25 novembre: giornata internazionale contro la violenza sulle donne

25 novembre: giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Oggi si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. La data venne stabilita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999, con la risoluzione numero 54/134, con un invito rivolto ai governi, alle organizzazioni internazionali e alle Ong ad organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema.

Le donne che sono maggiormente oggetto di violenza sono quelle più giovani, di età compresa fra i 16 e i 24 anni e il dato peggiore sembrerebbe essere quello secondo il quale il 96% delle donne maltrattate non denuncia gli abusi nè tanto meno ne parla con qualcuno. Di solito autori delle aggressioni sono principalmente i partner, mentre ad essere carnefici delle violenze in famiglia sono principalmente gli zii. Di riflesso, la violenza subita dalle donne incide anche sui figli.

Potrei scriverci veramente tanto sulla violenza sulle donne in quanto mi tocca in prima persona, ma è una di quelle cose che se rendessi pubblica aparirebbe falsa e inadeguata. E quindi mi fermo.

Oggi ovviamente si fa riferimento alla violenza fisica e sessuale che spesso sfocia in tragedia e vede le donne mute in casa e mute per sempre uccise dai propri partner.

Ma la violenza non è solo quella fisica. Ogni giorno quando camminiamo per strada, ci preoccupiamo che la nostra gonna non sia troppo corta, che il piumino ci copra perbene, che in metropolitana possiamo essere trasparenti.

Ogni giorno in ufficio c’è qualcuno che scambierà un nostro gesto di educazione per qualcosa di più-

Ogni giorno ci saranno donne che con tutto questo giocano per acquisire chi sa quale diritto  o per semplici favori.

Ogni giorno personalmente mi alzo sapendo che se andassi in giro a dire “Io amo il Giammy” riceverei in cambio violenza psicologica e discriminazione.

Ogni sera esco dall’ufficio e corro verso casa, stando attenta di non avere dietro nessuno.

Ogni giorno vedo donne “suicidarsi” per ottenere un favore  e che per sentirsi forti e considerate si fanno avvicinare solo per paura di fare i conti con se stessi.

Ogni giorno ripenso ad Enzo e a quante persone se lo sapessero mi offrirebbero commiserazione ipocrita e “giustificherebbero” il mio comportamento.

Ogni giorno vedo una persona che è stato capace di violentarmi con il solo tocco delle dita e con la sua cattiveria.

Ogni giorno mi sento fortunata per tornare a casa con il battito accellerato ed abbracciare un uomo che mai mi farà del male.

 

Aruba lotta continua

Aruba lotta continua

Con tutto quello che mi è successo non posso che scriverci un post.

I l mio blog, questo che per qualche motivo state leggendo, è con me dal 2004 ma nasce ancora prima su una Smemoranda targa 1998.

Nel 98 scrivevo con la bic nera a punta fine nei quadratini delle Smemo e attaccavo foto di Paolo Maldini ovunque.

Poi ho aperto il blog su iobloggo.com però avevo comprato il dominio peperina.it e quindi un bel giorno ho accorpato tutto qui. Insomma qui scartabella c’è la mia vita. Con le mie contraddizioni, con le mie paranoie, con le mie vittorie.

Per me è come un cucciolo da accudire e far crescere.  E’ la cosa di più prezioso che ho. Il resto materiale non è importante.  Ma il mio blog si . Mi ha aiutato quando stavo chiusa nelle mie paure e nei momenti più bui della mia vita. Mi ha aiutato anche recentemente a capire che ero follemente innamorata da sempre del mio Giammy.

E ultimamente mi sta facendo da ponte tra me e nuovi blogger che non conoscevo e che oggi soprattutto mi hanno sostenuto ed aiutata.

2 anni fa ormai io e Mr. Palletta ci lasciavamo e con lui occorreva dare la proprietà del mio sito a me stessa. Ebbene si fin a quel momento era stata sua, perché ho aperto il blog che non avevo un conto corrente e neanche una carta di credito e soprattutto non avevo la più pallida idea su come fare.

