Da Dublino verso un muffin

Da Dublino verso un muffin


Sabato prossimo si parte per Dublino e a me no pare vero.

In primis perché mi devo ancora riprendere dal mese di novembre che è si passato veloce, ma è anche stato terrificante per certi aspetti (e in fatti pur mancando solo 5 giorni di cose ne possono succedere ancora tanto).

In “secondis” perché era una vita che volevo andare in Irlanda, essendo io attratta come una falena dal nord, il verde ed il gotico.

Quindi! Contenta, contenta e arcicontenta.

Si si. Ho già comprato la guida Mondadori peccato che non abbia neanche avuto il tempo di sfogliarla!

Dato che è il ponte di Sant’Ambrogio, non che mi aspetto che in Irlanda lo festeggino, ma almeno che ci sia un po’ di neve e addobbi natalizi!

Dato che qualcuno qui non mi fa andare alla festa del’Artigianato!  Uffi uffi e arci uffi.

Per la cronaca oggi due fiocchetti di neve … appena alzata un piccolo pensiero “…un giovedì sera sotto la neve salii per la prima volta su una moto…”

Non so bene che mi succede ma ho una gran voglia di neve e muffin mentre acquisto un po’ di storie che vanno assolutamente lette  (il piccolo principe, pippi calze lunghe, la vera storia di babbo Natale).

È grave dottore?

Aspettando

Aspettando

Sei un continente ancora da scoprire
un’occasione che deve arrivare
la medicina che ci può salvare
la casa nuova che vorrei comprare
sei una catena che si può spezzare
l’incomprensione che si può chiarire
un viaggio intercontinentale
un’abitudine da disegnare
se solo io potessi inventarti un giorno
se solo tu potessi innamorarti di me
è il tuo cammino a volte che ti viene incontro
in quelle cose già decise dove io mi aspetto te
la coincidenza ci farà incontrare
e chiamalo destino quel percorso naturale
che due puntini dentro l’universo
raggiungono la strada che li illumina d’immenso
la confidenza mischierà le carte
da non capire mai qual è il punto di confine
e non saper distinguire il tuo corpo
dove finisci tu, comincio io
e questo è il senso di un momento già perfetto
è questo il punto da cui inizia tutto quanto
Arrivi tu
………………..

Sei un bambino a cui devo insegnare
le cose base prima di partire
sei un continente ancora da scoprire
un’occasione che deve arrivare.

aiuto

aiuto

Mi paralizzo.

È assolutamente sbagliato, ma se rifletto sulla mia condizione, su quanto sforzo ci sto mettendo… beh arriva lo sconforto.

Ho bisogno di un aiuto.

L’ho chiesto ma questo aiuto non viene.

Che dovrei fare?

Da Larry

Da Larry

Da: Una frase fica di LarryMullenFan

“No non uso il blog per arrivare a qualcuno. Il contrario, casomai.”

Grazie Marco, proprio di qusto questa mattina volevo parlare ma in una frase hai racchiuso mille parole che avrei potuto scrivere.

Tatty Teddy

Tatty Teddy

Questa è la storia dell’orsetto più tenero del mondo e del mio Peluche preferito:

Tatty Teddy [ Me to You]

Nel 1987 in un piccolo villaggio del Sussex, vicino ad Arundel, una casa doveva essere demolita.
Tutti i pezzi indesiderati vennero così gettati, formando una pila di rifiuti e macerie, incluso un piccolo orsacchiotto di pezza marrone.

Là rimase per molte settimane circondato da vari rifiuti, una carrozzina, un vecchio materasso, scatole, ecc…

L ‘inverno era veramente duro, fiumi e laghi erano ghiacciati e la gente rimaneva dentro casa al caldo.

Il povero orsetto era rimasto impigliato nel materasso e non poteva muoversi. Aveva iniziato a sentire molto, molto freddo, talmente tanto freddo che la sua pelliccia da marrone che era aveva iniziato a diventare grigia e il suo naso blu.
L’ orsetto era molto triste per la sua sorte, nessuno lo amava, era solo al mondo, senza neanche un amico su cui poter contare.

