, una tredicesima storia mai pubblicata. Nel verde e nella nebbia dello Yorkshire, tra il profumo dell’erba bagnata e quello della cioccolata calda fumante, Diane Setterfiled racconta una storia di grande suggestione e mistero, che alterna alle atmosfere dei grandi capolavori ottocenteschi i guizzi dei più attuali thriller.

Margaret Lea è una giovane libraria di Cambridge che conduce una vita quieta e colta, divisa tra la libreria antiquaria del padre, circondata da pagine immortali e volumi sepolti nell’oblio, e la passione per le biografie letterarie. Un giorno Margaret riceve una strana lettera che, senza troppe spiegazioni, la convoca nella residenza della “più grande scrittrice d’Inghilterra”, Vida Winter. Personaggio affascinante, circondato da tanti misteri, la Winter, ormai al termine dei suoi giorni, vuole svelare tutti i segreti del suo passato e sceglie la giovane e inesperta Margaret come sua biografa: solo a lei racconterà la verità sulla sua vita. La verità, parola alquanto misteriosa se pronunciata da Vida Winter: la scrittrice, famosa per essersi spesso negata ai media, ha sempre difeso strenuamente la propria privacy, inventando, nelle poche occasioni concesse alla stampa, ogni volta una nuova storia di sé per il mondo.
Margaret è perplessa: non si sente all’altezza dell’incarico, ma è affascinata dal carisma della scrittrice e dall’alone di mistero che la circonda. Nella bacheca riservata ai pezzi più rari della collezione privata del padre, la ragazza trova una prima edizione del romanzo Cambiamento e disperazione, tredici racconti di Vida Winter. Che cosa ci farà mai un libro di un’autrice contemporanea di bestseller in mezzo a volumi antichi e pregiati? Il libro ha una sua storia: a dispetto del titolo, i racconti sono solo dodici. Dopo la prima edizione, pubblicata senza il tredicesimo racconto e presto ritirata dal commercio, la raccolta è entrata a far parte del mito di Vida Winter. Una manciata di parole del prologo è sufficiente a Margaret per esserne stregata. Superate le incertezze iniziali, ansiosa di scoprire la verità sull’identità della donna e sull’esistenza della tredicesima storia, la giovane biografa si trasferisce nella tenuta dell’anziana signora immersa nella brughiera dello Yorkshire, e ne ascolta i lunghi e sofferti racconti. Affiorano così tutti gli episodi sepolti nel profondo della memoria, legati alla complessa famiglia della scrittrice, segnata da tragedie e scomparse, dolori, storie d’amore e inconfessabili segreti.

Una parola su tutte viene in mente quando si prova a descrivere questo romanzo: ipnotico.
Senza capire esattamente il perché, ci si trova avvinti tra le pieghe della storia e non si riesce a uscirne fino alla fine. Le parole, accostate con maestria, hanno il potere di farti prigioniero. Sono così suggestive da riuscire ad agire come una magia.
Molti hanno scritto che la Setterfield arriva a scomodare i tratti di Jane Austen e delle sorelle Brontë, ammiccando qua e là agli spettri di Henry James. Forse il paragone è un po’ troppo azzardato, ma quel che è certo è che le atmosfere sono le stesse che si respirano nelle pagine dei grandi scrittori ottocenteschi. Chi ha amato il romanzo gotico vittoriano non può che rimanerne affascinato. Gli elementi ci sono tutti: un’antica residenza nella brughiera, temporali notturni, amori torbidi e disperati, un fratello e una sorella selvaggi legati da un rapporto morboso, due gemelle dagli occhi di smeraldo, pavimenti che scricchiolano, porte proibite, scambi di persona e un “fantasma”.

