non ritorno

non ritorno

Dal primo aprile voglio cambiare rotta.

Il sole è arrivato un anno se n’è andato e ora di farla finita. Sono assolutamente convinta che il proprio destino ce lo disegniamo noi e sono altrettanto convinta che se le cose uno le fa con testa, cuore e passione non si potrà pentire. E comunque vada non debba mai rinnegare quanto ha fatto perché era nel giusto.

Sono comunque realista e con i piedi per terra e quindi sostengo anche che una persona non si debba fissare sulle cose, ma arrivati ad un certo punto possa, debba, chiedere aiuto.

Ecco io sono arrivata al punto che debbo chiedere aiuto e se questo aiutino non arriva dubito di riuscirci da sola. Ma a parte questo ci sono tante altre cose che ho il dovere di fare da sola anche perché si tratta della mia vita.

È arrivato il momento.

Motociclista

Motociclista

Trovata per caso mesi fa sul web. La dedico a tutti i miei amici e conoscenti motociclisti.

A quelli “finti” che se piove non prendono la moto. A quelli che almeno una volta sono caduti.

A quelli che “mia moglie se faccio prima e seconda si spaventa per il rumore, ma se vado a 180 non se ne accorge”.

A quelli che “l’Harley è una figata. Ma in salita nun je la fa!”

A quelli con le orecchie in terra.

Agli uomini su due ruote

Si dice che ogni volta che saliamo in sella ad i nostri destrieri insieme a noi salgano pure angeli e diavoli…

è vero…

Rappresentano quel dualismo che rende questo modo di vivere così denso di emozioni che a volte il cuore pare voler saltar via dal petto e mettersi a correre…ad urlare…

diavoli che girano quel polso in maniera a volte così irrazionale e violenta che lo schizzo di adrenalina ti arriva dritto al cervello senza passare dal via lasciandoti i tremori per lunghissimi interminabili minuti…che ti spingono a piegare quel tanto che basta da far diventare bianche le mani e diventare tutt’uno con la nostra passione…la nostra vita…

tanto da pensare di averlo sfiorato quel limite di aver scosso quel mantello con il nostro passaggio radente…

E angeli che portano il volto e la voce di chi non è più con noi…dei nostriaffetti…delle nostre paure

ed esperienze costruite sulle nostre ossa rotte…

Aangeli che ti accarezzano quel polso che torna a colorarsi e lascia andare la manetta quel tanto che basta per godere senza infastidire quel mantello che fino ad un secondo fa avremmo strappato urlando per lo spostamento d’aria per vedere se è veramente così bella e sinuosa questa mitologica creatura perennemente celata dall’ombra della paura…

Poi ci trovate i week-end in qualche strada di campagna sperduta tra i monti… seduti su un muretto con la sigaretta che si consuma lenta all’angolo delle labbra…

con lo sguardo perso all’orizzonte e una mano che inconsciamente segue le sinuose linee del serbatoio o dell’affilato cupolino…colorati come farfalle…

bardati come antichi cavalieri…da soli o in sfavillanti sfilate di scintille e di riflessi con il saluto

sempre pronto anche se incroci non lo hai mai visto e mai più lo rivedrai…

..Ma in moto si muore… è vero…

Capita ma quanta Vita è capace di regalarci questa passione?

Questi ragazzi meravigliosi da abbracciare e baciare come figli propri

Immersi in quelle tute di pelle, con i loro tatuaggi, con i loro caschi dai coloro sgargianti, tutti veri DURI!

Gente che su strada non abbassa mai lo sguardo

Ma provate ad alzare loro quelle visiere scure da marziani e troverete occhi splendidi, puliti, gonfi di quelle lacrime vere in cui puoi annegare ed arrivare fino in fondo alla loro anima per vedere com’è candida.

occhi che solo la gioventù più sana può avere. provate poi a togliergli quelle tute e troverete al

loro interno dei bambinoni innamorati della vita, delle scorribande, dei weekend a bistecche e salsicce, ma ancora tanto bisognosi un padre o di una madre che li prenda per mano quando la sorte inizia a giocare così duro…

Parlate con ognuno di noi… e chiedetegli cosa sarebbe di lui se un giorno dovesse rinunciare a questa passione…e preparatevi a sentire l’urlo del silenzio… e a vedere quello sguardo di bimbo diventare lo sguardo di un marinaio costretto a vivere a terra con il mare in vista…

di un pilota che guarda il cielo ancorato a terra…

Già… in moto si muore… ma ora credete di poterci capire?