E da li è cominciata l’odissea. Per cambiare la proprietà tra me e lui ci ho messo un anno e tanta pazienza.

Ad agosto di quest’anno sembrava tutto finito con l’associazione di una nuova login. Poi ci sono state le vacanze, settembre da dimenticare, ottobre che è volato in un mare di casini per approdare al mese di novembre.

Fortunatamente, essendo vecchia dentro, possiedo un fantastico calendario appeso in cucina dove mi ero segnata SCADENZA DOMINIO. E quindi sono entrata nel pannello di amministrazione.

E che ti scopro che:

1)      La login e password in mio possesso non funziona

2)      La login fornita per il DB è senza password

Provo a mettere la login sul sito nel pannello e la trova, ma non ho la password. Quindi?

Quindi eseguo l’inter “Recupera i tuoi dati” e mi viene detto è stata mandata una mail al tuo indirizzo mail (e viene indicato correttamente).

Attendo 1 giorno. Niente

Attendo un altro giorno. Niente

Provo a chiamare il call center. Il numero dell’ufficio non riesce a farlo. Penso sia colpa del telefono aziendale. Provo con l’iPhone. Niente.

Riprovo con quello aziendale…squilla. (mmmm strano).

Attendo in linea schiscio 3 (già cliente) e mi sento dire “le linee sono occupate riprova più tardi”.

PRIMA INCAZZATURA

Sono abituata al call center della banca, dell’Eni, dell’Enel, della Vodafone, della telecom, perfino quello della palestra e del mio corso di inglese che quando le linee sono occupate dicono “Le linee sono momentaneamente occupate. Rimanga in linea per non perdere la priorità acquisita. Ci scusiamo per l’attesa” e ti mettono delle canzoni che comincerai ad odiare (vivaldi, image ect).

Allora decido di richiamare una Seconda volta e…….

le linee sono occupate riprova più tardi”.

E riprovo per 10 volte. Faccio il numero, ascolto il messaggio stupido, metto già e riprovo.

All’undicesimo tentativo arriva il messaggio normale: “Le linee sono momentaneamente occupate. Rimanga in linea per non perdere la priorità acquisita. Ci scusiamo per l’attesa”. Dopo quasi 15 minuti di attesa (meno male che ero in vivavoce e nel frattempo ho continuato a lavorare).

Parlo con un operatore che mi dice:” sul modulo da lei compilato per il cambio dominio abbiamo scambiato una E per un A e pertanto la mail registrata è sbagliata. Quindi che vuole?”

Alchè incavolata nera gli dico: “lei è un gradissimo maleducato” e butto giù.

Quindi DA SOLA altro che servizio clienti, capisco che devo modificare la mail con un modulo cartaceo.

SECONDA INCAZZATURA

Io posso ancora capire che la sciura Maria che va in posta faccia tutto con carta e penna allo sportello. Ma che un servizio di Hosting, che si è messo pure a fare la pubblicità alla radio dei suoi fantastici servizi, per modificare una mail richieda la compilazione di un modulo.

Alchè richiamo il call center (stessa trafila di prima), l’operatore mi dice: “Signora mandi tutto all’indirizzo mail assistenza@staff.aruba.it e nel giro di 24ore sistemiamo tutto”.

Mando tutto via mail e si fa fine della giornata 22 novembre ed il mio sito scade venerdì 25 novembre.

Il giorno 23 novembre nessuna risposta da Aruba, provo a rimandare una mail di sollecito e chiamare il call center.

NON SAPEVANO NULLA DELLE MAIL PRECEDENTI e mi chiedono di mandare UN FAX!

TERZA INCAZZATURA

35 minuti di attesa dopo aver fatto 22 tentativi per prendere la linea (i numeri non sono casuali mi sono segnata tutto perché volevo fare una bella AR alla sede legale e all’associazione dei consumatori e magari stilare un articoletto per qualche giornale da strapazzo). Mi sento dire di mandare il fax.

Mando il fax, con la copia della mail del giorno prima. Non contenta mando anche un’altra mail con copia del fax e la stessa documentazione.

