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	<description>[...per vivere abbiamo imparato a morire...]</description>
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		<title>A pranzo con la fiducia</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 22:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Parole]]></category>
		<category><![CDATA[Vivendo in Diretta]]></category>
		<category><![CDATA[Affidarsi agli altri]]></category>
		<category><![CDATA[Dark & Arancio]]></category>
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		<description><![CDATA[Che io sia una persona piena di contraddizioni e che cambio opinione abbastanza di continuo. Lo sanno tutti. Come sanno che se mi fisso su una cosa, sono peggio di mulo. Vedi la mia nota convinzione che le papere e galline non volano. E se pur le prime le abbia viste con  i miei occhi [...]<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_51570840"></div></div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Che io sia una persona piena di contraddizioni e che cambio opinione abbastanza di continuo. Lo sanno tutti. Come sanno che se mi fisso su una cosa, sono peggio di mulo. Vedi la mia nota convinzione che le papere e galline non volano. E se pur le prime le abbia viste con  i miei occhi ancora riservo qualche dubbio.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi a pranzo si parlava di fiducia. E fiducia nel prossimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel rispondere, o meglio nel voler partecipare alla conversazione, mi sono accorta di quanto sia stata contraddittoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il concetto di fiducia e generosità gratuita sono due cose, nel mio cervellino, talmente distanti che metterli insieme nello stesso discorso n’è venuto fuori proprio un bel passato di pomodoro!</p>
<p style="text-align: justify;">Si parla tanto di fiducia; fiducia in sé stessi, fiducia nell’altro o negli altri, nelle proprie capacità o qualità, tutte queste sono sfaccettature della parola “fiducia” che ha un significato molto più ampio.</p>
<p><span id="more-4650"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.peperina.it/wp-content/uploads/2012/05/fiducia.jpg" rel="prettyPhoto[4650]"><img class="alignleft  wp-image-4654" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 1px;" title="fiducia" src="http://www.peperina.it/wp-content/uploads/2012/05/fiducia.jpg" alt="" width="323" height="392" /></a>“<em>Avere fiducia significa non “difendersi”, significa ridurre altri sentimenti quali la paura e la </em><em>diffidenza; significa pensare che siamo attrezzati di tutto ciò che ci serve per affrontare la vita e </em><em>il mondo. </em><em>La fiducia è l’anticamera di un altro sentimento ancora più profondo che è “l’affidamento” a </em><em>qualcosa di superiore con cui siamo in relazione e che, dà prova di sé soprattutto nei momenti di </em><em>difficoltà sostenendoci e dandoci la forza per superare gli ostacoli. </em><em>La fiducia attenua le asperità, dona al carattere una naturale tendenza a sperimentare le cose e </em><em>ad adattarsi ai cambiamenti, certi che saranno portatori non solo di problemi ma anche di </em><em>opportunità. </em><em>Le persone che hanno fiducia sono più rilassate, fanno una vita migliore e trovano attorno meno </em><em>resistenza</em>.”</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo da questo articolo ne deduco. <em><strong>Che no, io non ho fiducia.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Penso di non essermi mai affidata a nessuno. Negli anni nessuno mi ha dato l’opportunità neanche di provarci. Penso che i bambini, in situazioni di amore e normalità, si affidino in primis alla madre e più in generale al contesto familiare. Il mio concetto di affidamento a mia madre si è spezzato quando ho capito che i  legami di sangue sono tali se si è schiavi ma che sarebbe alquanto più facile, in taluni casi, poter scegliere.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse, Dio o evoluzione (chiamatela come vi pare) per farci intraprendere il cammino su questo pianeta ci ha fornito di fede.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla nascita abbiamo fede in nostra madre. Dipendiamo in tutto e per tutto da lei (non me ne vogliano i  padri, ma un bambino istaura un legame “dissetante” diciamo). Poi crescendo, se il rapporto non si logora, molti sostengono “qualsiasi cosa faccia so che posso tornare a casa” ed alcuni aggiungono anche la fede in qualcosa che sta al di sopra di noi, qualcosa che ci protegge e che ci guida.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa fede ci dona fiducia e sicurezza. Fa si che non ci sentiamo mai veramente soli. Ci permette a volte di essere pigri, o di rischiare, o di provarci…perché in fondo abbiamo sempre un posto in cui tornare, o qualcuno che ci può confortare.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse è questo il vero motivo per cui la nostra cultura ci impone un Dio e dei parenti. Ci impone di non scegliere. Che saremmo noi senza queste due fedi?</p>
<p style="text-align: justify;">Io non mi son mai affidata. Presumo che nei miei vagiti fossi assolutamente affidata alle cure di mia madre e che lei abbia fatto di tutto per istaurare un rapporto che andasse al di la del bisogno primario.</p>
