non essere

non essere

Io sono malata.

Non c’è altra spiegazione.

Mi dispiace immensamente perché so che è sbagliato, perché so che non si fa, perché so che ti fa arrabbiare, perché so che poi uno si mette nei guai.

So tutte queste cose ma so che lo rifarei.

Sono degna figlia di mio padre.

Posso cambiare la domanda segreta su Facebook?

Posso cambiare la domanda segreta su Facebook?

Premesso sempre che non parlo ne in qualità di informatico ne di esperta, ma come utente medio di Facebook.

Vi ricordate che vi ho fatto vedere come è facile prendere possesso di un profilo di facebook (post dedicato)?

Basta far finta di esserci dimenticati la password e la mail, imbroccare la risposta segreta ed il gioco è fatto. Più conoscete una persona (che so vostra sorella) e più sarà facile sapere la risposta, anche perché le domande impostate sono: “data di nascita, luogo in cui è nata tua madre, nome della maestra delle elementari, squadra per cui ti fate”. Informazioni che anche se non conosciamo possiamo sapere da terzi.

E voi direte? Ma Fb notificherà un tentativo di accesso e io modifico la password e la domanda di sicurezza!

E qui casca l’asino!!!

UNO Se arrivate al momento in cui vi viene chiesto di immettere la domanda segreta, che so “nome della squadra del cuore” e non la sapete, basterà fare annulla e la persona  non saprà mai dei vostri tentativi.

DUE Leggete questo post e dite “voglio cambiare la domanda segreta?”, mi spiace non si può!

A domanda precisa sul centro assistenza di Fb (È possibile aggiornare la domanda di sicurezza del mio account?) Ecco la risposta:

Per proteggere la sicurezza dell’account, non è possibile aggiornare la domanda di sicurezza dell’account dopo averla inserita. Se non hai creato una domanda di sicurezza, questa opzione è visualizzata nella pagina Impostazioni account. [Centro Assistenza Fb]

Quindi se UNO più DUE è uguale a TRE

TRE Scopro qual è la domanda segreta e poi ho tutto il tempo del mondo per lavorare alla risposta. Una volta che ho saputo la mia domanda segreta ritorno e ciao ciao profilo di Facebook!!

QUATTRO Ho inserito la domanda segreta circa 2 anni fa quando mi sono iscritta in Fb e non la ricordo più, posso sapere qual è?! NO per la stessa logica per cui non posso modificarla.

A mio avviso questo è una limitazione alla mia libertà su come gestire il mio account di Fb. Quanti di voi si sono iscritti “tanto per provare?!” e quindi o non hanno impostato la domanda (in questo caso pare si visualizzi nelle impostazioni di privacy – controllerò) oppure avete inserito la domanda più scema: “qual’è la tua data di nascita?” .

Ora ne sentite tante in giro ed allora volete rafforzare la sicurezza e quindi modificare anche la domanda segreta, inserendone veramente una impossibile : “qual è il personaggio preferito del mondo fantasy” . Ma aimeh non posso perchè Fb non me lo permette!

Così se nel frattempo ho gente che si vuole fare gli affari miei e cerca su internet come fare, certamente non capita qui perché ci sono altri 10.000 blog che ti spiegano come fare, e voila profilo violato!

Per altro una volta che entro in un profilo posso scaricare tutto quanto pubblicato con un semplice cklic. E quando provo a scaricarlo non mi chiede conferma che sia effettivamente io perché presume che la persona collegata sia la stessa che pubblica il materiale…altra cazzata a mio avviso.

In tutte le piattaforme del mondo per scaricare il materiale caricato o ti viene chiesta un APIkey o comunque verificano che sei veramente tu; perché anche se riescono a bacarmi il profilo almeno ci sono degli ostacoli per impossessarsi del mio materiale e magari metterlo pubblico su altre piattaforme.

Facebook è in assoluto il social meno sicuro che io possa vedere e questo forse   perché è usato da molte persone a non  pratiche del web, e se lo complicassero un poco (ergo lo rendessero più sicuro) la gente non riuscirebbe ad usarlo. Si sa che il binomio sicurezza e user friendly  non sempre sono di facile unione.

Aggiornamento: Come inserisco la domanda segreta?

Con il solito account fasullo senza amici e ho cercato nelle impostazioni.

E’ abbastanza semplice basta andare su Il mio account  –>  Impostazioni —> Domanda di Sicurezza.