Io non credo… non ancora…

Chiedete allora di portarvi ad un raduno, ad una scampagnata…bagnatevi di pioggia scrosciante che

Vi penetra fino alla biancheria intima…che vi entra nelle ossa…lasciate che il freddo vi punga fino a

farvi lacrimare…lasciate che il sole tenti di liquefarvi mentre indossate l’immancabile giacca tecnica…

O semplicemente provate a chiedergli di fermarsi così, senza nessun motivo apparente per strada accostandovi al ciglio per stupirvi di quanti (automobilisti) non vi degneranno di uno sguardo e quanti (motociclisti) si fermeranno per offrirvi aiuto, compagnia, un semplice passaggio al più vicino distributore anche se esso si trovi a svariati km o un posto nel proprio box per la moto e un pasto caldo per voi mentre aspettate i soccorsi…

…Fatelo e allora, solo allora arriverete a sfiorare l’essenza di essere Motociclista

In moto si muore, è vero… ma non esiste modo migliore per vivere il tempo che ci è concesso… e se

ancora non lo avete capito be’… lasciate perdere, non lo capirete mai.

Ma se un domani mentre andrete al mare con la vostra famiglia automobilisticamente corretta dovesse sopraggiungere uno di Noi e vedeste vostro figlio girarsi di scatto a salutare sbracciando come un pazzo rinunciate a capire anche lui… lui che nella sua incoscienza vede in Noi quella scintilla che voi non siete stati capaci di scorgere…e se vedrete il Motociclista ricambiare il saluto… be’… non c’è nulla di strano sapete?

Tra Angeli in terra ci si saluta sempre… ma questo, Chi ha perso le ali, non lo ricorda…

Perchè usare Twitter?

Perchè usare Twitter?

Twitter ha compiuto 5 anni e nonostante gli utenti crescano di mezzo milione al giorno e il totale ormai abbia abbondamente superato i 200 milioni nel mondo, Twitter non è ancora un fenomeno di massa in molti paesi e neanche in Italia.

Il primo cinguettio risale al 21 marzo 2006.

Molti, soprattutto italiani, non ne conoscono nemmeno l’esistenza o fanno fatica a capire l’utilità.

Io lo uso a livello personale, come una sorta di messaggistica istantanea di quello che mi capita e retwettando le notizie che mi piacciono o trovo interessanti.

Ma seguire qualcuno che Twitta periodicamente su argomenti che interessano è un modo semplice, veloce e alternativo per rimanere informati. Tramite Twitter potrete infatti sapere i risultati di calcio, o le notizie ANSA, o capire realmente che effetto può avere uno sciopero. Io per esempio ho seguito San Remo via Twitter ed è stato bello perché dava la dimensione di quello che pensavano veramente gli Italiani.

Tramite google reader ho scovato una breve guida su cosa sia Twitter e come utilizzarlo al meglio [qui link completo], io mi limito a postare taluni punti per me interessanti:

 1. Twitter è un posto per fare conversazione, un enorme posto dove fare conversazione. Non importa quanto starai ad ascoltare, non potrai mai sentire tutto quello che ti può interessare. Non importa quanto parlerai, non riuscirai a raggiungere tutti quelli da cui vorresti farti sentire. Facebook è fatto per i tuoi amici; Twitter è per i tuoi amici e per chiunque possa essere interessato a quello che dici.

6. Condividi il meglio. Diventi credibile se decidi di ritwittare contenuti che chi ti segue si è probabilmente perso. Puo ritwittare con un clic direttamente dal messaggio che hai letto e che vuoi far circolare tra chi ti legge, oppure puoi usare le lettere RT nel tuo messaggio per riferirti all’utente che hai deciso di ricondividere.