Fine del giorno 23 novembre

Arriva il 24 novembre ovviamente non mi hanno risposto ma TA TA TA TA TA!!!

SITO BLOCCATO PERCHE’ NOI HAI FATTO IL RINNOVO e se non paghi entro 30 giorni ti cancelliamo tutto.

Alchè sono esplosa! Dopo essermi fatta un pianto di circa un’ora con l’IT della mia società (povero Sandrone) e aver insultato pubblicamente aruba su Twitter e Facebook  ho deciso di richiamare il Call center.

Dopo 8 tentativi becco un ragazzo che ammette che il SERVIZIO DI ARUBA FA SCHIFO e mi confida che spesso non prendono le chiamate perché non hanno voglia e che il call center non vede le mail perché devono essere prima smistate. Alchè mi sono messa a piangere in presa diretta. E forse per pietà, mi ha detto che metteva priorità UNO al mio caso e mi ha detto come rinnovare il sito senza dovermi loggare. E di mandare il tutto all’indirizzo mail: bollettini@staff.aruba.it

Io ovviamente non volevo rinnovare dato il servizio, ma l’operatore GOLA PROFONDA mi ha detto che era l’unico modo per farmi ascoltare.

E così l’ho fatto. Fatto bonifico mandata mail.

Ore 13.00 mi viene un dubbio; e se mandato il tutto all’indirizzo mail sbagliato?

E così richiamo il call center!

Sono stata dalle 13.00 alle 13.535 in attesa, dopo ho beccato una persona a cui ho spiegato tutto. E non ci poteva credere. Non sapeva che dirmi. E in diretta, con me al telefono, mi ha dimostrato che il sito stava tornado up e mi ha garantito che entro stasera avrei avuto login e password.

Questo significa che gli operatori dei giorni precedenti in realtà potevano fare qualcosa ma non hanno voluto.

E poi domanda (RIPETUTA 4 VOLTE): “io prima avevo due login distinte per il dominio e L’SQL ora me ne data una sola, siamo sicuri che basta per gestire il dominio ed il DB”. La risposta è stata SI.

Ho ripetuto “è sicuro che le cose vadano di pari passo e con la stessa login entro nel pannello di amministrazione del dominio e nel pannello di gestione del sql?”

“ Si signora”

“Ma è veramente sicuro, me lo conferma?”

Ebbene….

QUARTA INCAZZATURA

Il sito effettivamente è tornato up e la mail è stata mandata. Entro nel pannello di amministrazione il sito è intestato a me ed è valido fino a novembre 2012. Provo ad accedere nel pannello di gestione dell’SQL e che scopro CHE LA LOGIN NON VA BENE!

Ora voi ditemi se ARUBA si può definire un Servizio SERIO, PROFESSIONALE, AFFIDABILE?

E la cosa ho scoperto che ci sono fior fior di persone che hanno avuto il mio stesso problema!!!

E la lotta continua!


My ダンボー Danbo

My ダンボー Danbo

Navigando su Flickr ho visto un sacco di foto di un tenero pupazzetto di cartone con espressione vaga cimentarsi in tanta situazioni.
Così mi sono interessata ed ho scoperto che il suo nome è Danbo e ho cercato subito di capire come acquistarlo.
In Italia direttamente non è possibile lo si può trovare su ebay direttamente dal Giappone (che ve lo consiglio) oppure su Amozon.com.
Ma chi è veramente Dabo?
Danbo (ダンボー) è il nome originale usato nel manga “Yotsuba&!“, realizzato da Azuma Kiyohiko, per indicare un giocattolo di cartone costruito da Miura, la protagonista del fumetto, per un compito assegnatole a scuola.

Qui la nascita di Danbo: http://koiwai.biz/eng/v5/ch28/28_01120x176_jpg.htm

Qui alcune immagini del fumetto.

