Una volta solamente

Una volta solamente

Un attimo fa una persona mi ha detto “devi trovare l’amore dentro di te e non dipendere da lui. E se va male?”.

Nella vita io ho sempre pensato al lato A ed al lato B. Ma soprattutto sono stata sempre con me stessa. Anche quando avevo delle relazioni, qualsiasi tipo di relazione, ero prima di tutto io.

Io ragionavo con me stessa, su me stessa, per me stessa e poi parallelamente c’erano amici, famiglia, pseudo fidanzati.

Questa domanda ovvia banale, da chi non sa da chi non mi conosce, mi ha fatto male. Mi ha fatto girare il mondo e mi ha spiazzato.

Sono solo riuscita a piangere e dire “lo so che non durerà per sempre lui non starà con me per sempre, salvo che non muoia prima io”.

Ecco l’unico motivo che vedo tra me e lui che ci separare.

Non mi interessa di nulla. E non mi vergogno di dire che lascerei qualsiasi cosa per andare dove lui vuole.

Razionalmente cercherei un lavoro solido solo per avere un materasso in caso di caduta, ma sono le logiche razionali.

Io so quello che voglio. Io è un anno e mezzo che lo voglio. E so anche che il tempo è quasi scaduto.

Ma non mi interesa lo stesso, sarà un dolore silenzioso che mi porterà dentro, l’importante è che io sia amata da lui.

Anche il sol ragionare per ipotesi …mi da un’ansia, un dolore che non ho mai provato.

Sono senza un domani ,non so dove vado, e l’unica cosa che voglio è lui.

Senza di lui ho un domani e posso farmi dei progetti ma non mi importa.

Una volta solo nella vita, questa volta.

Discesa, fermate obbligate e la realizzazione di quello che sta crescendo dentro di me, ogni giorno più forte.

Ho vissuto 28 anni della mia vita facendo cose e amando situazioni.

Ora voglio amare te, stare con te e colmare tutto questo vuoto e nero che mi porto a presso.

Voglio la mia cuccia, voglio i miei cuccioli, voglio alzarmi ogni mattina con il tuo piede caldo vicino al mio e voglio chiederti per sempre “mi vuoi bene?”.

Una volta sola nella vita.

Ascoltami

Ascoltami

Più mi apro più mi ferisco più voglio credere che succederà.
Ho cominciato a dire che non sono sola. Sono 10 giorni che uso l’espressione ” il mio ragazzo”.
E mi sento una perfetta cretina.
Una persona di 30 anni che non è abituata a dire ” ti voglio bene”. Che ha sempre ascolto quello che non va.
Che non ha mai detto ” me lo compri papà”. Che addirittura è diventata contraria ai matrimoni, odiosa nei confronti dei bambini e fermamente convinta che le persone si avvicinano solo per usarti .
Una che vuole fidarsi. Vuole chiudere gli occhi e gettarsi tra le tue braccia.
Trovo forza nella vita degli altri, perfino nelle odiose bamboline lady pink tutte bacetti che mi incoraggiano a volare.
Ed allora ci provo.
Allungo un braccio, assaggio, riesci a volte anche a fantasticare.
Fa male.
Non voglio vivere la vita ogni giorno.
Voglio combattere per qualcosa, con l’assoluta certezza che ci sarà.
Ogni giorno incontro ostacoli. Il tuo non vedere, il tuo non sentire, il tuo non voler provarci.
La vita è più breve di quello che pensiamo. Il nostro tempo sta per scadere, perché io non sono così egoista da fare cazzate solo per qualche mal sano desiderio.
30 anni volati.
2 anni ricchi di esperienze e nuove sensazioni.
Nessun percorso tracciato. Nessun luogo dove andare .

Qual’è lo scopo?

Posted by Tabata [iPhone]

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e ora?

e ora?

Steve Jobs è il presidente del consiglio di Apple, che ha co-fondato nel 1976.
Apple è leader mondiale nella tecnologia di consumo con il suo rivoluzionario iPhone e App Store, la sua famiglia di lettori multimediali iPod e iTunes store media, e il suo computer Mac e suite di applicazioni iLife e iWork. Apple ha recentemente introdotto iPad 2, che sta definendo il futuro dei mobile media e dispositivi informatici. Steve anche co-fondatore e CEO di Pixar Animation Studios, che ha creato alcuni dei film più riusciti e amati d’animazione di tutti i tempi tra cui Toy Story, A Bug Life, Monsters & Co.,
Alla ricerca di Nemo, Il, Auto Incredibili e Ratatouille. Pixar si è fusa con la Walt Disney Company nel 2006 e Steve serve ora a bordo della Disney di amministrazione.
Steve è cresciuto nei frutteti di albicocche che in seguito divenne noto come Silicon Valley, e vive ancora lì con la sua famiglia.