13. Il simbolo # viene usato davanti alle parole chiave per trasformarle in hashtag. Se tu inserisci quel simbolo prima di una parola, la parola diventa un link e fa capire agli altri che il tuo messaggio si occupa di un determinato argomento. Cliccando sulla parola, gli utenti possono visualizzare i messaggi pubblicati dagli altri su Twitter con quel dato argomento. Per esempio, se inserisci #italia150 in un messaggio, cliccandoci sopra chi ti legge potrà trovare gli altri messaggi pubblicati su Twitter sull’anniversario dell’Unità d’Italia. Gli hashtag li decidi tu, puoi anche inventartene di nuovi e sperare che facciano tendenza.

E… domanda delle domande: “perché dovrebbe fregarmene qualcosa dell’infinità di messaggi che le persone pubblicano su Twitter? Perché dovrei impegnare così il mio tempo? ”

Primo. Twitter è il sistema migliore per restare informati al giorno d’oggi. Se vuoi sapere che cosa dicono, pensano e discutono le persone interessate al mondo digitale, è lo strumento migliore.

Secondo. Twitter è personale. Puoi trovare notizie molto interessanti sui giornali e siti di informazione online, ma su Twitter puoi accedere direttamente alle fonti leggendo i racconti di chi davvero fa le rivoluzioni, come nel caso dell’Egitto, o di chi deve confrontarsi con un disastro naturale spaventoso come lo tsunami in Giappone.

Terzo. Usalo perché hai qualcosa da dire agli altri. Ognuno di noi ha argomenti cui tiene maggiormente e sui quali è pronto a confrontarsi e mettersi in discussione. Twitter ti consente di farlo e di imparare un sacco di cose aggiuntive per arricchire le tue conoscenze. E anche gli altri possono imparare da te.

15 – 17 Agosto: Chicago

15 – 17 Agosto: Chicago

Chicago

La sera prima eravamo a Phonix nel nulla, una città dimenticata da dio; piena di grattacieli e uffici dove dopo le otto di sera si spegne. E quanto dico si spegne, intendo dire che ti ritrovi proprio al buio.

Il giorno dopo, ferragosto (coincidenze), abbiamo preso un volo per Chicago. Ero elettrizzata un po’ perché dopo giorni nei parchi si tornava alla civiltà, un po’ perché ci stavamo avvicinando a NY che pensavo fosse immensa….

Pensavo … perché appena atterrata a Chicago mi sono sentita a casa.

Ho amato tutto di Chicago!

Chicago in assoluto è la mia città preferita del mondo, batte a mani basse NY! Chicago la città che non ti aspetti. La città che molti non visitano perché “non fa figo” come NY.

Chicago ha quel non so che di europeo che ti fa sentire a casa. Ci sono i grattacieli, quelli veri, quelli che ti raccontano nei film e che sei disposto a vedere a NY.

Ma oltre i grattaceli, c’è tanto verde, il molo sul lago, che pare un oceano. La metropolitana che attraversa la città in maniera visibile (è in superficie) eppure così  perfettamente a suo agio nei grattaceli.

Chicago città calma e accogliente con i suoi musical e le sue caffetterie.

Di Chicago mi sono innamorata dei parchi puliti, verdi e silenziosi (a differenza del Central Park che ho trovato assolutamente sporco con quell’acqua melmosa verde!).

Una città in cui andrei a vivere all’istante. Tutto è comodo e confortevole. Non vi è casino, non vi è la frenesia metropolitana se pur è grande. Con il suo lago e il suo Zoo dentro la città….  Non puoi che amarla.

Un’altra cosa che mi ha stupito sono state le papere! Essendoci un Zoo dentro la città, ci sono anche un sacco di papere che allegramente camminano sui marciapiedi ed insieme a loro gli scoiattoli saltellano allegri tra unì’albero e l’altro.

Chicago forse la porterò sempre nel cuore anche per quella passeggiata sul molo, con la classica grande giostra che trovi in tutte le città ma dove non sono mai salita prima di Chicago. Per quel tramonto osservato silenziosamente tra le sue braccia e prendere finalmente consapevolezza di esere libera di amare e forse di essere amata.