Alla fine ho acquistato il mio personal Danbo Mini e molti mi hanno seguito a ruota e perfino alcuni scettici che pesavano si trattasse di un cartone molliccio si sono ricreduti.
La forza di Danbo sta nella sua tenerezza e nel suo sguardo neutro che a seconda delle situazioni ci puoi vedere quello che vuoi. Diciamo che Danbo è un po’ come lo specchio della tua anima, a seconda se sei triste o felice lui di rimando sorride o piange.

Qui alcuni scatti del mio Danbo (la qualità non è un granchè ma io sono una che aspetta silenziosamente l’iPhone 5 e fino ad all’ora resisterà con il suo iPhone 3GS volato dal 2 piano).

I blogger sono morti. E Splinder chiude

I blogger sono morti. E Splinder chiude

Ieri mi hanno detto che sono una vecchia. Ripeto sempre le stesse cose.

E quindi rieccomi qui.

Leggo sul web della chiusura il 31 gennaio di splinder, piattaforma per blog.

Splinder nasce nel 2006 e ha fatto il boom nel 2008 con più di 400mila blog, ricordo che il primo blog ufficiale di Uomini e Donne al tempo di Costantino era su Splider. Che vi erano anche giornalisti del ilSole24ore che scrivevano assiduamente su questa piattaforma.

Sicuramente il massivo utilizzo di wordpress ha portato a preferire una completa autonomia nella gestione del proprio blog anche perché rispetto all’inizio un blog su WP è veramente facile da gestire, non si deve essere per niente degli esperti.

Però splinder, come iobloggo o blogger sono in grado di creare una ramificazione intorno al tuo blog. Io sono la prova lampante. Quando ero su iobloggo avevo in media 20 commenti al giorno ora se ne ricevo uno ogni 18 mesi è tanto.

Stare dentro ad una piattaforma fa si che ci si conosca che ci si incontri virtualmente anche nelle problematiche di gestione e aggiornamento della piattaforma stessa.

So cosa state pensando: è come un social network. No. Non ci sto.

Facebook, che personalmente odio profondamente, sarebbe uno strumento fantastico se usato per quello che è nato: la condivisione. Ma invece viene usato in due modi (per quanto riguarda gli Italiani almeno).

Il primo è una finestra di cacchi degli altri, una bella novella 2000 su pseudo amici, colleghi ed ex compagni di classe. Accettare tutte le persone che si incontrano. E siccome ognuno cala una maschera lo fa anche su facebook. E quindi verranno pubblicate le uniche foto delle vacanze passate in un mare da favola con bikini strepitosi. E saranno commentati i cambi di status.

Un esempio tra tutti. Mando un messaggio privato ad una mia amica spiegandole la situazione in cui mi trovo e sperando in qualche parola di conforto (messaggio lungo più o meno una pagina e mezza). Non giunge risposta. Però quando scrivo “pranzo da single” parte subito la domanda “vi siete lasciati?”.

Ecco questo è facebook. Il nonplusultra del “facciamoci i fatti degli altri”, in fondo ci piacciono i realty show, ci piace lo spettegolare, ci piace sapere che la Canalis non sta più con George ect ect.

Il secondo utilizzo, quello aimeh più scelto dai giovanissimi, è accumulare contatti di ogni tipo senza preoccuparsi di chi c’è dall’altra parte. E siccome viviamo in un modo dove apparire è la prima cosa, ci si dimentichiamo che tutto quanto pubblicato è visibile, salvabile. E pertanto lo si può inviare a chiunque modificandolo a nostro piacimento e a dispiacimento dell’altro. Ci dimentichiamo che FB non ci tutela in questo; salva tutto su i suoi bei server e anche se cancelliamo l’account il tutto si può facilmente (beh a perderci un pochino di tempo) recuperabile sul web.

Esempio concreto. Creo volutamente un account fittizio su facebook e comincio a chiedere l’amicizia  a tutti, tranne ad una persona che è collegabile a quelle a cui sto chiedendo l’amicizia.

Ottengo due cose:

1. so tutto di quella persona a cui non ho chiesto l’amicizia salvando anche delle sue foto, che per lei sono privatissime (seeeeeeeeeeee);

2. tra amici degli amici e degli amici finisco in una cerchia di finte donzelle asiatiche che offrono prestazioni sessuali e che vogliono condividere con me foto di ragazze che dichiarano essere maggiorenni ma che in realtà si capisce perfettamente aver 12 anni.