La tredicesima storia è un libro intrigante e suggestivo, che, coi suoi tanti misteri e qualche ingegnoso colpo di scena, si gusta con piacere. Da leggere tutto d’un fiato, da vivere sulla pelle, immergendovisi completamente, con un piccolo suggerimento: nella complessa rete che avvolge le vicende della famiglia Angelfield, di Isabelle e delle gemelle, non perdete di vista la trama secondaria, e, soprattutto, non dimenticatevi di Jane Eyre…

Come dio comanda

Rino e Cristiano Zena sono padre e figlio, e sono una famiglia, perché la madre se n’è andata e loro vivono soli. Cristiano potrebbe essere un adolescente come tanti, ma è Rino a non essere un padre come gli altri: disoccupato, emarginato, violento, alcolista, tenuto sotto controllo dall’assistenza sociale che minaccia di revocargli la custodia del figlio. Rino tuttavia ama Cristiano e si dedica a lui: con tenerezza, con affetto vero lo educa alla violenza e al culto della forza. Con i suoi amici Danilo e Quattro Formaggi non costituisce soltanto un trio di balordi, ma un vero e proprio clan, appassionato e affettuoso, che si prende cura del ragazzo. Alle loro vicende si intrecciano quelle della ragazzina di cui Cristiano è segretamente innamorato, Fabiana, e della sua amica Marina. Non ho ancora deciso se mi è piaciuto  o no.

L’ho divorato in 5 giorni, ma questo grazie alla struttura del libro. Non vi sono capitolo e il tutto si svolge dalla domenica a mercoledì. Il suo modo di scrivere è molto veloce. La storia ti prende e ti si annoda lo stomaco, spesso foresti che i protagonisti non adassero incontro al loro detino in maneira così ostinata, ma poi ti accorgi che alla fine è la vita. Che nella vita reale accade proprio come in questo film e anche se la fine sembra "stroncata" in realtà è solo fatta allo scopo  di farti riflettere.

Riflettere sul fatto che ogni uomo, per quanto strano, poveraccio agissce secondo un suo personale ragionamento che, a volte, anche se spiegato a terzi pare incomprensibile. E che spesso le persone che sembrano tanto strane, lontane, assenti sono dei poveri disgraziati.

Come dio comanda un libro da leggere e sui cui c’è da riflettere. Un libro che però ti riesce difficile raccotare ad altri.

La pietra del cielo

Gaio Publio Varro, veterano delle legioni africane, al termine di una lunga carriera militare torna nella sua terra natale: la Britannia. È l’anno del Signore 369 quando lascia l’esercito romano e decide di riprendere l’attività che fu dei suoi avi: il fabbro. Anni prima, suo nonno, con il ferro estratto da una pietra "caduta dal cielo", aveva creato armi che si conservano affilate e lucenti come nessun altra. Combattente, politico, uomo di grande fascino, Publio Varro affronta mille vicissitudini, giungendo a prosciugare un intero lago per ritrovare quelle pietre misteriose e forgiare una spada leggendaria: Excalibur. Lui ancora non sa che quella spada segnerà il destino di un suo diretto discendente, il futuro re di tutta la Britannia, Artù.

La figlia della tigre

La figlia della tigre rappresenta la continuazione del grande capolavoro di torey hayden psicopatologa infantile alle prese con ragazzini difficili. E’ la storia di una bambina intelligente e difficile e di un insegnante che non vuole rinunciare a lei. Sheila è cresciuta in un’atmosfera di violenza indescrivibile. Abbandonata dalla madre sull\’autostrada a soli quattro anni, non ha mai avuto qualcuno che si occupasse di lei e la mancanza di amore e di speranza l’ha resa selvaggia, intrattabile e ostile. A sei anni entra a far parte della classe di «bambini difficili» di Torey Hayden, che rimane colpita dal coraggio della piccola Sheila, dalla sua volontà e dal modo in cui manifesta il suo disperato bisogno d’amore, tanto da decidere di raccontarne la vicenda in un libro – Una bambina – che ha conquistato i lettori di tutto il mondo.

Ma che cosa è successo dopo?

