My May 2011

My May 2011

Come spiegato in questo post, ho deciso di racchiudere le foto scattate quotidianamente con l’Iphone o con la macchina fotografica, in una raccolta di Flickr intitolata, 365 day by day.

Rivedere le foto di un mese mi fa capire quante cose accadono in 31 giorni.

Il mio maggio è iniziato con la visita al lago di Lugano, per la verità molto veloce (ero di passaggio) e la scoperta che a Lugano c’è un parco con annessa spiaggia molto carino.

 

È continuato rivedendo la mia sexy girl (la Bersa!) che devo coltivare come una pianta di ficus, molta acqua poca luce.

Ho visto mia madre per quasi due giorni consecutivi (da non credere) e non abbiamo litigato (miracolo!). A parte tutto, mi son accorta che a Natale tutto è sfociato a causa mia, ero io a essere nervosa per aver passato l’ennesima festività da sola e di voler una famiglia tutta mia.

Non solo mi son iscritta al corso di inglese, ho fatto la lezione con la Professoressa madre lingua e non è andata male, e cosa assolutamente inaspettata, ho fatto un’ora a casa di lezione da sola, con impegno! Chi l’avrebbe detto!

Ho comprato l’ennesima maglietta di Hello Spank, ho mangiato, ho bevenuto, ho fatto i consueti giri in giro e con un clima assolutamente non stagionale ci si appresta a solcare “giugno 2011”.

Al prossimo mese!

 

[Il resto del mese on Flickr ]

 

 

Io non sono in gara

Io non sono in gara

Avrò fatto questo discorso miliardi di volte e sempre più spesso recentemente, vedere post precedenti.

E ancora mi stupisco.

Io so di essere una persona gioviale che ride e scherza, ma penso anche di dar modo di vedere di avere delle mie opinioni e delle mie idee e, soprattutto, per le questioni serie penso che gli altri possano interagire con me senza problemi. Anzi, peccherà di presunzione, ma spesso mi sento di esser anche più matura di tante persone che hanno anche 10 anni in più di me.

 

Eppure…

Eppure c’è una fetta di persona che mi tratta come la ragazzina tettona scema che non è in grado di fare le cose in autonomia e dopo periodi in cui incasso e abbasso il capo, facendo quindi creder ancor di più di essere la ragazzetta, decido che è ora di finirla. E quando lo decido io sono senza filtro e butto fuori tutto quello che penso. Se non dipende da me ma dalla situazione, cerco di comportarmi come sempre semplicemente stancando certi cordoni ombelicali che si fanno a formare.

 

E cosa accade?

 

Che la gente smette di parlarmi, la gente mi tratta male e non prova più a dialogare con me.

 

Ma perché è tanto importante a questo mondo far vedere di essere bravi? Non può è essere esclusivamente sufficiente farle le cose ?! E la cosa che mi infastidisce di più che maggiore è l’interazione con me e maggiore è poi il “maltrattamento” nei miei confronti, quasi pagassi qualcosa che ho fatto io.

E vorrei tanto chiedere: “Ho notato un atteggiamento freddo e di distacco nei miei confronti e assolutamente non collaborativo, ho fatto qualcosa per farti dispiacere? È successo qualcosa?”. Ma se facessi queste domande le persone girerebbero la frittata dicendo che sono io che ho dei problemi e ch ho bisogno di conferme; quindi preferisco tacere.

 

È sto talmente tacendo, e sto talmente ingoiando rospi, da scoppiare. E poi finisce che mi chiudo in me stessa che evito io qualsiasi interazione e  che risulti titubante nell’affrontare le necessarie comunicazione.

 

Se solo la gente smettesse di voler apparire, di voler essere meglio di o credersi meglio di, se solo la smetteste di mettere tutto sul piano competitivo. Sapete? A me non mi importa. Difficilmente mi sento meglio di un’altra persona, difficilmente cerco conferme e traguardi per sottolineare di essere meglio di un’altra persona. Chiedo aiuto perché non ho problemi. Ringrazio se ricevo aiuto.

È colpa mia se riesco a istaurare alla lunga buoni rapporti praticamente con tutti ? A si! Vero è colpa mia perché non gareggio con voi e quindi voi vi incazzate di più.