<p style="text-align: justify;">La verità attuale è che temo forse di più le persone con cui ho legami di sangue. Questo è dovuto al fatto che in un ambiente familiare, almeno il mio (sarà forse dovuto al discorso di “buona famiglia”) tutti si è attori. Ci sono i Manager le donne mute a fianco ai Manager. E ci sono i figli. Tutti devono essere primi in qualcosa, ma fondamentalmente non ci è permesso di distinguerci.</p>
<p style="text-align: justify;">Io mi sono distinta talmente tante volte da essere un pochino fuori dal cerchio, presente “Ti presento ai miei?” e il concetto non è molto diverso.</p>
<p style="text-align: justify;">Io sono quella “diversa” a cominciare dalla massa di capelli che mi porto in testa fino ad arrivare ai miei gusti personali, assolutamente non tollerati, ma più che non tollerati proprio non presi in considerazione. E quindi io divento l’attrice più brava.</p>
<p style="text-align: justify;">Tolgo pupazzi e pupazzetti, tolgo il trucco, levo il mollettone che fa tanto ananas. Metto i Jeans una t-shirt lunga, possibilmente che copra la mia quarta (non che me la sia rifatta, ma di certo non va bene che una signorina indossi una maglietta scollata) e fingo di essere interessata a discorsoni sul senso della vita. Annuisco distratta alle considerazioni dei capi famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Quelle poche volte che hanno toccato cose a me care (gli animali, il poter confrontarsi con persone “diverse”, il viaggiare) è successo che io sono la deficiente che non capirà mai niente e che Dio è sceso in terra e si è incarnato in un qualche essere umano seduto a tavola con me.</p>
<p style="text-align: justify;">Che poi riflettendoci bene. Io sono quella che ha cambiato diversi lavori, che ha viaggiato e che ho avuto la fortuna di mettermi in gioco.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma a loro che importa.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando alla fiducia. No non mi sono affidata ai miei e lungo il mio percorso non ho avuto modo di affidarmi veramente a qualcuno. E le batoste prese hanno fatto si che anche fosse finalmente (rullo di tamburi) giunto il momento per buttarsi nelle braccia di qualcuno non riesca a farlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Affidarsi quindi come espressione di fidarsi di qualcuno. Manca.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Fiducia in se stessi. Chi mi conosce bene sostiene che io abbia una colossale mancanza di fiducia nei miei mezzi. A mio avviso è un pochino dissociata questa fiducia.</p>
<p style="text-align: justify;">Da una parte credo sia dovuta all’affidamento. Chi si affida, a volte a sproposito, è perché non teme di perdere. Più uno è pieno di se e ha fiducia nei suoi mezzi e più non ha problemi ad affidarsi, poi da qui al vero “affidamento” in qualcuno come può essere in una coppia ce ne passa..ma almeno è un primo passo.</p>
<p style="text-align: justify;">Io credo nei miei mezzi. O meglio. Non credo di essere migliore di nessuno e non mi piace mettermi in gara. Mi spaventano profondamente le competizioni e non amo socializzare.</p>
<p style="text-align: justify;">So che questa è una contraddizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Io sono stata per anni esposta alla folla, megafono e fischietto in mano. Ma quello lo consideravo quasi un lavoro, che mi ha aiutato a far finta di avere una vita sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">So anche che durante la mia giornata lavorativa parlo. Parlo veramente tanto.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono giunta alla conclusione che starnazzo più per ricordarmi che sto vivendo, finendo così di dire cose senza un vero filo logico e di cui poi un attimo dopo ho perso la consistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse non socializzo perché non mi affido. Perché non mi fido degli altri. E si torna al punto di partenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Io sono fermamente convinta, e non perché questa idea si è istallata nel mio cervello, ma perché statisticamente è stato così, che io posso contare su di me. Che quando ci sono veramente dei problemi, quanto tutto sta crollando. Io ci sono. Sono lucida. E so cosa devo fare. E lo faccio. E non mi perdono finché non ho portato a casa il risultato.</p>
<p style="text-align: justify;">Io ho sempre ottenuto quello che volevo, sinceramente non ho mai puntato in alto. Ma io i problemi li affronto e li distruggo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono anche abbastanza egocentrica (altra contraddizione con il mio non socializzare). Sono egocentrica nel senso che parlo molo “io io, me me”, non perché mi sento una persona fica o interessante, più che altro non riesco fare a meno di blaterle. Mi vesto multicolor e non mi piace seguire la massa. Se una cosa è molto venduta (che sia un libro, che sia un marca) la scarto a priori.</p>
<p style="text-align: justify;">E qui subentra la definizione di tanti nei miei confronti “Snob”. Magari sono solo egoista.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante io sia: megalomane, prolissa e testarda. Effettivamente non mi piace paragonarmi a nessuno e quando mi trovo per forza di cose a farlo. Perdo.</p>