Lettera di Steve Jobs del 24.08.2011
Al consiglio Apple di Amministrazione e la Comunità Apple: ho sempre detto se mai ci è venuto un giorno in cui non riuscivo più a incontrare i miei doveri e aspettative CEO di Apple, sarei il primo a farvi sapere. Purtroppo, quel giorno è arrivato. Con la presente le dimissioni da amministratore delegato di Apple. Vorrei servire, se il Consiglio ritiene opportuno, in quanto Presidente del Consiglio, amministratore e dipendente Apple. quanto riguarda il mio successore va, vi raccomando vivamente che eseguiamo il nostro piano di successione e il nome di Tim Cook, CEO di Apple. credo Apple giorno più brillanti e innovativi sono davanti a sé. E non vedo l’ora di guardare e di contribuire al suo successo in un ruolo nuovo. ho fatto alcuni dei migliori amici della mia vita alla Apple, e ringrazio tutti per i molti anni di poter lavorare al vostro fianco.

Steve

Qui la sua Biogafia (di un’estimatore): http://allaboutstevejobs.com/bio/long/01.html

 

Fine di un amore

Fine di un amore

7 anni fa.

Sette anni fa ne avevo 23 anni e qualcosa. Mi stavo laureando.

Aprì il mio primo blog al terzo anno di università si chiamava emisfero.iobloggo.com

“Sei sicuro di voler cancellare il blog Emisfero?”.

Si sono sicura.

Il mio primo blog nasce per caso. Nasce perché Francesco mi ha detto che una sua ex possedeva un blog e ancora la seguiva. Nasce perché mi ha detto che visto che scrivevo come una forsennata sull’agenda, sul quaderno, su word inventando storie e libri, forse potevo tenere un diario pubblico.

A quel tempo andava molto di moda Splinder e Blogger. Non scelsi nessuno dei due. O meglio in un primissimo momento scelsi Splinder poi vi erano persone che litigavano per template, immagini, per “questo l’ho fatto io questo l’hai fatto tu”. E così ho preso i bagagli e mi iscrissi su iobloggo che nel 2003 era una piattaforma nascente di una certa Anija.

Penso che a fronte di “antipatie” o moda molti traslocarono da Splindere a Iobloggo. All’inizio eravamo veramente pochi, praticamente ci si conosceva tutti e non ci arrabbiavamo se spesso il server cadeva o vi erano mal funzionamenti, perché sapevamo che il nostro iobloggo era diverso era familiare.

Alcune persone di Splinder mi seguirono nonostante il trasloco, la maggior parte volarono via.

Il terzo anno di università quando M. rimase a casa tutto il giorno, quando io mi rinchiusi nella mia stanza. Quando di studiare non mi importava. Quando capì che mi serviva solo il pezzo di carta ma l’università se pur privata non serviva a nulla.

E così cominiciai a scrivere di me, delle mie frustrazioni. Senza filtri, scrivevo e scrivevo. Anche 5, 6 post al giorno. Battevo il tempo della mia vita: esami, litigi con i miei, schiaffi, pianti, libri che volavano dal terrazzo, amicizie che non c’erano, ragazzi che mi sfioravano.

Poi c’è stato il periodo del Club c’è stato il momento della finta gloria, della finta amicizia, delle apparizioni, della cattiveria. Cattiveria gratuita che mi graffiato talmente dentro i polmoni da non farmi più respirare.

E invece che rintanarmi, andai in pasto alla cattiveria. Scrivere volutamente di me di quanto stavo male di quanto questa vita non mi apparteneva di quanto un armadio di medicinali di mamma poteva diventare un rifugio prezioso. Di quanto sangue uscì dalle mie braccia, da quanti graffi e liquidi ingoiai.

Sangue e  lacrime. Il mix perfetto per acquisire visitatori per scalare le cime per essere flagellata pubblicamente.

Solo che la cattiveria delle persone non si fermò qui. Presero le mie parole come atti, fatti e me li schiaffarono in faccia perché ciò non combaciava con la mia immagina di riccioluta tettuta megafonata che rideva ai raduni. E quindi di più! Più cattiveria.

E me la bevvi tutta fino all’ultimo goccio.

Finchè dissi basta.

Ed il bassa lo dissi per quegli amici che persi per sempre. Perché una frazione del mio io avrebbe voluto seguirli. Ma la mia strada era il binario che i miei volevano.

E così blindai emisfero.iobloggo.com e i soliti noti, gli stessi di Splinder, mi seguirono.