Mi spiace. Perché la cosa buffa poi che io ci resto talmente male da piangere.

 

 

 

Fermata

Fermata

Le persone oneste, quelle intellettualmente vive, quelle che possiedono dignità, quelle rare persone …beh queste non si fanno condizionare.

Queste particolari persone nonostante la casa stia cadendo a pezzi, continuano a viverci cercando di sistemare il più possibile perché non hanno altro posto dove andare.

La maggior parte delle persone starebbe inerme aspettando la fine.

 

Io?

 

Io è una vita che attendo. Mi sono schiantata tante volte nell’attesa.

Ti alzi la mattina e ti cibi del sole, fai una doccia che ti fa sentire “nuova”. Esci di casa serena, certa che questa sarà la volta buona, certa che succederà un evento insignificante che ne porterà altri e poi altri ed a distanza di uno, due anni ti scoprirai a dire: “caspita! E’ successo.”.

Qualcuno so già quello che mi sta per dire: “non ti è bastato capovolgere a testa in giù la tua vita?”. Sapete questa volta ci credevo, ci credevo davvero.

Quando una sera attraversai il buio per gettarmi tra le sue braccia ho solo pensato “prendi ciò che è  tuo”. E quando ero li inerme tra le sue braccia, mi sono sciolta. Ho sentito il calore, ho sentito il mio posto.

A distanza di giorni, settimane, la cosa andava avanti e non me ne rendevo conto. Poi un giorno la consapevolezza che per la prima volta nella mia vita non ho sentito la ragione, non ho guardato alle conseguenze e mi sono lasciata guidare dal cuore.

E qui voi direte “è successo”. No.

Quando dolore è derivato da quel gesto, quanto ancora devo patire per poter sentirmi onesta e serena?

Mi sono illusa che basta un’occhiata di sole e una buona colazione per invertire gli eventi, per fare un gesto insignificante e cambiare la mia vita.

Certo nella sostanza le cose sono cambiate, si sono incasinate, attorcigliate…in un laccio sempre più stretto sui polsi…da non trovar più il coraggio di scrivere come stanno veramente le cose.

Questo laccio che si espande e mi stringe la gola e io che vorrei solo urlare “liberami”, questo assurdo tentativo di “fidarsi di qualcuno” che ti porta a pensare che la vita sia semplice che basta togliere la spina per non sentire più dolore e che invece …. aimeh. Non cambia nulla.

Può essere che si sia capovolta, ma a me questa vita non piace.

Cerco conferme e attenzioni come in poche occasioni nella mia vita, mi sbrano le situazioni non vere, mi cibo di immagini altrui, vago in vano alla ricerca di uno specchio per potermi vedere e dire “Sara ci sei, sei viva, ci sei”.

E poi ogni giorno dover declutire amaro, dover isolarsi, dover nasconder, dover scomparire.

Sapete qual è la cosa che forse è veramente cambiato? Non mi piace più il gusto della sabbia, quella sensazione di soffoco che può essere tolto con una sana dose di sangue. Non mi piace più.

Ma sono costantemente arrabbiata, arrabbiata con il mondo …e quando uno è arrabbiato con tutto e tutti la colpa vera è dentro di noi.

Mi sento stupida per aver pensato che fosse facile.

Mi sento umiliata per non riuscire ad andare avanti.

Mi sento cretina per essermi illusa che un uomo ti possa cambiare la vita.

 

Ci sei solo tu a questo mondo, sei solo tu che ti regge quando tutto cade. Solo tu che ti fai un regalo per volerti bene. Solo tu che decidi se ne vale veramente la pena.

E, mia cara, ricordatelo bene a questo mondo nessuno fa qualcosa per te senza un tornaconto personale, nessuno ti aiuta senza tenere un debito con te, nessuno ti solleva da terra per dirti “ci sono io oggi, domani e sempre”.

La verità è che stupido pensare che un giorno ti alzi la mattina e che la vita ti regali anche una sventura per portarti lontana.

Sei solo tu che devi alzare quel culo e trovare il coraggio di andare via.

Via … sono 30 anni che voglio andare e sono ancora qua.