<p style="text-align: justify;">Io a me stessa non affiderei nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi vedo più con un vestito di lino arancione danzante su delle assi di legno bianco davanti ad un lago. Piuttosto che responsabilizzata professionalmente e privatamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà che ho passato 23 anni della mia vita “a fare la cosa giusta”, per gli altri però.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Fiducia in se stessi? Non connessa.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">La generosità degli altri invece è una cosa differente. Credo fortemente che nessuno faccia niente per niente. Il mio distribuire muffin in azienda è solo una dimostrazione del mio egocentrismo. Mi gratifica fare dolcetti per gli altri. Mi gratifica invitare a cena persone. Mi rende felice poter fare regali.</p>
<p style="text-align: justify;">E se le mie disponibilità fossero più ampie, non so cosa darei per organizzare eventi per 30/40 persone e distribuire regali a tutti.. Non è che sono generosa e che traggo giovamento a farmi “notare”.</p>
<p style="text-align: justify;">Però a volte, in rarissimi casi, quando meno te lo aspetti. Ricevi gesti inaspettati.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi stupisco quando una persona mi chiama per chiedermi “Come va?”. Mi dico sempre “adesso mi dice cosa vuole veramente” ed in effetti, nella maggior parte dei casi, accade così. E poi una persona su mille. Ti chiama per davvero senza motivo.</p>
<p style="text-align: justify;">E quel piccolo gesto ti scalda il cuore per mesi e ti fa presumere che esiste la generosità negli altri. Ma è solo un attimo. E questo non ti consente di affidarti agli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono una sognatrice incallita, non riesco a farne a meno. E questo è l’ennesima contraddizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sogno di camminare per strada ed imbattermi in una persona qualunque che mi tocchi il cuore. Mi cibo e mi commuovo di gesti stupidi.</p>
<p style="text-align: justify;">Evoco immagini che non accadranno mai.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed alla fine delusa, abbaio. E forse sono io quella arida che aspetta grandi gesta, e non si accontenta dei piccoli gesti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono una contraddizione unica. E come se ci fossero due persone in me.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima con lunghi <em><strong>capelli corvini mossi, occhiaie, pelle bianca</strong></em>. Lentiggini assenti. Indossa un abito nero lungo e cammina scalza.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa persona si morde il  labbro finchè non fuoriesce un rivolo di sangue.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensa che gli altri siano solo degli inutili essere passeggeri. Si questa DarkMe si sente profondamente diversa e per certi versi superiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Lei non ha bisogno degli altri. Lei fa quel che vuole.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si affida e non crede nella generosità altrui.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi esiste <em><strong>una me arancione</strong>.</em> Ha capelli più corti e quasi rasta, le lentiggini ovunque. Sorride beota nel vedere i cani correre al parco.</p>
<p style="text-align: justify;">Indossa un abito arancio corto e ciabatte di pollino rosa. Si porta pure a presso una borsa gigante tutta colorata. Fotografa ogni cosa, si ciba di immagini. Ed inventa storie.</p>
<p style="text-align: justify;">Ama stordire gli altri con le sue visioni colorate e saltella per le strade.</p>
<p style="text-align: justify;">Crede che alla fine in ognuno di noi ci sia del bene. E sogna che qualcuno prima o poi le dirà che è la sua creatura.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><em><strong>Questa sono io una tela arancio con chiazze nere.</strong></em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_51570840"></div></div></div><div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_51570840"></div></div></div>]]></content:encoded>
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		<title>All&#8217;improvviso</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 07:50:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vivendo in Diretta]]></category>

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		<description><![CDATA[Io non so mentire. Non sono mai stata capace. Da bambina ero tartassata di domande su dov&#8217;era mio padre, su cosa facessi dopo la scuola. Ebbene. Mentivo ? Per me non era mentire era inventare storie. Fantasticare. Quelle storie per me erano reali. Talmente reali che ancora oggi li racconto come aneddoti accorgendomi nel mentre [...]<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_80696333"></div></div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Io non so mentire. Non sono mai stata capace.</p>
<p style="text-align: justify;">Da bambina ero tartassata di domande su dov&#8217;era mio padre, su cosa facessi dopo la scuola. Ebbene. Mentivo ?</p>