La figlia della tigre è la risposta a questa domanda: il racconto della lotta che Sheila ha condotto per anni, da sola, per riscattarsi dagli abusi, dall’abbandono e dalla violenza del mondo in cui era costretta a vivere. La storia dura e commovente di una vita straordinaria.

Paris la nuit

Giunta a Parigi per iscriversi all’Istituto di lingue orientali, ospite di un’amica lesbica che nasconde più di un segreto, Valérie ben presto conosce Pipo, un enigmatico tassista che le svela angoli nascosti e inimmaginabili della città che non compaiono su nessuna guida turistica. Valérie viene coinvolta in intense nottate hard tra orge sadomaso e sedute con prostitute e travestiti, e racconta tutto ciò che vede trasformandosi in una sorta di cronista-voyeur. Esperienze forti, sul filo del feticismo e della perversione, che la costringono a rimettere in discussione la propria identità sessuale. Un racconto autobiografico che si legge come un romanzo.

"Dalla stessa penna di Diario di una ninfomane, un resoconto appassionato e passionale. Poco adatto a menti puritane." (Cosmopolitan)

"In queste pagine ci sono tutte le possibilità del sesso: dall’onanismo alle feste stile Eyes Wide Shut, passando per il sadomaso e la prima relazione lesbica dell’autrice." (Qué Leer)

"Dei fatti che racconto non ho inventato nulla." (Valérie Tasso)

Una bambina

Sheila fu assegnata alla classe di Torey Hayden per "bambini speciali" all’età di 6 anni dopo aver legato a un albero un bambino di 3 anni e averlo gravemente ustionato.

A sei anni Sheila non parlava, non piangeva e i suoi occhi erano pieni di odio. Abbandonata sull’autostrada dalla madre in fuga coll’amante, picchiata dal padre alcolizzato, Sheila è assegnata a una classe di bambini irrecuperabili.

Una Bambina è la storia di Torey Hayden del suo tentativo di fare emergere le incredibili capacità di questa bambina torturata.

Alcune parti di questo libro – le orribili molestie sessuali – vi faranno arrabbiare. Altre – la tranquilla descrizione fatta da Sheila della sua rabbia, paure e dubbi – vi faranno piangere. E altre parti ancora – la graduale presa di coscienza di Sheila delle proprie capacità – vi rallegreranno.

La cosa che fa più riflettere di questo libro è il fatto che non è tratto da una storia vera, è una storia vera.

Memorie di una Gheshia

Memorie di una Gheshia


Memorie di una Geisha

Il film è tratto dall’omonimo libro scritto da: ARTHUR GOLDEN (Prima edizione 2000) che ha avuto un notevole successo.

Il film, molto fedele al libro, è ambientato in Giappone nel 1929. L’era dorata delle geishe inizia a volgere al termine. La piccola Chiyo, a soli 9 anni è costretta a lasciare la famiglia e il povero villaggio di pescatori dove è nata. Venduta ad una scuola per geishe di Kyoto, viene istruita sui riti, le danze, la musica, la cerimonia del tè e l’abbigliamento adatto. Costretta a subire vessazioni e umiliazioni dalle colleghe e soprattutto dalla geisha più importante, Hatsumomo, gelosa della sua bellezza, dopo un tentativo di fuga viene retrocessa a serva. A salvarla provvederà Mameha, geisha esperta e generosa, rivale di Hatsumomo, che la prende sotto la sua protezione. Grazie a lei, la ragazza diverrà una geisha molto famosa e col nome di Sayuri, sarà la preferita degli uomini più facoltosi della città…

Sono andata a vederlo ieri sera a me è molto piaciuto, in quanto la cultura orientale è presa seriamente ma nello stesso tempo non risulta essere un filme molto lento. Concordo che non sia un film forse tanto adatto ai maschietti essendo la storia drammatica di una donna… Non ho letto il libro, ma dal film mi sarebbe piaciuto farlo, in quanto i libri risultano essere molto più emozionanti e questa è sicuramente una storia ricca