La cosa folle è che non si può personalizzare! Ecco le scelte:

1) Nome dell’insegnante

2) Città natale di tua madre

3) Prima auto che hai guidato

4) In quale strada vivevi all’età di 8 anni

La 1 e la 4 o uno mette un nome inventato che si ricorda allora diventa micidiale o se no si tende a scordarla. La 2 e la 3 sono talmente ovvie da essere insicure.

Non ti rispondere

Non ti rispondere

Cerchi per mesi una risposta, ti incaponisci a tal punto che ogni tuo minimo sforzo è dedicato a quella risposta.

E poi, quando meno te lo aspetti, la risposta arriva. Ed è talmente diversa da tutti i film che ti sei fatta che non la vuoi condividere con nessuno.

Ti senti un poco stupida per averla cercata quella risposta, ti scusi per la ricerca, ma non vuoi accettare la risposta.

Eppure…eppure quella risposta così lampatante ti fa capire quanto tu non debba temere, quanto tu avevi visto giusto, quanto cercare risposte tal volta non serve proprio a niente.

Ma passato lo shock, fai quello che fai sempre…ti metti in un angolo. Ti accasci a terra, noti un buco nella calze e fumi una sigaretta.

E come per magia ti ritrovi per strada, addosso una maglia lunga e larga e quelle calze bucate e vedi persone che passano.

C’è una ragazza mora pugliese che si è laureata e festeggia con i suoi amici e pensi “io ero arrabbiata quel giorno, io non ho le foto della mia laurea”.

Ti giri e vedi una ragazza con i capelli tinti di biondo , il suo compagno ed il loro labrador…insieme contenti che si divertono a fare facce, faccine e faccette. Sorridi nel vedere quant’è bello l’amore e acida ti chiedi “perché la gente crea situazioni e poi le spaccia in pubblico”.

Un attimo e ci sono due persone, lontane mille miglia, che stanno facendo la stessa cosa “assaggiando piatti per il loro matrimonio”.

E poi vedi una persona alta, con il barbone, capelli mori, maglietta verde ….intravedi un volto, capelli raccolti in una fascia . Intravedi il volto perché lei bacia lui.

Non riesci a mettere a fuoco , sbatti gli occhi ed in un attimo vedi una sala, vedi sul tavolo fiori da cerimonia e un cellulare, e rivedi lei vestita di blu. E pensi “mappate quante è grasse” e senti in sotto fondo “mano sulla pancina come mai? Dolce attesa?”. E lei che raggiante risponde “si è un pupino”.

E a quel punto è tutto inutile, inutile e assurdo.

E ti da fastidio e fai mille pensieri cattivi.

In un attimo di lucidità sai che fin dall’inizio hai sbagliato tu, eri tu a dover stare distante. Eri tu a dover pensare a te…ed invece.

E non cogli cosa ti dia veramente fastidio. L’altro giorno, in un altro luogo, in un altro posto, a una persona ancor più lontana hai sentenziato: “perché le donne quando voltano pagina lo fanno in un attimo, sono gli uomini che sono più lenti”.

Ora perché stupirsi tanto? Cosa ti fa tanto male.

Ci sono persone che cercano solo: casa, abito, bambino. E chi sene frega che sia autentico.

Eppure chissà perché nonostante la facilità di arrivare a questa conclusione non riesci ad arrivarci, non vuoi arrivarci … è qualcos’altro che ti da fastidio.

E in quel fastidio che si racchiude il tutto.

Non voglio rispondere, non voglio risposte.

alle donne

alle donne
Alle troppo impazienti,
Alle troppo esigenti,
Alle troppo positive, che credono bastare alla felicità del matrimonio molti quattrini e una
corona,
Alle troppo poetiche, che credono bastare al matrimonio l’amore,
Dedico questo nuovo libro,
Perchè tutte imparino, che se il matrimonio può darci la massima felicità, è anche la più
instabile delle combinazioni chimiche; il più delicato, il più intricato, il più fragile di tutti i
meccanismi.

 

di “Paolo Mantegazza”

Pause

Pause

In questi giorni si susseguono intorno a me uomini e donne, più o meno professionali, ma comunque lanciati verso il “successo” o quanto meno una posizione, una promozione, un aumento; o molto più banalmente che fanno il loro lavoro con impegno.

Ebbene. Se l’uomo che sia addetto al back office o supercapo ha l’obbligo del completo, e questo li porta ad avere 4 vestiti buoni e a non pensarci più, per le donne è tutt’altra faccenda!