L’università terminò e andai a lavorare e mi dedicai al club più che al blog. E trasferi tutto su wordpress e scoprì come era facile scrivere con WP come era facile essere nessuno. Non scrivevo quasi più di me, scrivevo di cose che leggevo. Viaggi soprattutto. E miei viaggi.

Poi scoprì che il mio manager, orami amico uno dei pochi. Manlio leggeva. Dal PC, dal B&B e mi confidò di quanto il mio io su Peperina fosse lontano dall’immagine che davo agli latri. E di quando quell’io di Peperina era bello.

Ripresi a scrivere.

Sparirono i blogger ed i blog.

E poi la mia vita, di nuovo, cambiò.

Ricominciai a scrivere per me con una certa costanza e cercai blogger veri. Persone normali che tengono un diario e amano condividerlo con gli altri e ritrovai i soliti noti:

Morfeo

Minchioletta

Marco

E scoprì loro: Dania e Giulia. In momenti diversi.

Dania fu lei a collegarsi a me con twitter. Io ravanai sul suo profilo e trovai le foto del suo calendario precario che mi divertì molto e così cominciai a seguirla su flickr poi leggiucchiavo il blog. E mi colpì. Mi colpì la sua ironia. E ho imparato a conoscerla e a tifare per lei. Non solo per il percorso (Dott.ssa mi concede il termine?) Imprenditoriale. Ma perché questo (penso io eh) le ha lasciato ferite, ma lei va avanti. E forse un po’ il suo blog di questa doppia faccia ne ha risentito. È diventata più personaggio. Comunque è un bel personaggio.

Giulia. Navigavo disperatamente alla ricerca di non so cosa e finì sul suo blog. Mi colpirono subito i suoi disegni. Poi vidi in basso che vi era scritto che era attiva dal 2006 sul web ma non pubblicava i post. Cercai e trovai. Scriveva su splinder. Disegnava sul serio. Trovai anche qualche disegno.
Mi persi nel random dei 12 progetti e ancora ho domande da porle.
Decisi che potevo lasciarle un commento sincero. E lo feci. Non mi aspettavo alcuna risposta. Invece rispose, invece mi collegò a Twitter.
Allora decisi di leggerla e di seguirla. Se non mi avesse risposto penso che mai l’avrei seguita.

Sapete io scrivo per me e cerco Blogger, persone vere.

Il contenuto di Emisfero.iobbloggo.com è stato cancellato, ma è qui su Peperina se qualcuno volesse ancora usare contro di me i miei dolori.

L’era di iobloggo è finita per sempre. Ringrazio Francesco per i blog per questo blog per tutto. Più di quello che posso scrivere.

25.02.2010 è iniziata una nuova era e non solo perché ho trovato quello che cercavo, ma perché sto trovando me stessa e la sto amando.

Spero che i soliti noti, ora aggiunti su Facebook, ci siano sempre. Vorrei vedervi ma anche se non ci incontreremo mai siete piccoli dolci folletti che mi sostengono.

Dania onestamente la seguirò come si segue un personaggio pubblico (forse le darà anche un poco fastidio) ma non lo so siamo distanti.

Giulia non lo so… magari diventerai una dei noti, magari diventerai di carne ossa (ma si sa le illusioni fanno male)

Quello che sarà lo scriverò, perché non smetterò.

Google+ qualche aiutino

Google+ qualche aiutino

Sono divisa a metà. A me Google piace. Mi è sempre piaciuta la gmail l’ha trovo la miglior email del mondo.

Ogni volta che devo trovare qualcosa anche di secoli fa non mi tradisce mai.  Ed ovviamente quando è uscito Google Plus sono stata tra quelli “invitati”.

Poi ho abbandonato tutto. Come quando compri un nuovo videogioco e ci giochi per un giorno e poi te lo dimentichi (ho scritto questo esempio in quanto calzante, ma io non amo i videogiochi non ci ho mai giocato! =_=).

Comunque questa sera, non so perché sono rientrata su Google Plus e volevo fare una cosa semplice:

1)      Collegare Twitter a Google +

2)      Collegare Tumblr a Google+

3)      Collgare Flicker a Google +

Pensavo la cosa più banale del mondo. Ed invece mi sbagliavo.

Penso che l’idea di Google sia IMPORSI. E quindi ha sviluppato delle estensioni e delle applicazioni (perché prima non si usava il termine App? Santo Steve!) veramente ben fatte che ti consentono di vedere in un’unica pagina gli aggiornamenti di Twittere e Facebook. Ed è talmente fatta bene che si intereagisce sul serio con i due social networ.  Vi è anche l’app che ti consente di decidere cosa e dove postare (su twitter o su facebook).