<p style="text-align: justify;">Per me non era mentire era inventare storie. Fantasticare. Quelle storie per me erano reali. Talmente reali che ancora oggi li racconto come aneddoti accorgendomi nel mentre che c&#8217;è qualcosa di stonato. Ma non riesco a fermarmi a metà per dire &#8220;scusate questa cosa l&#8217;ho inventata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Inventare storie equivale a mentire? Se siete per il si. Beh allora mento da sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio amico Stefano, per esempio, non esiste. O meglio! C&#8217;è stato uno Stefano che giocava a basket ed era il figlio di una del palazzo. Mamma mi disse che da bambina non mi piaceva per niente. Io invece l&#8217;ho fatto diventare il mio amico. Il mio confidente. È biondo (mai avuto nessuno a raggio di km biondo ) ha gli occhi castani chiari. È secco secco. E il naso lungo. Parla poco ma ascolta tanto . È sempre stato con me fino all&#8217;università poi ci siamo persi di vista.</p>
<p style="text-align: justify;">Stefano è una menzogna?</p>
<p style="text-align: justify;">Per me no. Non era neanche mentire dire che non volevano più vedere Titanic invece che dire &#8221; non so esattamente quello che è successo ma non posso uscire&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse non é neanche mentire alla domanda &#8220;quando è stata la prima volta?&#8221;. Perchè una sera a Firenze dissi la Verità e Luca (che aveva posto al domanda ridendo solo e per far conversazione tra colleghi) si è voltato ed ha risposto &#8220;ahahha ceeeerto!! Ma a chi l&#8217;ha racconti&#8221;. E non ho più risposto a quella domanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentire equivale a non dire?!</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi so di mentire. Sento due mani che stringono la gola e poi veloci corrono lungo il corpo per finirmi con un pugno allo stomaco.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentire , per me oggi, significa tradirmi. Farmi del male ogni giorno e non consentir di vivermi. Dopo anni di ricerca e di sopravvivenza era giunto il momento di vivere. Ed oggi mi tradisco mentendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Mento ogni mattina facendo finta che vada tutto bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Mento dicendo &#8220;Buobgiorno&#8221; con uno splendido sorriso. Mento nel rispondere &#8220;non lo so&#8221;. Mento alle domande più banali:</p>
<p style="text-align: justify;">dove abiti?</p>
<p style="text-align: justify;">che hai mangiato?</p>
<p style="text-align: justify;">sei andata via?</p>
<p style="text-align: justify;">che lavoro?</p>
<p style="text-align: justify;">dove?</p>
<p style="text-align: justify;">E una bugia dietro l&#8217;altra mi ritrovo sempre più fragile. E aggredisco. Mordo. E le persone intorno a me reagiscono.</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio solo scappare, ogni occasione è buona per evadere. Che si chiamo vacanza , che si chiami cucina, che si chiami giocare . Andare oltre. In un mondo dove esisto solo io e nessuno mi può fare domande , nessuno possa interagire con me . E sentirmi al sicuro, sentirmi utile. Semplicemente sentire .</p>
<p style="text-align: justify;">Mi dispiace. Io non so mentire.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto da Tabata [iPad]
<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_80696333"></div></div></div><div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_80696333"></div></div></div>]]></content:encoded>
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		<title>Io? Pint Up! Ora anche Snapguide</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 10:56:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[App]]></category>
		<category><![CDATA[Creare una guida con iphone]]></category>
		<category><![CDATA[ipad]]></category>
		<category><![CDATA[Iphone]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho scoperto per caso questa applicazione: snapguide. L’ho istallata su iPhone e sinceramente non ho avuto modo di provarla personalmente però ci ho navigato…ed è veramente carina! Disponibile gratuitamente sull’applestore per iPhone e iPad serve a creare mini guide. Snapguide è molto semplice, ti permette di documentare passo passo ciò che cucini, costruisci dipingi o qualsiasi [...]<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_65270058"></div></div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peperina.it/wp-content/uploads/2012/05/1701_snapguide.jpg" rel="prettyPhoto[4644]"><img class="aligncenter size-full wp-image-4645" title="1701_snapguide" src="http://www.peperina.it/wp-content/uploads/2012/05/1701_snapguide.jpg" alt="" width="580" height="483" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ho scoperto per caso questa applicazione: <span style="color: #800080;"><em><strong><a href="http://itunes.apple.com/us/app/snapguide/id421477397?mt=8" target="_blank">snapguide</a></strong></em></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ho istallata su iPhone e sinceramente non ho avuto modo di provarla personalmente però ci ho navigato…ed è veramente carina!</p>
<p style="text-align: justify;">Disponibile gratuitamente sull’applestore per iPhone e iPad serve a creare mini guide.</p>
<p style="text-align: justify;">Snapguide è molto semplice, ti permette di documentare passo passo ciò che cucini, costruisci dipingi o qualsiasi altra cosa. Una volta caricate le tute foto/video le assemblea creando una guida.</p>