Quando iniziò a fare meno freddo una bambina andò a giocare tra le pile d’ immondizia, lo scorse, lo tirò fuori e immediatamente s’ innamorò di lui. La sua pelliccia grigia e il suo naso blu lo rendevano unico e non sarebbe mai piú ritornato marrone.

La ragazzina portó l’ orsacchiotto a casa, richiedeva assolutamente una riparazione perché parte della pelliccia si era consumata e si vedevano molte pezze.

Allora sua nonna vi cucí delle pezze per impedire che uscisse l’ imbottitura. La ragazzina lo chiamò Tatty Teddy.

Molti anni dopo Tatty Teddy continua ad essere un simbolo di amicizia e amore, oltre che di tenerezza infinita.

Ovunque nel mondo, grandi e piccoli, maschi e femmine, si sono innamorati di questo orsetto.

Aiutare le persone a comunicare é il principale obiettivo di Tatty Teddy.

Gran riso il gallo

Gran riso il gallo

A fine ottobre mi sono costretta a fare il cambio stagione, costretta per due motivi:

- il primo legato alla mia incapacità di patire il freddo (e di fatti sto sudando come non so che!).

- l’altro motivo è legato all’assoluta certezza di non portare più da mesi la taglia 40, ed il magna magna made in USA non ha di certo aiutato!

Ebbene…fatto il cambio stagione, provati tutti i pantaloni …. e come volevasi dimostrare entro solo in uno, che anni addietro, non so perchè e per come, comprai una taglia 44.

E anche qui ecco le mie due soluzioni:

1. Dieta contro la cula e il colesterolo

2 W le gonne!

Per la seconda ho ampiamente speso 200 euro a botta di vestititi di H&M e di altro tipo. Per la prima ho deciso (mamma mi vengono i brividi se ci penso) di eliminare fino a fine anno LA PASTAAAAAAAAAAAAAAAA, di mangiare a pranzo solo verdura cotta, al massimo con un pò di tonno. E alla sera zuppette di legumi, verdure e un pò di carne.

Va da se che ho eliminato il pane ed un giorno ho scovato al supermercato “le gallette di riso”.

Oggi bella bella me ne stavo con il mio ciotolone di tris di broccoli e le gallette mini quando qualcuno ha decretato:

le gallette di riso sono nemiche delle diete…

Indice glicemico delle GALLETTE DI RISO? ELEVATISSIMO!!! Fra i più alti degli alimenti. Questo, primo perche il riso ha gia un indice glicemico elevato, secondo perche il processo di lavorazione per soffiarlo e renderlo così leggero AUMENTA ANCORA decisamente il gia alto indice glicemico. Cosi in pratica e come mangiarsi ZUCCHERO allo stato quasi puro.

Facendo due conti:

100 gr di gallette sono pari a 400 kg

100 gr di pane siamo sui 200kg

Quindi bocciata su tutti i fronti! Però a mio vantaggio c’è da dire che io di sera mangio UNA Galletta di riso che è ampiamente al di sotto dei miei soliti 2,3 panini! Il problema sono stati sti benedetti snack di riso che, come le patatine, una tira l’latra! Ma era anche la prima volta che le mangiavo e…guarda caso sono già finite nel cestino!

Ora pausa pranzo finita quindi ritorno a lavorae, poi stasera mi faccio bene una piccola tabellina a uso mio e vostro per sfatare miti dietetici!

svestizioni mattutine

svestizioni mattutine

Stamattina mi sono alzata alle 7.15 ed in ordine ho fatto: colazione, ritirata la roba stesa, stesa quella in lavatrice, fatto il letto, fatta la doccia con lavaggio totale anche dei capelli e quindi poi asciugatura dei capelli, fatta la schiscetta da portare in ufficio.

Vestitino verde, calza autoreggente nera, sciane nera con leggeri brillantini argentati.

Esco di casa…un nebbione della madonna. Ore 8.10

Corri come una forsennata per prendere la metro, spinta prepotentemente dentro la carrozza.

Arrivata in ufficio alle 9.03 in ritardo. Ritardo accettabile.

Cazzo! Non ho il budge, entra dall’altra parte…mi becco un collega…salva! Riesco entrare dai tornelli.

