Un rumore lieve ma costante accompagna il mio risveglio.
Le pale del ventilatore ruotano incessantemente sopra la mia testa.
Piano mi alzo e mi trascino dietro il lenzuolo bianco con me in bagno.
Lascio cadere il lenzuolo, nuda apro l’acqua della doccia. Ancora addormentata mi lascio avvolgere dalla poca acqua calda presente nei tubi.
Con i piedi bagnati, con i capelli che lasciano gocce ovunque, cammino piano sulle assi di legno che scricchiolano sul pavimento.
Sulla sedia il vestito lasciato dalla sera prima.
Nessuna voglia di coprirsi…
Guardo verso il letto e senza troppi pensieri prendo la tua maglietta e la indosso.
Avvolta dal tuo odore, avvolta dal tuo sudore, sono pronta per un’altra doccia!.
Mi affaccio alla finestra e vedo la tua schiena e penso “e meno male che non voleva stare al sole”.
Guardo il tavolo sul balcone: succo di frutta e brioche.
Mi siedo, prendo la brioche e la mordo, vorrei saltare giù dalla scaletta, sentire la sabbia sui piedi, correre e travolgerti e farti letteralmente affogare nella sabbia.
Sai che ti sto guardando, vedo che te la ridi, ma non ti volti.
Continuo a mangiare la mia brioche.
Profumo di salsedine, profumo di fiori. Silenzio e rimbombi della notte precedente, parole dette a metà, sensazioni che solo le immagini possono spiegare.
Oggi si torna a casa con un fremito, con la consapevolezza che inizia qualcosa di nuovo, e non nuovamente, ma qualcosa di assolutamente nuovo. E con la commozione di chi ancora non ci crede bevo piano il mio succo di frutta e sfioro quello che sarà.