<p style="text-align: justify;">La tua guida ora è pronta per essere condivisa su Twitter e Facebook. Ovviamente all’interno di Snapguide stesso esiste già una condivisione, la possibilità di commentare e seguire le persone che preferisci.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la maggiore va la creazione di ricette, ma secondo me ha un poteziale igredibile. “Come si lavano i panni?” “come monto una bicicletta” e anche cose più o meno divertenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Vedremo di usarla sicuramente in cucina io e La Peppina, ma potremmo anche creare una fantastica guida su “Come si diventa Papere!!”.</p>
<p style="text-align: justify;">Snapguide che  per la sua grafica ricorda<span style="color: #800080;"><strong> Pinterest</strong></span> è anche già integrata proprio con Pinterest la quale uffa non è ancora disponbile per iPad e la qualcosa ha dell’incredibile!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_65270058"></div></div></div><div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_65270058"></div></div></div>]]></content:encoded>
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		<title>Misunderstanding</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 14:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografando]]></category>
		<category><![CDATA[Danbo]]></category>
		<category><![CDATA[danbo italy]]></category>
		<category><![CDATA[danbo love]]></category>
		<category><![CDATA[Danboard]]></category>
		<category><![CDATA[My Danbo]]></category>

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		<description><![CDATA[My Danbo non si da pace. Non riesce a capire che la bella signorina è un cartonato. Salvatelo! Non poteva mancare: http://danbochan.tumblr.com/<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_13899961"></div></div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peperina.it/wp-content/uploads/2012/05/Danbo_Lover.jpg" rel="prettyPhoto[4639]"><img class="aligncenter size-large wp-image-4640" title="Danbo_Lover" src="http://www.peperina.it/wp-content/uploads/2012/05/Danbo_Lover-733x1024.jpg" alt="" width="733" height="1024" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #800080;">My Danbo non si da pace. Non riesce a capire che la bella signorina è un cartonato. Salvatelo!</span></em></p>
<p style="text-align: center;">Non poteva mancare: <a href="http://danbochan.tumblr.com/">http://danbochan.tumblr.com/</a></p>
<p style="text-align: center;">
<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_13899961"></div></div></div><div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_13899961"></div></div></div>]]></content:encoded>
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		<title>Oggi ho imparato</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 09:26:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vivendo in Diretta]]></category>
		<category><![CDATA[Ho sbagliato]]></category>
		<category><![CDATA[life]]></category>
		<category><![CDATA[peperina]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho sbagliato. Ed ho ammesso di aver sbagliato. E mi sento completamente una cacchetta. Ho sbagliato per leggerezza. Ho sbagliato perché invece che alzare la mano e dire “scusate io non ce la faccio a fare tutto, posso avere aiuto?”; ho preferito tacere. Ho sbagliato perché spesso nell’anno passato la mia testa cercava soluzioni a [...]<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_87975516"></div></div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.peperina.it/wp-content/uploads/2012/05/bianc.jpg" rel="prettyPhoto[4629]"><img class="alignright  wp-image-4630" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 2px;" title="bianc" src="http://www.peperina.it/wp-content/uploads/2012/05/bianc.jpg" alt="" width="290" height="320" /></a>Ho sbagliato. Ed ho ammesso di aver sbagliato.<br />
E mi sento completamente una cacchetta. Ho sbagliato per leggerezza.<br />
Ho sbagliato perché invece che alzare la mano e dire “scusate io non ce la faccio a fare tutto, posso avere aiuto?”; ho preferito tacere.<br />
Ho sbagliato perché spesso nell’anno passato la mia testa cercava soluzioni a situazioni che non dipendono da me; e successivamente mi sono nascosta dietro al “non ci sto con la testa”.<br />
Ho sbagliato e l’ho detto.</p>
<p style="text-align: justify;">E nessuno mi ha sgridato. Nessuno si è arrabbiato. Tutti hanno cercato di capire, di provvedere al mio sbaglio e, in qualche maniera, coprirmi. Sono stati comprensivi.<span id="more-4629"></span><br />
Mi hanno fatto capire che si ho sbagliato, che si non è corretto, ma che si mi conoscono. Che si è perché sono io.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Quando si passa tanto tempo insieme si finisce che ci si sopporta in quanto “obbligati” a stare insieme oppure che ci si conosce e che ci si apprezza e ci si vuole bene e si sanno anche i limiti e i pregi”. “Sara ci sono più persone di quanto immagini che sono a disposizione e non per obbligo</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco questo è quello che mi ha sconvolto. Spesso mi sono ritrovata con persone arrabbiate, persone intransigenti, persone che volevano spiegazioni da me. E spesso non sono stata in grado di rispondere, non sono stata in grado di giustificarmi ritrovandomi semplicemente li inerme, con gli occhi spalancati a supplicare un “mi dispiace”. Senza poi sapere esattamente per che cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora so dove e perché ho sbagliato. Ora sono pronta per pagare, per essere sgridata e per dire davvero “mi dispiace”. Ed invece. Silenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">Essere adulti significa anche imparare dai propri errori. Attingere forza dalla fiducia riposta dagli altri e non deluderle. “<em>Sai capita di sbagliare e ammetterlo fa si che non c’è bisogno di scusarsi</em>”.<br />