Il vero scopo di Facebook (quello che cerco di seguire con tanta fatica) è la condivisione con le persone che si conoscono sul serio. È scrivere quello che si è. Perché magari un amico vive all’estero o perché magari ci si vede poco.

Ma anche in questo caso se cerco di essere me stessa vengo giudicata e attaccata, perché si a volte ho provato a ripercorrere strade che erano arrivate ad un punto morto….Ma questo è stato un mio errore. (Se una strada ha portato una volta nel nulla è inutile riprovarci).

Il blog invece è una piazza dove ognuno di noi è nudo. Si siede si accende una sigaretta e comincia a vomitare quello che ha sotto la pelle. E scopre che in quella piazza ci sono altre persone come lui che soffrono, che si sentono esclusi, o che vogliono urlare al mondo “io ce l’ho fatta”.

Questo è un blog.

O meglio questo erano i blogger.

Ma i blogger sono morti. Ora esistono i  personaggi 2.0. Esistono blog  ove dietro ci sono testate giornalistiche, ragazzi assunti da società per tenervi aggiornati su una particolare marca. Un blog non si nega a nessuno.

E quindi abbiamo i blog della testata “blogo.it” che leggo, mi piacciono. Ma sono riviste non blog.

E poi abbiamo i blog delle radio e TV che non sono altro che un modo più o meno free per fare pubblicità.

Poi ci sono i blog dei personaggi famosi dove di personale vi è solo nome e cognome del personaggio.

Ricordo il blog persona della Barale ove era lei a scrivere, e di fatti non ha fatto molto tam tam e quello di Platinette che seguivo e che anche lei aimeh è “caduta” in quello di Dj.

Non sono contro questi siti e che non mi piace che vengano definiti blog. Ormai per blog si intende la struttura del sito non il contenuto.

Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero “diario in rete”

Come possiamo dunque definire un blog un sito quando questo è gestito da persone pagate per questo? Dove ci sono foto di fotografi professionisti? Dove anche la più nobile delle idee come quelle di Platinette sono comunque e per forza condizionate dal marchio che porta il blog?

E anche quei rarissimi casi di blogger (le mie preferite Dania e Giulia) hanno perso, purtroppo, la vena personale e sono diventati personaggio.

Sapete negli anni di blog personaggio ve n’erano. Erano divertenti e piacevoli, ma ogni personaggio aveva, sotto anche pseudonimo o un anonimo nome di battesimo, un blog personale. Un diario che era poi poco seguito e poco commentato. Ma stava li l’animo del blogger.

Io e pochi altri (e penso che non arriviamo a 100 purtroppo non ho la controprova) abbiamo un blog personale. Un diario che aggiorniamo periodicamente mettendo in vetrina la nostra vita, semplicemente. Noi ci siamo ritrovati su FB come persone reali e con la nostra vita reale.

E la cosa meravigliosa e che nonostante molti abbiano abbandonato il blog continuano ad essere trasparenti su FB e continuano a darmi le risposte come un tempo, le uniche vere senza filtri.

Se davvero avete voglia di raccontarvi non collezionate contatti, scrivente e fotografate. Ma fatelo per voi stessi, fatelo perché ne avete il bisogno e solo dopo imparerete a condividere ed ad essere fino in fondo ciò che siete e scoprirete a quel punto che un blog non potrà mai essere un social network.

Una volta solamente

Una volta solamente

Un attimo fa una persona mi ha detto “devi trovare l’amore dentro di te e non dipendere da lui. E se va male?”.

Nella vita io ho sempre pensato al lato A ed al lato B. Ma soprattutto sono stata sempre con me stessa. Anche quando avevo delle relazioni, qualsiasi tipo di relazione, ero prima di tutto io.

Io ragionavo con me stessa, su me stessa, per me stessa e poi parallelamente c’erano amici, famiglia, pseudo fidanzati.

