non senso

È un po’ di tempo che leggo in silenzio il suo blog poi ho deciso di farle sapere che la leggo (come se per lei fosse importante) seguendola su twitter.
Mi piace il tuo modo di scrivere, mi piace il tuo modo (o quanto meno così ti vedo io) di essere quello che ti pare, ogni giorno diversa e pur sempre te stessa, e quell’autoironia che metti in ogni cosa, un autoironia mai banale eppure che possiamo facilmente comprendere perché genuina e quotidiana.
Non ti leggo da molto e quindi non posso conoscerti, però traspare anche tanta sofferenza, come sempre quando una persona è sensibile e coglie l’attimo.
Di chi sto parlando? Di Dania e del suo blog (Malafemmena)
Questa premessa, perché volevo dirtelo indipendentemente dal fatto che lo leggerai.
Oggi su twitter ha riproposto un suo vecchio post del 2008 dedicato al suo essere donna (una festa lunga una vita)
L’ho letto. Prima in maniera prevenuta, come spesso mi accade nel leggere delle donne. Poi, come promesso ad una certa persona, ho cercato di accettare il fatto che sono una donna e lo riletto cercando di scovare qualcosa in cui anche io potessi identificarmi…non l’ho trovato.
Ho letto i commenti sotto, altre persone che scrivono “sono una donna perché..” …niente.
So cosa starete pensando “ognuno di noi è diverso, ci sono tanti modi per essere donna”.
Vi giuro che solo l’idea, a mo di esercizio personale, di prendere una pagina bianca e provare a scrivere sono donna perché…mi mette i brividi.
Anatomicamente sono donna perché ho un utero e posso fare figli, amo un uomo. Ok. Ma il resto?
Non lo so non mi piace catalogarmi, so che sto a limite della follia ma è così.
Io sono io. Punto. E chi se ne frega!
Però questa cosa in fondo in fondo mi preoccupa, dato che l’esercizio del mese era “accetta di essere una donna” e che vorrei tanto sapere cosa dovrei accettare, cosa dovrebbe scatenare in me questa affermazione.
Approfondire questo discorso mi spaventa, perché e come se dovessi mettermi addosso un’etichetta e come se dovessi per forza essere qualcuno.
Oggi la mimosa più bella che ho sempre ricevuto è quella di mia madre perché era un po’ il gioco “piccole donne”, si lo so ho trent’anni ma questa cosa mi piace e mi manca.
L’ennesimo post con un non senso.





