S.T.O.P.

Crollare alla sera per troppo stanchezze e per non digerire verdure non è granchè.
Alzarsi la mattina e trascinarsi in ufficio non ben capendo quello che bisogna fare, quando si ha una marea di roba da fare, è anche peggio.
Ritrovarsi a parlare di situazioni difficili e farsi venire il magone è la fine.
Sono arrivata alla pausa pranzo in lacrime sentendomi assolutamente incapace.
Incapace di avere rapporti sani con il genere umano, incapace di impegnarmi per coltivare un’amicizia, incapace di esser abbastanza adulta per staccarmi veramente dai miei.
Incacapace di essere considerata un’impiegata qualunque ivece che la ragazzetta stupida.
Incapace di dare veramente le rispostacce che la gente merita.
Incapace di ammettere di avere un problema.
Ribolle in me l’esigenza di dire “io ci sono! Datemi il mio posto!”. Non dico che merito chissà cosa. Ci sono persone, 3 veramente, che sostengono che non sono poi scema peccato che poi nei fatti mi trattano come incapace. Ci sono atre persone per cui sono una che oscilla tra le vie, una che va bene per la chiacchera, ci sono altri che mi definiscono “chiassosa”.
Qualsiasi sia la versione di me reale, datemi solo quello che mi spetta.
Non sono fatta per sgomitare per attenzioni aziendali.
Non sono fatta per le responsabilità.
Non sono fatta per stare sotto le “luci”.
Non so bene quale sia il mio posto. Ma vorrei che fosse tranquillo, vorrei sentirmi idonea a quel posto, giusto e non dover continuare a difedermi.
Oggi ho compreso di aver lasciato la mia vita su “Pause”, peccato che nel frattempo è passato un anno.
Mi ritrovo con menzogne, mi ritrovo con una casa vuota, mi ritrovo con un guardaroba rivisto e con due rotoli di ciccia in più.
Ma non mi trovo io.
Pensavo che questo fosse sano, si il fatto di non cercarmi , il fatto di non badarci, pensavo fosse sano che i “grandi” fanno così. Ma mi sono fatta solo ingannare da qualcuno che “non ci pensa”..ridatemi i miei remi, non voglio farmi trascinare dalle corrente ed aspettare.
L’unica cosa di cui sono certa, che io non so aspettare. Io ho sempre corso, io ho sempre deciso ed organizzato.
Ridatemi l’unica cosa su cui contavo, le mi palle, il mio distacco.
La sovraesposizione alle persone e il mio stare in “off”, mi ha logorato.






