25 novembre: giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Oggi si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. La data venne stabilita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999, con la risoluzione numero 54/134, con un invito rivolto ai governi, alle organizzazioni internazionali e alle Ong ad organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema.
Le donne che sono maggiormente oggetto di violenza sono quelle più giovani, di età compresa fra i 16 e i 24 anni e il dato peggiore sembrerebbe essere quello secondo il quale il 96% delle donne maltrattate non denuncia gli abusi nè tanto meno ne parla con qualcuno. Di solito autori delle aggressioni sono principalmente i partner, mentre ad essere carnefici delle violenze in famiglia sono principalmente gli zii. Di riflesso, la violenza subita dalle donne incide anche sui figli.
Potrei scriverci veramente tanto sulla violenza sulle donne in quanto mi tocca in prima persona, ma è una di quelle cose che se rendessi pubblica aparirebbe falsa e inadeguata. E quindi mi fermo.
Oggi ovviamente si fa riferimento alla violenza fisica e sessuale che spesso sfocia in tragedia e vede le donne mute in casa e mute per sempre uccise dai propri partner.
Ma la violenza non è solo quella fisica. Ogni giorno quando camminiamo per strada, ci preoccupiamo che la nostra gonna non sia troppo corta, che il piumino ci copra perbene, che in metropolitana possiamo essere trasparenti.
Ogni giorno in ufficio c’è qualcuno che scambierà un nostro gesto di educazione per qualcosa di più-
Ogni giorno ci saranno donne che con tutto questo giocano per acquisire chi sa quale diritto o per semplici favori.
Ogni giorno personalmente mi alzo sapendo che se andassi in giro a dire “Io amo il Giammy” riceverei in cambio violenza psicologica e discriminazione.
Ogni sera esco dall’ufficio e corro verso casa, stando attenta di non avere dietro nessuno.
Ogni giorno vedo donne “suicidarsi” per ottenere un favore e che per sentirsi forti e considerate si fanno avvicinare solo per paura di fare i conti con se stessi.
Ogni giorno ripenso ad Enzo e a quante persone se lo sapessero mi offrirebbero commiserazione ipocrita e “giustificherebbero” il mio comportamento.
Ogni giorno vedo una persona che è stato capace di violentarmi con il solo tocco delle dita e con la sua cattiveria.
Ogni giorno mi sento fortunata per tornare a casa con il battito accellerato ed abbracciare un uomo che mai mi farà del male.



