Metto la schiscetta in frigo, mi siedo e …. Calza completamente scarciata, tacco fuori asse, vestito più corto!

Bene!

Però ho la calza di ricambio…corro in bagno tolgo le calze, infilo quelle nuove eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Rotta!

=_=

Così mi presento con le mie gambe bianche alla macchinetta del caffè in attesa che i negozi aprono, ricevo insulti gratuiti da uno del personale a cui rispondo a tono e vengo paragona alla Tatangelo O_O

La schiera dei maschietti del piano, come era prevedibile, cominciano a dirmi cagate del tipo “va di moda stare senza calze. Quelle trendy stanno senza calze. Poi hai le gambe abbronzate sembra che hai su la calza. A noi ci piaci senza calze. Belle gambe ect ect”.

In tutto questo mi sono presa anche una gomitata (che male) per sbaglio dal mio collega.

Alle 9.45 sono corsa in Via Torino ad acquistare 4 paia di calze e già che cero due completino intimi, mica mi ricapita di trovare il negozio vuoto! Eh eh

Alle 10.15 finalmente in ufficio, in teoria per lavorare, in pratica…ore 10.51 alle prese con cambi di scrivania, armadi che non si aprono.

Forse per le 12.00 riuscirò a mettere mano ai report che sto ultimando….

Presentazioni

Presentazioni

In attesa di trovare un template che mi vada a pennello, cosa ovviamente non facile, per Tumblr, metto qui la mia Presentazione.

Si perchè mi sono messa di impegno per scriverla e non si vede! Uf

Il nome Peperina nasce per caso, nasce dal bisogno di battere freneticamente sulla tastiera per evitare di far colare sangue.
Nasce dalla voglia di avere un mio sito, il mio Emisfero al di fuori delle piattaforme “convenzionali” e durante la caccia all’URL, qualcuno disse: “Sei un po’ Papera ma anche pepe”.

Ecco: Peperina.

Sul fatto di avere forti similitudini con le papere, siamo tutti d’accordo. Non vi è nessuno che cammina ancheggiando freneticamente per arrivare dall’altra parte del marciapiede. Ma da brava papera mi so anche fermare istantaneamente guardandoti per dire solo un “Quack”.

Sul fatto di essere “tutta pepe” forse è dovuto alle mia grandissima dote di scassare i maroni al prossimo mio, sul lavoro, a casa, per strada. Io zitta? Mai. Ferma, manco.

Fatta la premessa, possiamo passare alle presentazioni.

Buonasera sono Pepe nata a Torino trasferita a Milano, vivendo in tanti comuni diverse, con tante zie siciliane al seguito, in cerca di un posto dove fermarsi.

La mia vita è un po’ come una buona cipolla, fatta di strati, man mano che la sfogli piangi a volte per gioco, a volte sul serio e in rare occasione per il troppo ridere.

C’è lo strato di cristallo nel quale i miei mi hanno tenuto per tanti anni per proteggermi dal passato di mia madre, dal presente che doveva essere equilibrato e giusto.

C’è stato lo strato degli occhi arrossati per il troppo piangere in cui tutto mi andava stretto, dove “la cosa giusta” non mi veniva proprio in mente, dove la sfida era solo quella di trovare qualcuno da far male facendomi del male.

C’è stato il tempo di smettere di sfogliare gli strati, di credere veramente che la mia vita si era perfettamente messa su un binario giusto, ovvio, onesto che mi avrebbe portato lontano, senza mai tornare indietro, senza mai sbandare, senza mai osare.

E c’è stato lo strato più difficile da levare, quello che ti porta al cuore della cipolla, quello che ti viene quasi voglia di lasciarlo li perché è un peccato distrugger tutto l’ortaggio.

Ma è successo, dato un calcio al mio personale baule, rovesciando il contenuto, ricordi e paure, per … INIZIARE-

Il cammino è iniziato e mi porterà ovunque voglia, per qualsiasi cosa desideri basta che non mi dimentichi mai  chi sono.

Io.

Io, modestamente incoerente.

Quasi dimenticavo: http://collezionista.tumblr.com/