My August

Arrivare stanchi. Arrivare a urlarci addosso, arrivare a non distinguere tra pubblico e privato. Voler solo morderti, graffiarti. Averti tutto per me.
Partire e sentir l’agitazione dentro per qualcosa che non si conosce. Ancora.
Arrivare . Partire. Ancore.
Dormire, sentirti.
Baci tanti baci. La voglia di te costante, piano cresce sempre di più.
N o non è voglia è gusto. Prenderci gusto.
Prima un dito, poi un altro, la mano, la tua nella mia.
Il mio piede piano sale sulla tua gamba, si nasconde all’interno del tuo ginocchio.
Quel sorriso, quello stupore. Quel sentirsi al sicuro.
Silenzio, con calore tuo. Dentro. Immensamente al di là. Dentro me.
Nessun progetto, scivolano le spiagge, l’acqua, il mare.
Verde
Pini, muschio, fichi, piante.
Verde, bianco e blu.
Agosto scorre piano senza fretta senza troppo calore.
Poi il dolore. Uno schiaffo alla realtà. E non è colpa mia se c’entra sempre una bionda. Un’altra.
Piangere nel silenzio del casco, aggrapparsi alla tua schiena. E volare via nella notte.
E voler volar a casa. Sentire quella scheggia.
Tornare a case. Non sentir casa. Ma come una lumaca me la porto sulla schiena, come il dolore che non mi abbandona.
Il mio agosto è pieno di verde è pieno di te.
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