Molti diranno: eccezionale.

Già niente da dire. Se non fosse che a me serve l’esatto contrario.

Ho aperto il profilo di FB ai tempi del Club perché mi serviva parlare con i soci, quando sono uscita ovviamente ho tenuto FB perché c’è il mio nome e congnome e non voglio vada perso.  Ma sarò l’unica persona al mondoa cui non gli piace. In primis perché è un luogo di divertimento durante le ore di lavoro o alla sera, non è un modo per condividere. La maggior parte delle persone pubblica le foto in cui si vede più bella, le situazioni che fanno parlare. Infatti pullula di foto di matrimoni e bambini e la cosa più interessante che si legge sono “sono stata qua, ho comprato questo”. Tutte cose di cui faccio a meno. Mi sembra di stare dal parrucchiere e sentire mille donne isteriche spettegolare, gli uomini in questo certe volte sanno essere peggio.

E quindi per me FB è KO.

Ho collegato Twitter a Facebook perché si può. Punto. Motivo scemo ma è la semplice verità. E la dimostrazione è che a nessuno dei miei contatti di FB interessa quello che scrivo su Twitter, invece su Twitter interagisco molto e scopro cose interessanti.

Morale Twitter 10 Facebook -10.

Tornando a noi. Quindi cercavo un modo per collegare Twitter a Google+, ma a parte quanto detto sopra non c’è.

Chi usa il PC forse non avrà problemi, ma considerando che me medesima usa 24h l’Iphone e l’iPad mi trovo maluccio. E poi Twitter nasce per i dispositivi mobile così gli seghi le gambe. So qual è la risposta: ANDROID.

Ovviamente (non lo so perché non l’ho provata) l’app per ANDROID immagino sia sviluppata benissimo e quindi sarà assolutamente comodo avere twitter e facebook integrati in Google+ ma per chi come me a morso la mela (e direi che non siamo in pochi) non useremo Google+. E questo mi spiace davvero.

Qui le mie riflessioni di un utente comune.

E qui un po’ di link utili:

Gooce+ è un’applicazione sviluppata da Cimp che permette di pubblicare sui principali social network contemporaneamente, pubblicando da Google+.

SGPlus! Un’estensione per Google Chrome che vi permetterà di collegare Facebook e Twitter a Google +!

Vi segnalo invece un link di un Blogger che con un pò di fantasia (e aggiungo esperienza) ha creato in maniera artigianale il modo di avere i FEED di G+ [clicca qui].

Qui notizie sull’APP per Iphone di Google Plus.

Vi segnalo anche questa APP utile per importare le foto da Instagram, Flickr e Facebook su Google Plus [Google Plus Photo Importer]

Buon Social a tutti!

Attento Marinaio!

Attento Marinaio!

 

Essere un pescatore significa non impressionarsi davanti all’infinito del mare e saper che pesci prendere.

Io mi sento un Austriaco deportato nel porto di Genova a cui gli hanno detto “To’ questa è la tua barca vai”.

Sono in mare aperto. Il mare infinito e buio. Il cielo è nero come la pece e si confonde con il confine del mare.

Ho con me una piccola lanterna, cerco di far luce ma più di quel piccolo tondino giallo non riesco a vedere.

Intravedo cerchi, piccoli pesci che salgono per magiare.

Vorrei davvero sapere che pesci pigliare.

 

My September

My September

Il mese degli inizi, dei ritorni. Del mio compleanno.
Il mese da dimenticare quest’anno.
Ho iniziato questo settembre con tutti i buoni propositi: fare torte, muffin, lavorare serena, andare da mamma, ritornare a fare un po’ di sport. E soprattutto evitare che accadesse quanto successo l’anno scorso.
È andata decisamente peggio.
Settembre è passato e l’ho dimenticato. Mi ha lasciato a casa mia.
Nel riaprire cassetti senza ricordi, oggetti che mi piacciono.
Settembre mi ha lasciato con la consapevolezza che la mia vita sta chiusa in un set di valige della Brics. Che con me non porto grandi ricordi, ma solo tanta speranza per il domani.
In bilico tra settembre e ottobre mi ritrovo a sperare.
Spero di non farmi nuovamente male e di non scrivere un’altra volta la parola:
ILLUSIONE.

Le foto sempre: On Flickr

Wait

Wait

Sabato 1 ottobre:
1) Dimenticarsi che ottobre. Ricordarsi che è ottobre e accorgersi di aver perso settembre;
2) Aver solo voglia di impacchettare case e tornare a Milano;
3) Aspettare speranzosa una chiamata del Giammy.
4) Aspettare
5) Aspettare
Aspettare, aspettare e aspettare….