Pensavo di riuscire a descrivere meglio le mie sensazioni, ma non riesco…mi vengono solo in mente immagini di Chicago e momenti vissuti, non riesco a comporre una vera e propria descrizione… So solo che tornerei li all’istante!

 

Mail alla mamma:

18 Agosto 2010: “Chicago mi piace veramente tanto. Ci sono si i grattacieli ma è piena di verde e dormiamo in un quartiere universitario pieno di casette e villini.
Stiamo scarpinando di brutto , pensa che oggi mi sono venuti pure i crampi!
Siamo saliti sui grattaceli più alti, abbiamo fatto il giro sulla ruota panoramica, fatto tutto il loop a piedi e oggi in 20 minuti che stava chiudendo il linkon park zoo ( non ho mai visto così tanti scoiattoli in vita mia).
La cosa bella di Chicago é proprio la contrapposizione tra i grattacieli, i gabbiani (che sono ovunque) e ste casette british bassine.
Domani alzata presto per prendere l’auto e andare a Cleveland poi dopo domani buffalo. Lungo la strada abbiamo scoperto che vi è un outlet di 150 negozio, c’è anche l’Esprit… Ci riproviamo e vediamo”.

11- 14 agosto: On the Road

11- 14 agosto: On the Road

Viaggiare in moto tra paesaggi da film e non sentire altro che il rumore del motore e lo sfrecciare del vento caldo….sentirsi liberi di essere se stessi senza darsi una definizione.

Mail alla mamma:

11 Agosto 2010 “Tappa veloce x la pipi!
Siamo finiti in un posto fuori dal tempo con cavalli pompe di benzina in mezzo ai ciotoli e carcasse di auto.
Quando gli abbiamo detto che eravamo italiani ci hanno fatto le feste e volevano a tutti costo farci da mangiare… Ma sinceramente alle 11 del mattino mi pareva un pò presto!
Siamo a 2500 metri e non ti dico! Ho visto una carcassa di un camoscio, una volpe schiacciata! Poveri!
Scappo che si riparte”
12 Agosto 2010  

“Saluto veloce che oggi è dura! Ieri all’Arch National Park x arrivare in cima ci siamo ammazzati e meno male che era un percorso adatto ai bambini!!! Però abbiamo visto un paesaggio infinito inspiegabile a parole!

Oggi tappa x la monument valley , sperando che le gambe reggano !!”

13 Agosto 2010  

Ore 7.53 e fa già un caldo allucinante! Ieri è stato veramente stancante. Abbiamo fatto quasi 500 miglia con tappe intermedie nel deserto con raffiche di vento caldo.

Ho l’abbronzatura peggio di quella del Trentino e tra sole e vento non ho più manco un brufolo!!

La cosa assurda che mi sono addormentata nell’ultimo pezzo di deserto poi apro gli occhi e ci troviamo in mezzo ai pini con treni che portano legna e renger a cavallo! Il distacco tra il deserto e la vegetazione non si è sentita proprio! Perché qui i deserti sono a 5.000 piedi.
Siamo arrivati a starflagg ( che mi sa che ho scritto sbagliato) ed è una città piccolina ma molto caruccia! Tipica del west con negozietti, chiese, tutto in legno. Pare di stare in un plastico o se preferisci in quei telefilm tipo happy days. Ho anche fatto ” conversazione” o meglio quella parlava io capivo e parlavo mono sillabe.
Oggi colazione energetica a base di beverone. Io non so perché ho scelto la carota, buono ma bere mezzo litro di succo di carota al mattino… Aiutooooo !
Poi grand canyon muniti di crema solare acqua cappello. Ho portato pure il tuo binocolo dell’arexons.
Ho il beverone arancione che mi guarda minaccioso, vedo di finirlo. Secondo me poi mi scapperà la pipi tutto il dì!”

 

 

11 ago – Moab

11 ago – Moab

Tra lasciando LA che ero praticamente strafatta dal viaggio, la mia vera “prima volta in motel” è stato all’hotel 6 di Cedar City, Utah

La cosa che mia ha più colpito è la razionalità con cui vengono costruiti questi motel. Appena entri in città ci sono i motel di diverse categorie, da li poi si va verso il “centro”.

