C’è

Sai che c’è?
C’è che ogni mattina quando mi alzo non sento freddo e sento il tuo respiro sulla mia schiena e mi dico “tutto bene, va tutto bene”.
C’è che poi mi siedo alla scrivania e devo lavorare, ma non mi interessa più, vorrei solo fare e disfare progettare e dipingere.
C’è che poi una persona inutile ed insignificante dice la cosa sbagliata e violenta si fa sentire quell’ansia, quella paura “no…non può essere. Non può”.
C’è che giro la porta di casa e vedo il legno e respiro e sento il tuo odore, non sento l’odore “nostro di casa”, vago e vago. E cerco qualcosa che mi possa far male.
C’è che poi ti guardo e cazzo mi piaci sempre.
Ecco non c’è la parola sempre e mai ci sarà perché essa viene dall’ogni giorno.
C’è che è talmente assurdo da non sembrare vero.
C’è che a volte ho come la sensazione che mi sto per svegliare.
Ma per una volta, incurante degli altri, lo dico a voce alta: “Vorrei poter esserci per te, vorrei poter essere capace di amarti e rispettarti. E vorrei, più di ogni altra cosa, che per una volta nella vita mi fosse dimostrato che tutto sommato non sono poi tanto lontana dalla parola “normale” e che nel “normale” anche io possa essere amata per quello che sono. E vorrei tanto che fossi tu a dimostrarmelo”.
C’è che non c’è.