E che “a me non capita”. No. Non sono presuntuosa solamente nella mia vita passata non era ammesso sbagliare.<br />
Non era ammesso non riuscirci, non esserci, non correre e non vincere. Ed io quindi ho sempre rinunciato in partenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Provando a far le cose si sbaglia, riprovando si impara.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco io oggi voglio imparare che c’è fiducia verso me. Che c’è affetto per me. E che io devo aprire l’ampolla tirare fuori il mio cervellino rimetterlo sotto i ricci ed esserci.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie</p>
<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_87975516"></div></div></div><div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_87975516"></div></div></div>]]></content:encoded>
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		<title>Doc. sogno conigli, è grave?</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 08:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vivendo in Diretta]]></category>
		<category><![CDATA[conigli]]></category>
		<category><![CDATA[life]]></category>
		<category><![CDATA[rabbids]]></category>
		<category><![CDATA[Rayman]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ero seduta sul sedile passeggero di un fuoristrada nero, alla guida c’era una donna. Non so esattamente che faccia avesse la donna. Ad un certo punto so di essere nella via di casa di mia madre. Anche se invece che essere una via chiusa alberata era una strada larga con del prato e con dei [...]<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_45974205"></div></div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peperina.it/wp-content/uploads/2012/04/IMG_3149.jpg" rel="prettyPhoto[4615]"><img class=" wp-image-4616 alignright" style="border-image: initial; margin: 2px;" title="IMG_3149" src="http://www.peperina.it/wp-content/uploads/2012/04/IMG_3149.jpg" alt="" width="293" height="226" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ero seduta sul sedile passeggero di un fuoristrada nero, alla guida c’era una donna. Non so esattamente che faccia avesse la donna.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad un certo punto so di essere nella via di casa di mia madre. Anche se invece che essere una via chiusa alberata era una strada larga con del prato e con dei posteggi per l’atuo ben definiti da marciapiedi.<br />
Li in mezzo a quella via vi era una Fiat Punto Arancio circondata da ceppi di legno. Su ogni ceppo di legno c’era un coniglio. Non un coniglio qualunque, ma il coniglio di Rayman. Tutti diversi, tutti rappresentati qualcosa.<br />
Osservando meglio mi accorgo che la portiera del guidatore è aperta. L’auto ha dei sedili in pelle nera e arancio e tutto richiama l’arancio della carrozzeria. Al volante un altro <span style="color: #800080;"><em><strong>Raving Rabbids</strong></em></span> , meno grande degli altri, con degli occhiali da sole con lenti arancio.<span id="more-4615"></span><br />
Penso “ lo voglio. Se lo rubo nessuno se ne accorge, tanto da mia madre non ci verrò per un po’”.<br />
Lo prendo. Partiamo. Mentre la macchina fa manovra penso alla fotografia che scatterò una volta giunta a casa.<br />
In quell’istante una donna si affaccia al finestrino ed ha in mano una pistola e mi dice “ I conigli sono degli antifurti, ora tu sei morta”.<br />
Presa dal panico comincio a farfugliare “non volevo, io non volevo. Era uno scherzo. L’avrei rimesso dov’era con un cartello scherzoso”.<br />
In un attimo mi ritrovo in una stanza dove ci sono altre tre ragazze che osservano un lettino bianco sul quale appoggiato c’è un impermeabile marrone.<br />
Dentro l’impermeabile c’è sicuramente qualcuno, ma costui pare essere trasparente. Non vedo ne braccia , ne gambe. Non vi è una testa. Non mi preoccupa. Io so che li c’è qualcuno.<br />
Una delle donne acida mi dice “la nostra sorella stava per morire di infarto per lo spavento. Ed è colpa tua. Tu hai rubato il coniglio”.<br />
Ho cominciato a piangere in maniera isterica, sentivo la paura scorrere sulla mia schiena, e andavo farneticando “era uno scherzo, io non volevo prendere il coniglio. Era uno scherzo”.<br />
In un attimo la donna che occupava l’impermeabile si materializza, mi afferra le braccia. Ha gli occhi neri, i capelli arruffati altrettanto neri. Mi si avvicina ancora di più e mi dice “<em><strong> ora vedrai</strong></em>”.<br />
Mi stringe di più le braccia. Non riesco a muovermi.<br />
Con la nocca delle dita fa una leggera pressione sulla schiena.<br />
Comprendo subito cosa vuole e fare, e terrorizzata urlo “no per favore, no è successo nulla, per favore”.<br />