Notavo come donne che magari nel week indossano jeans e maglietta al lavoro, soprattutto se lanciate, cambino radicalmente il proprio look. Lo potremmo definire “Radical Look”.

Entrano in azienda con completi neri e camicia bianca. Poco trucco, scarpa con tacco massimo 4 cm. E un bel sorriso sul volto.

Man mano che si susseguono gli anni (e non intendo di vecchiaia) e che magari sono brave, o per altri duemila motivi, fanno un minimo di carriera il completo semi maschile lascia il posto a gonne a tubino nere, scarpa con tacco di 7cm, e un po’ di rossetto sulle labbra.

Se queste donne lavoratrici sono appunto lanciate verso l’alto allora si innesca un ulteriore cambiamento.

Gonna sempre più stretta, raramente comunque sopra al ginocchio. Tacco sempre più alto, collane e bracciali non di valore ma di marca (Tiffany, Dodo, Morellato ect ect). Borsa non in linea con l’abito ma anch’essa di marca (rigorosamente Louis Vuitton). Il trucco diventa più visibile, rossetto anche rosso! Si va dal parrucchiere più spesso e si comincia ad utilizzare l’auricolare e a camminare sempre più svelte e sempre più con la testa alta senza più notare chi ci sta intorno. Il sorriso è sparito sul volto e il buongiorno lo abbiamo chiuso in cantina.

Io vista da fuori dovrei in qualche maniera rientrata nella categoria, dato che in un certo qual senso ho assunto un +1 di livello. Eppure…

Oggi indosso un abito alla “Mary Poppins” sfondo grigio con dei disegni colorati, calza sul blu verde e stivaletto verde. Non mi pettino. Ed ho indosso una collana dell’antica murrina sul verde.

Un collega, giustamente ha detto, “come siamo floreale”.

Il  mio vestito è in linea con quello che sono io.

Saluto, sorrido, dico quello che penso. Non me ne frega assolutamente nulla di dare confidenza a chi è in “basso” e anzi mi guardo bene da interagire da chi è “in alto”.

Prendendo l’educazione da tutti, e quando dico pretendo intendo che se non mi saluti te lo faccio notare anche sei in “alto”.

Forse è per questo che sono lontana dalle logiche aziendali, dal trovare qualcuno che mi chiede veramente se mi serve qualcosa, o che mi da un appoggio. Forse è per questo che anche durante i colloquio non cavo nulla?

Alcune persone mi hanno detto che se non si interagisce con me e ci si ferma all’apparenza appaio strafottente, chiassosa e molto sicura di me; e che per questo innesco un motto quasi di irritazione mista a volte ad invidia. (O_O).

La cosa che mi fa piacere e che le persone con cui invece interagisco mi hanno detto che non sono la classica risposabile piena di se pronta a spalare merda su chiunque lavori, ma che si può parlare, che dico quello che penso e che pur giudicandomi una persona onesta sono assolutamente inadeguata a stare dove sto perché sono troppo chiara e diretta e non sono diplomatica.

Io non è che non sono diplomatica, io voglio aiutare a risolvere i problemi e mi metto sempre nei panni di tutti da un Direttore Generale all’ultimo della fila e cerco di mediare i bisogni di tutti. Se, nel fare questo,  mi interfaccio con gli stronzi con cui non si può dialogare, non gli dico “sei uno stronzo”, perché io a differenza di alcuni personaggi che camminano davanti al mio ufficio sono educata, però mi spiace traspare che mi danno sui nervi e che se dipendesse da me (cosa che ovviamente non è così) sarebbero al piano numero JK dedicato agli stronzi.

Ed altra cosa. Se uno mi fa una battuta ed è uno stronzo, sorrido e non replico. Se lo stronzo continua e continua e le battute diventano sul mio essere donna allora gli dico chiaro e tondo che se ha qualche osservazione di tipo etico/professionale di farle e di assumersi le sue responsabilità se invece  è solo aria, allora via! Come il vento.

Concludendo. Io so che in azienda nella maggior parte dei casi si arriva non perché si fa bene il proprio lavoro ma perché non si da fastidio a chi si sta in alto e anzi lo si aiuta e si lecca  a dovere. Non sono scema e non sono io che voglio cambiare le cose.

