Facciamo che …Fancul!!

Pepe Vivendo in Diretta No Comments Fanculo, felicità, life, peperina

Pepe Dedicato, Vivendo in Diretta 1 Comment Blogger, life, Morfeo, Morfeo Sogno
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Pinachan Una papera in cucina No Comments

Come già preannunciato sul mio blog , sono una Papera che ha un gran palato ! E se pur non sono una cuoca e non invento di certo nulla di nuovo, vado svolazzando per il web o in casa di mamma a caccia di ricette che mi possano piacere. Mi sono detta: “Se un topo è diventato famoso in cucina (“ratatouille docet”) lo può essere anche un papaera!”.
Pepe Vivendo in Diretta No Comments

Rouen – Bayeux 1 ora e 52 minuti
Lo sbarco in Normandia, avvenuto all’alba del 6 giugno 1944 lungo le coste a nord di Bayeux, resta ad oggi la più grande operazione militare della storia. Tra le spiagge di Omaha, Juno, Gold, Utah e Sword, sbarcarono ben135.000 soldati alleati. Oggi, tra gli arenili e le alture, bunker abbandonati sbriciolati dalle cannonate e dal tempo, carri armati, mezzi anfibi arrugginiti dalle maree, rimangono a porgere muta testimonianza della follia della guerra, insieme a tanti luoghi della memoria: musei, cimiteri di guerra, villaggi che sono stati teatro di spietati scontri e combattimenti.
Allo sbarco seguì la Battaglia di Normandia che portò alla liberazione dell’Europa dall’occupazione nazista. Lo spazio storico della Battaglia è come un grande museo a cielo aperto; una volta raggiunta la costa, i visitatori possono percorrere un itinerario ad anello che tocca tutti i principali siti bellici.
Il cimitero militare americano di Colleville-sur-Mer, con le sue 9386 tombe, è uno dei luoghi più commoventi dell’intera area. Il momento forse più struggente lo si vive ogni giorno alle 16.30, quando al suono dell’inno militare la bandiera americana viene ammainata sull’enorme prato ricoperto da una distesa sterminata di croci bianche e stelle di David, a ricordare la carneficina che qui ebbe luogo.
Le città in cui uno può alloggiare sono Bayeux e Caen.
Bayeux è un’antica cittadina nel Calvados, nella bassa Normandia. Qui i normanni iniziarono ad arrivare già alla fine del IX secolo ed in base ad alcune coordinate taluni ritengono che in questo centro – più che in altri posti- furono per molto tempo utilizzati gli antichi idiomi dei normanni stessi. La città perse comunque d’importanza quando Guglielmo il Conquistatore spostò il centro più importante a Caen.
Caen il centro storico è sicuramente la parte più interessante della città e la sua visita può iniziare dall’Abbazia degli Uomini, imponente costruzione millenaria che ospita la Chiesa di St.Etienne, splendida costruzione in stile romanico. Proseguendo verso il centro si giunge alla Chiesa di St.Pierre, costruita in più riprese e da sempre fulcro della religiosità cittadina, attorno alla quale si sviluppa la zona più interessante e caratteristica di Caen, quella delle strade che si trovano attorno al vecchio Castello, residenza prediletta del Re che domina la città e che ospita al suo interno il Museo di Normandia e il Museo delle Belle Arti. Poco distante si trovano i resti delle Vecchie Mura che difendevano il Castello. Infine sul lato orientale si trova l’Abbazia delle Dame, fatta costruire dalla Regina Matilde, che ospita al suo interno la Chiesa della Trinità.
Pepe Pepe, Vivendo in Diretta No Comments Duck, Pepppina, Pin al aPeppina, una papera in cucina

Che io abbia forti attitudini con le papere è ormai acclarato se no da dove nasce il nome Peperina?
Quello che certo non potevo immaginare e che un anno e mezzo fa in casa si piazzasse anche una Papera di nome Peppina. E che codesta, la Signora Peppina, diventasse ogni giorno di più invadente!
Ed essendo oltre che invedente egocentrica (ognuno ha le papere che si merita!) io le avevo aperto un microbloggin su Tumblr, tanto così per far vedere che pure lei andava in giro.
Soltanto che la Peppina non smetteva di starnazzar su “perché tu si e io no!” e allora l’ho accontenta!
È da qualche settimana che si è aperta un suo blog sulla piattaforma wordpress ( http://pinalapeppina.wordpress.com/), solo che non si è limitata a questo!
Ha voluto anche tutto il mondo due punto zero a dimensione di papera, e (santo cielo lo so!) quindi:
La pagina ufficiale di Pina la Peppina su facebook
La pagina di Pina la Peppina su Google Plus
La Peppina on Twitter
La Peppina on Tour (Tumblr Blog)
E , come se quanto sopra non bastasse, ha pure deciso di collaborare su questo blog. Si lo so ! Di questo passo andrà a dormire insieme al mio Giammy che a ben pensarci… mi sa che… No no ! Non ci pensiamo!
Su questo blog si limiterà (ma c’è poco da fidarsi) a dare la sua opinione sulle ricette che andiamo a fare in cucina! Ebbene si perché lei le sceglie sul web e a me poi tocca metterle in pratica!!
Insomma c’è un papera tra di noi!
Pepe Pensieri e Parole, Vivendo in Diretta No Comments Lire, pensieri, Pepe