Questa domanda ovvia banale, da chi non sa da chi non mi conosce, mi ha fatto male. Mi ha fatto girare il mondo e mi ha spiazzato.

Sono solo riuscita a piangere e dire “lo so che non durerà per sempre lui non starà con me per sempre, salvo che non muoia prima io”.

Ecco l’unico motivo che vedo tra me e lui che ci separare.

Non mi interessa di nulla. E non mi vergogno di dire che lascerei qualsiasi cosa per andare dove lui vuole.

Razionalmente cercherei un lavoro solido solo per avere un materasso in caso di caduta, ma sono le logiche razionali.

Io so quello che voglio. Io è un anno e mezzo che lo voglio. E so anche che il tempo è quasi scaduto.

Ma non mi interesa lo stesso, sarà un dolore silenzioso che mi porterà dentro, l’importante è che io sia amata da lui.

Anche il sol ragionare per ipotesi …mi da un’ansia, un dolore che non ho mai provato.

Sono senza un domani ,non so dove vado, e l’unica cosa che voglio è lui.

Senza di lui ho un domani e posso farmi dei progetti ma non mi importa.

Una volta solo nella vita, questa volta.

Discesa, fermate obbligate e la realizzazione di quello che sta crescendo dentro di me, ogni giorno più forte.

Ho vissuto 28 anni della mia vita facendo cose e amando situazioni.

Ora voglio amare te, stare con te e colmare tutto questo vuoto e nero che mi porto a presso.

Voglio la mia cuccia, voglio i miei cuccioli, voglio alzarmi ogni mattina con il tuo piede caldo vicino al mio e voglio chiederti per sempre “mi vuoi bene?”.

Una volta sola nella vita.

Ascoltami

Ascoltami

Più mi apro più mi ferisco più voglio credere che succederà.
Ho cominciato a dire che non sono sola. Sono 10 giorni che uso l’espressione ” il mio ragazzo”.
E mi sento una perfetta cretina.
Una persona di 30 anni che non è abituata a dire ” ti voglio bene”. Che ha sempre ascolto quello che non va.
Che non ha mai detto ” me lo compri papà”. Che addirittura è diventata contraria ai matrimoni, odiosa nei confronti dei bambini e fermamente convinta che le persone si avvicinano solo per usarti .
Una che vuole fidarsi. Vuole chiudere gli occhi e gettarsi tra le tue braccia.
Trovo forza nella vita degli altri, perfino nelle odiose bamboline lady pink tutte bacetti che mi incoraggiano a volare.
Ed allora ci provo.
Allungo un braccio, assaggio, riesci a volte anche a fantasticare.
Fa male.
Non voglio vivere la vita ogni giorno.
Voglio combattere per qualcosa, con l’assoluta certezza che ci sarà.
Ogni giorno incontro ostacoli. Il tuo non vedere, il tuo non sentire, il tuo non voler provarci.
La vita è più breve di quello che pensiamo. Il nostro tempo sta per scadere, perché io non sono così egoista da fare cazzate solo per qualche mal sano desiderio.
30 anni volati.
2 anni ricchi di esperienze e nuove sensazioni.
Nessun percorso tracciato. Nessun luogo dove andare .

Qual’è lo scopo?

Posted by Tabata [iPhone]

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e ora?

e ora?

Steve Jobs è il presidente del consiglio di Apple, che ha co-fondato nel 1976.
Apple è leader mondiale nella tecnologia di consumo con il suo rivoluzionario iPhone e App Store, la sua famiglia di lettori multimediali iPod e iTunes store media, e il suo computer Mac e suite di applicazioni iLife e iWork. Apple ha recentemente introdotto iPad 2, che sta definendo il futuro dei mobile media e dispositivi informatici. Steve anche co-fondatore e CEO di Pixar Animation Studios, che ha creato alcuni dei film più riusciti e amati d’animazione di tutti i tempi tra cui Toy Story, A Bug Life, Monsters & Co.,
Alla ricerca di Nemo, Il, Auto Incredibili e Ratatouille. Pixar si è fusa con la Walt Disney Company nel 2006 e Steve serve ora a bordo della Disney di amministrazione.
Steve è cresciuto nei frutteti di albicocche che in seguito divenne noto come Silicon Valley, e vive ancora lì con la sua famiglia.