Quel dito faceva sempre più pressione, sentivo piano l’osso della colonna vertebrale che doleva. Poi un acuto dolore, io che urlo “<em><strong>noooooooooooo</strong></em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Apro gli occhi, mi volto. Il Giammy che: “Ronf Ronf”.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #800080;"><em><strong>Io voglio quel coniglio.</strong></em></span></h2>
<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_45974205"></div></div></div><div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_45974205"></div></div></div>]]></content:encoded>
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		<title>Au Revoir</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 09:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[A zonzo]]></category>
		<category><![CDATA[Canyon du Verdon]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerario Motoo]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[Verdon in moto]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto nasce dal fatto che per questioni personali la nostra settimana alle Tenerife è saltata. Nasce dalla consapevolezza che vi è un ponte da sabato 28 aprile a martedì 1 maggio. Nasce dalla mia idea iniziale per questa estate di andare nella Francia del Nord. Nasce dalla mia predilezione per le coquillage (fa più figo [...]<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_12757477"></div></div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.peperina.it/wp-content/uploads/2012/04/verdon.jpg" rel="prettyPhoto[4608]"><img class="aligncenter  wp-image-4611" title="verdon" src="http://www.peperina.it/wp-content/uploads/2012/04/verdon.jpg" alt="" width="665" height="252" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto nasce dal fatto che per questioni personali la nostra settimana alle Tenerife è saltata. Nasce dalla consapevolezza che vi è un ponte da sabato 28 aprile a martedì 1 maggio. Nasce dalla mia idea iniziale per questa estate di andare nella Francia del Nord. Nasce dalla mia predilezione per le coquillage (fa più figo dirlo in francese ^__^).</p>
<p style="text-align: justify;">E ci siamo ritrovati il 25 aprile davanti alla caritna dell’Europa guardandoci l’un l’altro senza sapere bene dove andare. A volte le cose migliori nascono per caso.</p>
<p><span id="more-4608"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Io dissi: “ma io volevo andare in Francia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Lui mi guardò dal basso in alto “vediamo se ci sono delle offere”</p>
<p style="text-align: justify;">E io ripetitiva “ma io volevo andare in Francia, ok non di nuovo a Nizza ma…”</p>
<p style="text-align: justify;">E lui imperterrito “fammi dare un occhio …magari trovo un’offertazza”</p>
<p style="text-align: justify;">Ed io continuavo “perché tutti vanno in liguria non vuoi andare in Francia e se ci andiamo in moto?”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco. Il bambino ha preso il sopravvento. Si è girato ha alzato gli occhi al cielo e in un attimo tira fuori una guida: “La Provenza e la Costa Azzurra”. E sorridente io mi sono appollaiata su di lui.</p>
<p style="text-align: justify;">L’idea era il mare, l’idea era il pesce, ma appena ha letto: “<em><strong>Le gole del Verdon formano il più grande canyon d’Europa</strong></em>”  ci siamo dimenticati di tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em><strong>Canyon du Verdon</strong></em>, è una spettacolare gola che forma un confine tra la Alpes-de-Haute-Provence e il Var. La voragine nelle rocce arriva fino a700 metridi profondità, e possiede una lunghezza di 21-km mentre la larghezza varia tra i 6 ei100 metrisul fondo e tra i200 me un chilometro e mezzo nel suo bordo superiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Un itinerario “tipo” è quello che vedete qui sotto nella mappa:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://pepetour.files.wordpress.com/2012/04/mappa1.jpg" rel="prettyPhoto[4608]"><img class="aligncenter  wp-image-293" title="mappa1" src="http://pepetour.files.wordpress.com/2012/04/mappa1.jpg" alt="" width="749" height="442" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per tutti i dettagli c&#8217;è il <strong><a href="http://pepetour.wordpress.com/2012/04/26/ma-io-voglio-andare-in-francia/" target="_blank">PepeTour</a></strong>! Questo è il primo girin giretto dopo la nascita del Blog, speriamo di mantenere le promesse, ovvero di scrivere il diario di bordo. Speriamo!</p>
<p>Una domanda solo mi nasce spontanea: &#8220;Io sto pesce lo mangero?&#8221; =__=</p>
<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_12757477"></div></div></div><div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_12757477"></div></div></div>]]></content:encoded>
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		<title>Attention! Danger</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 20:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografando]]></category>
		<category><![CDATA[Vivendo in Diretta]]></category>
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		<category><![CDATA[Danbo]]></category>
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		<category><![CDATA[Kitchen]]></category>