Sospesa questo è il termine più appropriato.
Volevo come tutti i blogger scrivere il classico post sull’anno appena finito e i miei propositi per il 2012. Non mi va e non ho avuto tempo.
Il 23 ho festeggiato la mia personale vigilia con il Giammy rimanendoci male perché pur avendoglielo detto in tutte le salse non ha capito che era il nostro Natale. Poi ci sono rimasta male perché non gli importava e perché si è addormentato.
Lui ha cercato di spiegar, di farmi capire. Io ho solo accantonato.
Il Natale con mamma, dopo anni, è andato bene. Non so se è dovuto al fatto che hanno compreso che si sono cresciuta anche io ( e ho 30 anni porcapuzzolina!) o è forse dovuto al fatto che almeno quest’anno il Giammy era qui a Milano. Non con me. Non per me ma a Milano.
Poi ho invitato 3 persone. Gli unici amici rimasti. Ed il miracolo fu compiuto.
Il 30 (si perché oltre Natale anticipato ho fatto anche il capodanno anticipato) sono venuti a casa, ho cucinato , abbiamo mangiato, riso e parlato. Ci siamo abbracciati, tanto. Ed è andato e sono stata contenuta.
Ed il 31 è volato grazie a Tim Burton e il suo Edward mani di forbice.
Oggi è l’uno. Oggi pranzo co il nipote e mostra della Pixar. Altro giorno andato .
Mi alzo al mattino e mi dico”si le feste sono passate senza feriti”. Non ricordo un anno in cui l’ ho potuto dire. Niente litigi, niente finti sorrisi, niente finte cene con parenti finti. Niente di niente.
Eppure, come ha detto Paolo Fox “la vertigine è sempre irrequieta”. C’è un malessere dentro me.
C’è voglia di dire” visto? Io quando voglio fare una cosa la faccio, ci riesco.”
Ora toccata a te.
Non sono donna che vuole i cliché classici, però mi scopro ogni giorno di più donna innamorata nel mio mondo fantastico dove non esistono automobili ma si va ancora a cavallo . E ne ho voglia.
E c’è questo desiderio che si agita in me. Nasce in agosto sul sedile di una moto, piangendo silenziosamente nel sigillo di un casco, mentre la foschia e l’umidità sfrecciavano accanto a noi.
Si fa sentire più vivo ogni giorno. È li . Si agita in me. Lo sento. Sento il suo movimento. Sento la sua leggera pressione dentro me , quella pressione crea una morsa , penso sia lo stomaco ma non ne sono sicura.
In sospensione. In apnea. Ancora.
Ho ricevuto sul finir dell’anno conferme. Ed ho capito che per essere accettati bisogna concedersi.
Ma sono ancora li sommersa nel mio mare. Prendo boccate d’aria da voi, si anche da voi che mi scrivete su tweeter e che non leggete il blog; ma non è sufficiente per uscire da questo mare e ritornare a camminare.
tocca a te
By Tabata [iPad]
Pepe Vivendo in Diretta 6 Comments christmas, Dicembre, famiglia, life, Natale
Dal 2004 ad oggi ogni volta che si è presentato alle porte il Natale non ho fatto altro che inveire contro il mese di Dicembre.
Mi sono attaccata al fatto che mamma non mi fa sorprese ma mi obbliga a comprare qualcosa di utile nel mese di Novembre per tenerlo impachettato fino al25 apranzo.
Mi sono attaccata al fatto che i miei nonni acquisiti nordici non amano la caciara, non sanno che mia madre e Siciliana e che quindi non avrebbero mai apprezzato che nel suo dna è scritto di avere tavolate da 12 persone.
Mi sono attaccata al fatto che non avevo mai avuto una lista di regali da fare.
E poi lunedì ho compreso.
Capita che a forse di fare il Signor No sulla vita degli altri , non ci si accorga che è la tua di vita che sta scorrendo come non vorresti.
Mi sono sempre lamentata del Natale semplicemente perché volevo regali, volevo cose che non potevo comprare. Volevo cose che come tutti i ragazzini ci facessero sentire appartenenti ad un mondo. Volevo tavolate per avere aneddoti da raccontare, volevo passare da un aperitivo e un cenone per avere il problema di cosa indossare.