 

 

Everyday App

Everyday App

L’altro giorno scrissi un post relativo a una galleria fotografica su Flickr che mi aveva colpito: “365 giorni”, ovvero caricare le foto che si fanno quotidianamente e dare così importanza a dettagli che se no andrebbero anche dimenticati. La cosa mi era piaciuta, la trovai divertente e quindi, se pur ampiamente in ritardo feci il mio “My 2010” e il presemestre 2011 ed ora su Flickr è comparsa la Galleria “365 – Day by Day”.

Oggi, invece, vi parlo di un’applicazione per Iphone che si chiama “Everyday” che consente di realizzare un video delle foto che vengono fatte, in autoscatto, ogni giorno.
Ho scoperto che l’idea nasce dal fotografo Noah Kalina che divenne famoso per aver scattato ogni giorno una foto del propri volto e che dopo quasi 2600 giorni creo un video che proponeva la sua trasformazione e invecchiamento.
L’applicazione per Iphone ti consente di inserire un promemoria che a scadenze regolari (giornaliere, settimanali) ti ricorda di scattare una foto del tuo volto. Le immagini possono essere anche condivise sui social network come Facebook e Twitter.
Il video con la sequenza delle fotografie può essere realizzato in qualsiasi momento e non comporta la perdita dei tuoi scatti. Per avere risultati soddisfacenti bisogna avere pazienza e avere la costanza di farsi una fotografia almeno una volta al giorno per un paio di mesi.

Qui il video che presenta l’App:

Posso fare una piccola e simpatica osservazione?! Solo agli americani potevano avere come costanza un soggetto che costantemente, in ogni luogo…mangia! ^_^

Disponibile sul’Applestore a 1,99 scaricabile qui

Fonte [Il Post]

Smack!

Smack!

Non sono un grafico. Non sono una fotografa. Non lavoro con il PC.
Mi è venuta questa idea, ho provato a realizzarla…so che non sarà un granchè ma tutto sommato mi piace!

Peccato per la sigaretta! Quella mi ha fatto diventare scema e si vede (è tutta mozzicata).
Forse proverò con un nuovo tentativo, è divertente fare questo tipo di foto. Peccato che po uno dovrebbe essere anche in grado di sistemarle….subappalto il lavoro in Photoshop, chi si offre?

My 2010

My 2010

Oggi scartabellando in Flickr ho fatto due cose:

1) la prima è dare una sistemazione, spero (giuro) definivia al mio account (http://www.flickr.com/photos/pepechan/);

2) la seconda trovare un’idea carina: 365 giorni. Si tratta di postare una foto al giorno, non precisa o posata, ma semplicemente una foto. Ho visto che molti lo fanno è una cosa molto carina e ti permette veramente di ripercorrere l’anno.

 

Dato che ormai il 2010 è andato ed il 2011 è inoltrato…non so come farò.

Però volevo dare un senso al 2010 fotografico….

 

 
I miei primi mesi del 2011:

 

 

Grigio

Grigio

Vorrei scrivere del mio stato d’animo…ma non trovo le parole.

Mi sono alzata nella nebbia e con la consapevolezza che mi manca qualcosa.

E forse qui ho capito.

Ieri sera per la prima volta ho visto un’espressione sul tuo volto, ho percepito malessere. È questa la novità che ti sei in qualche maniera aperto, in qualche maniera sono riuscita a intraveder qualcosa in te, che non fosse lo statuario uomo di pietra.

(tralasciamo il fatto che il malessere era a causa mia!)

Questa mattina mi sei mancato tu. Avrei voluto alzarmi con il sole e farmi una colazione della domenica. Piano, lentamente, guardando il tuo faccione gonfio. Pensando a cosa fare.

Invece il vuoto, il grigio, il cielo di Milano che rispecchiava perfettamente il mio stato d’animo.

Arrivata in ufficio. Silenzio. Buio.

Non trovo le parole, non riesco a comprendere il senso.

Mi sento su una strada impolverata, lunghissima….

Troppo lontana per tornare indietro.

Troppo lontana per guardare avanti e vedere cosa c’è.

In un attimo, un polverone, un rumore.

Tu

allunghi una mano e mi dici “vieni con me”

e io sono ferma … non avrei altra scelta che fidarmi di te.

Ma

cerco un’altra scelta…

 

…solo ed esclusivamente per paura….