Il motel è una costruzione stile plamobil con ampi parcheggi. Pulita, minimalista e nessuno che si preoccupa di capire perché percome.

Da qui si inizia il tour dei grandi parchi in Harley. Ebbene si! A Las Vegas abbiamo noleggiato un harley e con lo stero a palla siamo partiti.

Detta così pare che sia andato tutto liscio. In realtà appena sono salita su sta benedetta moto ho avuto una crisi di pianto.

Premesso che io non è che nasco con la moto sotto il sedere! Però nel corso del 2010 i miei km me li sono macinati ma su tutt’altro tipo di motocicletta, per alcuni più scomoda.

Quindi salire su Harley e sentirla bassima, rumorosa, io lontana dal guidatore…mi sono detta “non ce la posso fare. Questa bestia non è sicura!”. Anche perché indossavo un caschetto stile scodella e niente più! Io abituata a casco serio e protezioni (no tranquilli non me la meno e che forse qualcuno nel 2010 invece che farmi fuori a deciso che valeva la pena coprirmi!).

E così neanche 500 m e ci siamo fermati in un benzinaio in cui io ho fatto la classica scena “torniamo indietro” . Alla fine non so come siamo ripartiti e piano piano la mia cula si è abituato al cambio di mezzo!

E così siamo arrivati a Ceder City.

Questa la mail del mattino seguente mandata a mia madre il giorno 11 agosto 2011:

Colazione. Che è un’impresa.

Io volevo trovare un café tipo starbucks dove bere cappuccino e mangiare un biscotto. Solo che qui essendo una città piccolissima (ceder city) più che take way con hamburger non ci sta!
Alla abbiamo deciso di andare ad un piccolo market.

C’è di tutto per farsi una colazione con i fiocchi fai da te!! C’era una macchinetta per caffè americano dove ti sceglievi il tipo di caffè, le schifezze da metterci sopra. Vicino la macchinetta per la spremuta d’arancia e i cookie (biscotti americani giganteschi)!

Seppure in un paese sperduto in un market buco (ma attrezzato) eccomi a riscroccare il wi-fi!

Oggi dobbiamo fare quasi 4 orette di viaggio per arrivare all’Arch National Park famoso appunto per gli archi creati dall’erosione. Poi Moab che immagino sarà tipo Cedar City .

Ieri sera abbiamo beccato una combricola di messicani che ci hanno portato in un posto che da fuori non gli davi due lire, ma abbiamo mangiato di un bene!! Ovviamente messicano ho digerito tutto tutto! Il miglior messicano della mia vita!

Il paesaggio è incredibile! Ti sembra familiare, nel senso che hai il senso del deja vu avendo visto miliardi di volte filme e telefilm americani. Però la cosa incredibile sono le dimensioni, non riesci a catturarlo ne con la macchina fotografica ne con la vista!! Le rocce ti sembrano  a portata di mano poi fai la foto e ti accorgi di quanto sono lontane!

Ti saluto che mi devo bere il mio cappuccione americano con vaniglia!

Partenza da CEDAR City per visitare l’Arch National Park e dirigersi verso Moab e visitare la Monument Valley.

Wednesday August 11, 2010 Ore 12.12 PM – Wendy’s
1050 W. 1250 SOUTH, P. Richfield, UT 84701

“Stop and go versus arch national park”

Le foto:

Arch National Park


Monument Valley

 

 

8 -10 ago Las Vegas

8 -10 ago Las Vegas

7: 44 Colazione da Denny’s

La prima colazione:

Inizia il viaggio sul serio. E mi pare così assurdo incamminarmi (via taxi) verso il noleggio della macchina e vederlo assolutamente compatibile con il luogo sbrigare le pratiche per il noleggio.
Mi pare ancor più strano entrare in un parcheggio e poter scegliere l’auto che vogliamo e che queste abbiano le chiavi già inserite.
Ci guardiamo, e l’unico commento spontaneo che ci viene in mente: “è tutto semplice negli stati uniti”.
Prendiamo l’auto, sistemiamo la Peppina sul vetro e si parte per Las Vegas.

 

 

Qui le foto fatte lungo la strada e nei giorni successivi a Las Vegas