Io chiedo solo che in questo turbine di gonne e rossetti rossi mi lasciassero serenamente fare il mio lavoro e che mi giudicassero per quello che  devo, dai miei compiti, fare. Poi non arriverò chissà dove (cosa che per altro non mi interessa) perché mi manca quella sana competizione aziendale, va bene.

Non cagate u cazz.

Sana Critica

Sana Critica

Ieri sera nonostante che ero stanca morta e che i miei occhi bruciavano come se ci avessi buttato dell’olio al peperoncino, mi sono ritrovata costretta a stare sveglia.

E quale metodo migliore se non guardare la tv? Peccato che non ci fosse nulla, salvo buttarsi nella fantapolitca di questi giorni.

E così eccomi a guardare la 61° edizione del Festival di Sanremo.

L’anno scorso ho tanto apprezzato la Clerici, talmente l’ho apprezzata che mi sono guardata (primo e unica volta nella mia vita) tutte le serate dall’inzio alla fine. Il successo Clerici nella mia vita personale può essere così sintetizzato:

a)      mi ero appena lasciata con il mio ragazzo;

b)      le canzoni già dal primo ascolto erano orecchiabili;

c)      lei molto rapida, simpatica e niente scenette che nulla hanno a che vedere con la gara canora;

d)      i fiori.

Come ha detto bene Morandi, chiunque, anche solo per curiosità, guarda i primi 10 minuti del festival. Io ieri sera, per le motivazioni sopraesposte, l’ho guardato fino alle ore 23.20.

Giudizio complessivo: 5 meno meno.

Morandi. Io non ho mai guardato un show in prima serata condotto da Giannone nazionale. Non pensavo che fosse così costruito e personaggio di se stesso. Ieri sera comunque è apparso insicuro, non preparato, per evitare di fare “di più di quanto spetti ad un cantante” ha fatto meno di quanto avrebbe fatto la prima valina messa a condurre.

O tò ma c’era una Velina: Cannalis è il suo nome.

Che fosse sciatta si sapeva, che fosse ormai un pallone gonfiato si sapeva. Ma in tutta onestà non pensavo fosse veramente così stupida. Io non sono una di quelle che dice: “bella ragazza, velina quindi scema”. Anzi penso che spesso dietro alla messa in piega ci siano dei cervelli ben nascosti se no non si fa carriera.

Ma aimeh nel caso della Cannalis il cervello serve solo per le funzioni vitali! Ma di una stupidità e arroganza micidiale. Con tutti i servizi fotografici e le comparsate (anche sul red carpet) non è capace di indossare un abito da sera con tacco 17 senza sembrare un sacco di patate. Per non parlare del fatto che ha cercato per tutta la sera di dire una parola in più di Belen, denotando così ampiamente la sua stupidità. E facendo leva sul fatto che lei ora è made in USA massima esperta di media….ma vai a pelar le rape!

Ecco in tutto questo salvo la “povera” Belen. Molto emozionata (cosa che la Cannalis non era anzi avrà ripetuto quelle 80 volte “sono grata di essere al festival” certo con quello che ti hanno pagato solo perché pare (cosa non acclarata) che ti scopi George (si dai non è che perché dici al mondo di vivere con lui ti inzuppi il biscotto!)).

Ma torniamo alla Belen: emozionata, educata, sobria. Quando apre bocca (miracolo divino!) sa quel che dice e si vede che è spontante. Anche durante uno scivolone di Morandi(potrei contarne almeno 10) ha tenuto testa (a differenza della Cannalis che cercava, inutilmente, di spingere Belen fuori dal palco).

Luca & Paolo, so che qui l’Italia intera mi odiera, inconsistenti. Sicuramente hanno salvato più volte Morandi. Sicuramente erano tesi ma capaci di presentare meglio dei precedenti. Ma sinceramente la loro canzoncina che ormai spopola su YouTube, Blob, Facebeook a me personalmente mi dice “ovvio”.

Niente di nuovo sotto il sole e considerando che in Italia non si parla di questo avrei voluto almeno a Sanremo starne fuori.

Per non parlare delle parolacce, e qui mi riferisco anche alla fantastica canzone della Tantangelo.

Se non erro nel 2009 a  DolceNera avevano leggermente modificato la canzone perché diceva qualcosa del tipo “andare a fanculo”. Siamo nel 2011, quindi non è passata un’eternità, e mamma Tatangelo porta una canzone intitolata “Bastardo” ove del testo ci ricordiamo solo questa parola!!

E tornando a Luca & Paolo ogni intervento sono parolacce.