E poi ti svegli una mattina vai al lavoro. Ti metti in un angolo e osservi i tuoi “polletti” e preghi per loro che vada tutto bene. E sorridi per tutte le battute, per tutte le discussioni, per le carezze e abbracci dati con le parole. E ascolti le loro storie, il loro prepararsi al Natale.
Torni a casa.
E vedi i muri da imbiancare, la cucina da cambiare, il salotto che non ha ne capo ne coda. Accendi l’albero e ti accorgi che basta poco.
E aspetti a braccia aperte il nipote ed il tuo Giammy e mentre tagli fette di torrone vorresti solo dire “perché questo non può essere così per sempre”.
E ascolti il nipote che ti dice “io Zia il 31 voglio andare a nanna alle9.30”.
Ed il giorno dopo vai a cena con Manlio e se non torneresti a quel lavoro mai, ti manca, ti manca la chiacchera, ti manca il passare da una cosa e l’altra, ti manca quell’umanità strana che difficilmente troverai in un altro lavoro.
E questa volta glielo dici chiaro e tondo al tuo Manlio che si lui è uno di quelli che ti porti a presso. Che si lui è uno dei prescelti che fanno parte di quelle persone che non vorresti mai perdere.
E mentre scrivi qui ora, ti giunge alle orecchie le parole di Coccorito “ora sei tu la donna di famiglia sei tu che devi creare tavolate e non aspettarti di sederti “.
E in maniera assolutamente naturale, ci provi.
E decidi che le tue persone care, quelle che non vorresti perdere, quelle che non chiami mai, quelle che non basta mai la cena o il caffè per raccontarti una vita. Quelle che hanno capito quanto sei innamorata, quanta voglia c’è di spiccare il volo. Quanta fatica e lacrime ho dovuto versare per aprire il mio cuore.
Quelle persone, ti accorgi, sanno tutto di te. E ti amano per la tua incoerenza, per il tuo essere onesta, per il tuo fare cose che nessuno farebbe.
E le inviti in torno ad un tavolo perché il Natale non è il 25 dicembre. Il Natale è la consapevolezza di avere una famiglia
rispettarla
amarla
coltivarla quella famiglia.
E ti ritrovi ieri sera a parlare di Zia Melina della sua taverna, dei miei Natali. E rimpiangi quei Natali. Dove c’erano le zie, dove c’erano i cugini, dove non so cosa c’era nei pacchi e forse neanche c’erano i pacchi.
E questo desiderio che ogni giorno si fa più insistente che cresce dentro te e che hai confidato ad una persona qualunque, così per non dargli importanza per non dargli peso.
Questa sostanza (che ha un nome ma che non ti puoi permettere di dire) ti fa venir voglia di comprare una tovaglia natalizia e di pensare a cosa cucinare.
E rifletti sul fatto che tutte quelle persone ti hanno detto “si vengo almeno stiamo insieme”, è perché loro, come te, non avranno nessuno che gli farà un regale. E la voglia di farglielo tu quel regalo cresce.
E oggi 23 dicembre dopo 7 anni sento di nuovo il Natale sento di nuovo quel calore. E prometto che quest’anno mamma l’abbraccerò perché lei, dopotutto, è ancora li a sfornellare e a comporre centri tavola Natalizi perché per lei,nonostante le perdite, è sempre stato Natale.
Pepe 365 Day by Day, Fotografando 2 Comments 365, 365 Project, November, Zucca

My November
Il mio novembre è stato il mese della zucca e dell’ennesima dimostrazione di quanto ci sei nella mia vita.
Mi sono ammalata, una banale influenza, ma questo mi ha provocato tante domande su questioni logistiche…e tu eri li. E tu sei sceso nella boutique ha comprarmi la zucca.
E ci siamo mangiati: la vellutata di zucca, il risotto alla zucca, la pasta con speck e zucca.
E per farti contento ti ho cucinato le fajitas
E poi ci siamo presi una domenica per noi e dopo secoli ho riassaporato gli agnolotti e mi sono sentita bambina e mi sono sentita al sicuro.
Novembre c’è stato anche il compleanno di mamma e non è andato male e penso che dipenda dal fatto che io ero più serena.
A Novembre c’erano i problemi, i soliti eppure tra un muffin alle mele e una zucca è passato.