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		<category><![CDATA[My Danbo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fatto è il seguente: Danbo ha litigato con la Signora Peppina. Quest&#8217;ultima ha rubato la mia carta di credito (chissà perchè a questa parte non crede nessuno) ed ha comprato un porta spezie girevole e 6 barattoli per le spezie. Ha fatto tutto ciò solo ed esclusivamente per mandare un messaggio a Mr. Danbo: [...]<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_28754275"></div></div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://farm8.staticflickr.com/7272/6948272412_847eb6bede_z.jpg" title="Attention! Danger" class="aligncenter" width="640" height="640" /><br />
Il fatto è il seguente: Danbo ha litigato con la Signora Peppina. Quest&#8217;ultima ha rubato la mia carta di credito (chissà perchè a questa parte non crede nessuno) ed ha comprato un porta spezie girevole e 6 barattoli per le spezie.<br />
Ha fatto tutto ciò solo ed esclusivamente per mandare un messaggio a Mr. Danbo: &#8220;Domani TI cucino&#8221;.<br />
Scene da guerriglia urbana in casa.</p>
<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_28754275"></div></div></div><div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_28754275"></div></div></div>]]></content:encoded>
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		<title>Posso raccontarti una storia?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 21:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e Parole]]></category>
		<category><![CDATA[Pepe]]></category>
		<category><![CDATA[Vivendo in Diretta]]></category>
		<category><![CDATA[life]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando ho aperto la pagina ed ho scritto “Ricettario” la prima cosa che mi è venuta in mente è stata mia madre.  A ieri che mi ha detto “ho comprato un raccoglitore e sto copiando sul computer le ricette così quando non ci sarò più… ” Non ho mai pensato al “… non ci sarò [...]<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_4393162"></div></div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando ho aperto la pagina ed ho scritto “Ricettario” la prima cosa che mi è venuta in mente è stata mia madre.  A ieri che mi ha detto “<em><strong>ho comprato un raccoglitore e sto copiando sul computer le ricette così quando non ci sarò più</strong></em>… ”</p>
<p style="text-align: justify;">Non ho mai pensato al “… non ci sarò più”. Ed ora la cosa mi fa paura. Ho paura che …beh è inevitabile che ci sarà, speriamo quando lei avrà 95 anni e sua figlia avrà i capelli bianchi.</p>
<p><span id="more-4584"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Però succederà … spero che per quel giorno tutto sarà a posto. Che mi dica quello che cerco da sempre, che mi faccia capire che non sono poi questa brutta bestiola. Che è contenta del mio non cedere. Mai.</p>
<p style="text-align: justify;">Che abbia compreso che per me non è stato facile. Non è stato facile per una bambina affrontare il tutto “senza papà”, che non è stato facile scoprire a 17 anni quello che mai nessuno dovrebbe scoprire. Che non è stato semplice cercare di essere perfetta.</p>
<p style="text-align: justify;">E che tutto questo “non facile” ha comportato una ragazza spinosa, chiassosa e stronzetta; ma che dentro ha rotto il tubo dell’acqua e aspetta con il secchiello che qualcuno venga a chiudere il rubinetto, la prenda in braccio e le sussurri: “andrà tutto bene, ora ci sono io”.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero che per quel giorno possa non più vergognarmi di ciò che sono e che possa dirle veramente quello che ho nella testa senza aver paura del suo giudizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui ad allora, vorrei parlarle di quello che non ricordo, di quello che ho provato, di quello che ho cercato per farmi male, dei tagli, delle lacrime. Vorrei parlare dei miei sogni, del mio bisogno di approfondire ogni cosa finchè la mia testa non dice “si ha un senso”, del mio immedesimarmi talmente tanto nella vita degli altri da pensar di essere un uccellino che li osserva da un ramo.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei anche dirle che in me dopo tutta la pece c’è anche il rosa, ci sono i fiocchi e le meringhe e che la mia testa è un vortice di immagini e colori.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei poterle dire “<em><strong>Sai Mamy ho deciso di raccontarti una storia</strong></em>… la mia storia”, ma anche così mancherebbe una gran parte di racconto, la sua parte. E vorrei chiederle “Mamma mi aiuti a scrivere la mia storia”.</p>
<p style="text-align: justify;">E vorrei racchiuderlo in un libro la mia storia e consegnarle a quelle persone che pensano che io non abbia problemi, a quelle che pensano che sia forte, a quelle che pesano che piango troppo, a quelle che non capiscono perché mi sposto se provi a baciarmi, a quelle che mi vedono strana e inconsistente.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse sarebbe l’ennesimo modo per giustificarmi, ma spero che sarebbe un bel modo per conoscerci. Io e te Mamma. Io e te, tu si tu che stai leggendo.</p>
<p style="text-align: justify;">E in fondo spero che sia un’altra forma di egocentrismo.</p>
<div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_4393162"></div></div></div><div align="center"><div class="sharexyWidgetNoindexUniqueClassName"><div id="shr_4393162"></div></div></div>]]></content:encoded>
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