Sarò retrò, sarò inquadrata ma io sono per le tradizioni.

Sanremo è una tradizione per noi italiani e necessità di: Fiori, Canzoni ed una direzione più rigorosa, una conduzione più bacchettona.

Almeno a Sanremo.

Se anche qui elogiamo parolacce, politica, beh signori miei eliminiamo la RAI (cosa che tanto sta già facendo da sola) ma anche Mediaset e creiamo un unico satellitone a pagamento. 20 euro al mese per vedere 10 canali, scegli tu quali. 40 euro al mese per vederne 20 e così via! Tutto il pacchetto? 50 euro e niente pubblicità.

A quel punto ognuno è libero di vedere quel che vuole. Ma se esiste una culture, se esistono ancora le tradizioni, se crediamo ancora nelle istituzioni….

Beh ridatemi il Sanremo 2010!|

Burlesque

Burlesque

Nel XIX secolo, negli USA e in Gran Bretagna, il burlesque era uno spettacolo che parodiava il mondo, le abitudini e i passatempi dell’aristocrazia e dei ricchi industriali, per divertire le classi meno abbienti. C’era una trama, per quanto esile; delle canzoni, dei numeri di ballo, tanta comicità. Ma, per mantenere vivo l’interesse del pubblico, già negli anni ’60 dell’800 i fautori degli spettacoli non si facevano scrupoli a mettere sul palco anche qualche donna poco vestita.

Nonostante un po’ di scandalo, i primiburlesque americani di Broadway fecero, per il tempo, numeri da capogiro, divenendo a tutti gli effetti un fenomeno di massa e contribuendo a “svezzare” il pubblico. Tra gli show più famosi: The Black Crook, che è ricordato soprattutto per l’esibizione di ballerine in succinte calzamaglie; ma soprattutto Ixion che, messo in scena dalla compagnia inglese British Blondes di Lydia Thompson, divenne lo spettacolo più chiacchierato, nonché uno dei più visti, del tempo. Questo show ebbe un clamoroso successo a New York, spostandosi poi a Chicago, New Orleans, Saint Louis, Cincinnati e altre grandi città statunitensi. Il morbo, dalla “Grande Mela”, cominciò a diffondersi ovunque.

[Fonte: http://www.burlesque.it ]

Da oggi in tutti i cinema invece il Film con Cher e Christina Aguilera, ovviamente non poteva che essere un musical.

Ovviamente non poteva che finire nella watchlist!

Il trailer qui: http://collezionista.tumblr.com/post/3231187083/burlesque-il-trailer-italiano-official-italian

I hate San Valtine’s Day

I hate San Valtine’s Day

Non ho mai festeggiato San Valentino quando forse aveva un senso e cioè dai 12 ai 15 anni.

Mi piacerebbe pensare che i branchi di adolescenti muniti di Iphone senza saper utilizzare una mail, con un account Fb nel quale ci sono 17enni arrapati, nel messe di febbraio si facciano fare le treccine da una amica, si comprano a 10 euro un vesititino viola al mercato e (assoluta fantasia) riescano a cucinare un muffin a forma di cuore!

Ma dato che la realtà è ben diversa, vi dirà una cosa San Valentino è una stupida stupida festa.

Da un po’ di tempo sono tornata a leggere i blog (assai difficile trovarne di personali ma questa è un’altra storia) ebbene….

BASTA!!

Basta Menu di San Valentino!

Basta biscotti a cuori!

Basta week end romantici!

Basta sconti del 10% sui profumi!

Basta! Basta! Basta!

Si sono innamorata, anzi ho proprio perso la testa e non mi aspetto assolutamente nulla per San Valentino ed anzi trovo assolutamente STUPIDO spendere soldi per un week end!

Perché non provate a prendere un venerdì e partire andare da qualsiasi parte e farvi girare la testa?

Provate ogni sera a cucinare qualcosa di diverso, raccattando ricette sfiziose dal web.

E sai cosa vi dirò: ho le carie da tutto questo zucchero!

Mi avete accecato la vista con tutti questi tulle rosa e bianchi.

E vogliamo parlare della forma di cuore, assolutamente BANALE sempre e comunque!

Non mi piace il rosa, non mi piacciono le forme di cuore, mi nausea lo zucchero. Per non parlare di quelli che si sposano a San Valentino!!

Ma una volta nella vita proviamo a fare nostra la vita senza che le aziende ci impongano qualcosa di cui non abbiamo bisogno!