Lettera di Steve Jobs del 24.08.2011
Al consiglio Apple di Amministrazione e la Comunità Apple: ho sempre detto se mai ci è venuto un giorno in cui non riuscivo più a incontrare i miei doveri e aspettative CEO di Apple, sarei il primo a farvi sapere. Purtroppo, quel giorno è arrivato. Con la presente le dimissioni da amministratore delegato di Apple. Vorrei servire, se il Consiglio ritiene opportuno, in quanto Presidente del Consiglio, amministratore e dipendente Apple. quanto riguarda il mio successore va, vi raccomando vivamente che eseguiamo il nostro piano di successione e il nome di Tim Cook, CEO di Apple. credo Apple giorno più brillanti e innovativi sono davanti a sé. E non vedo l’ora di guardare e di contribuire al suo successo in un ruolo nuovo. ho fatto alcuni dei migliori amici della mia vita alla Apple, e ringrazio tutti per i molti anni di poter lavorare al vostro fianco.

Steve

Qui la sua Biogafia (di un’estimatore): http://allaboutstevejobs.com/bio/long/01.html

 

Fine di un amore

Fine di un amore

7 anni fa.

Sette anni fa ne avevo 23 anni e qualcosa. Mi stavo laureando.

Aprì il mio primo blog al terzo anno di università si chiamava emisfero.iobloggo.com

“Sei sicuro di voler cancellare il blog Emisfero?”.

Si sono sicura.

Il mio primo blog nasce per caso. Nasce perché Francesco mi ha detto che una sua ex possedeva un blog e ancora la seguiva. Nasce perché mi ha detto che visto che scrivevo come una forsennata sull’agenda, sul quaderno, su word inventando storie e libri, forse potevo tenere un diario pubblico.

A quel tempo andava molto di moda Splinder e Blogger. Non scelsi nessuno dei due. O meglio in un primissimo momento scelsi Splinder poi vi erano persone che litigavano per template, immagini, per “questo l’ho fatto io questo l’hai fatto tu”. E così ho preso i bagagli e mi iscrissi su iobloggo che nel 2003 era una piattaforma nascente di una certa Anija.

Penso che a fronte di “antipatie” o moda molti traslocarono da Splindere a Iobloggo. All’inizio eravamo veramente pochi, praticamente ci si conosceva tutti e non ci arrabbiavamo se spesso il server cadeva o vi erano mal funzionamenti, perché sapevamo che il nostro iobloggo era diverso era familiare.

Alcune persone di Splinder mi seguirono nonostante il trasloco, la maggior parte volarono via.

Il terzo anno di università quando M. rimase a casa tutto il giorno, quando io mi rinchiusi nella mia stanza. Quando di studiare non mi importava. Quando capì che mi serviva solo il pezzo di carta ma l’università se pur privata non serviva a nulla.

E così cominiciai a scrivere di me, delle mie frustrazioni. Senza filtri, scrivevo e scrivevo. Anche 5, 6 post al giorno. Battevo il tempo della mia vita: esami, litigi con i miei, schiaffi, pianti, libri che volavano dal terrazzo, amicizie che non c’erano, ragazzi che mi sfioravano.

Poi c’è stato il periodo del Club c’è stato il momento della finta gloria, della finta amicizia, delle apparizioni, della cattiveria. Cattiveria gratuita che mi graffiato talmente dentro i polmoni da non farmi più respirare.

E invece che rintanarmi, andai in pasto alla cattiveria. Scrivere volutamente di me di quanto stavo male di quanto questa vita non mi apparteneva di quanto un armadio di medicinali di mamma poteva diventare un rifugio prezioso. Di quanto sangue uscì dalle mie braccia, da quanti graffi e liquidi ingoiai.

Sangue e  lacrime. Il mix perfetto per acquisire visitatori per scalare le cime per essere flagellata pubblicamente.

Solo che la cattiveria delle persone non si fermò qui. Presero le mie parole come atti, fatti e me li schiaffarono in faccia perché ciò non combaciava con la mia immagina di riccioluta tettuta megafonata che rideva ai raduni. E quindi di più! Più cattiveria.

E me la bevvi tutta fino all’ultimo goccio.

Finchè dissi basta.

Ed il bassa lo dissi per quegli amici che persi per sempre. Perché una frazione del mio io avrebbe voluto seguirli. Ma la mia strada era il binario che i miei volevano.

E così blindai emisfero.iobloggo.com e i soliti noti, gli stessi di Splinder, mi seguirono.

L’università terminò e andai a lavorare e mi dedicai al club più che al blog. E trasferi tutto su wordpress e scoprì come era facile scrivere con WP come era facile essere nessuno. Non scrivevo quasi più di me, scrivevo di cose che leggevo. Viaggi soprattutto. E miei viaggi.

Poi scoprì che il mio manager, orami amico uno dei pochi. Manlio leggeva. Dal PC, dal B&B e mi confidò di quanto il mio io su Peperina fosse lontano dall’immagine che davo agli latri. E di quando quell’io di Peperina era bello.

Ripresi a scrivere.

Sparirono i blogger ed i blog.

E poi la mia vita, di nuovo, cambiò.

Ricominciai a scrivere per me con una certa costanza e cercai blogger veri. Persone normali che tengono un diario e amano condividerlo con gli altri e ritrovai i soliti noti:

Morfeo

Minchioletta

Marco

E scoprì loro: Dania e Giulia. In momenti diversi.

Dania fu lei a collegarsi a me con twitter. Io ravanai sul suo profilo e trovai le foto del suo calendario precario che mi divertì molto e così cominciai a seguirla su flickr poi leggiucchiavo il blog. E mi colpì. Mi colpì la sua ironia. E ho imparato a conoscerla e a tifare per lei. Non solo per il percorso (Dott.ssa mi concede il termine?) Imprenditoriale. Ma perché questo (penso io eh) le ha lasciato ferite, ma lei va avanti. E forse un po’ il suo blog di questa doppia faccia ne ha risentito. È diventata più personaggio. Comunque è un bel personaggio.

Giulia. Navigavo disperatamente alla ricerca di non so cosa e finì sul suo blog. Mi colpirono subito i suoi disegni. Poi vidi in basso che vi era scritto che era attiva dal 2006 sul web ma non pubblicava i post. Cercai e trovai. Scriveva su splinder. Disegnava sul serio. Trovai anche qualche disegno.
Mi persi nel random dei 12 progetti e ancora ho domande da porle.
Decisi che potevo lasciarle un commento sincero. E lo feci. Non mi aspettavo alcuna risposta. Invece rispose, invece mi collegò a Twitter.
Allora decisi di leggerla e di seguirla. Se non mi avesse risposto penso che mai l’avrei seguita.

Sapete io scrivo per me e cerco Blogger, persone vere.

Il contenuto di Emisfero.iobbloggo.com è stato cancellato, ma è qui su Peperina se qualcuno volesse ancora usare contro di me i miei dolori.

L’era di iobloggo è finita per sempre. Ringrazio Francesco per i blog per questo blog per tutto. Più di quello che posso scrivere.

25.02.2010 è iniziata una nuova era e non solo perché ho trovato quello che cercavo, ma perché sto trovando me stessa e la sto amando.

Spero che i soliti noti, ora aggiunti su Facebook, ci siano sempre. Vorrei vedervi ma anche se non ci incontreremo mai siete piccoli dolci folletti che mi sostengono.

Dania onestamente la seguirò come si segue un personaggio pubblico (forse le darà anche un poco fastidio) ma non lo so siamo distanti.

Giulia non lo so… magari diventerai una dei noti, magari diventerai di carne ossa (ma si sa le illusioni fanno male)

Quello che sarà lo scriverò, perché non smetterò.