Poche persone, pochissime mi conoscono veramente. Il perché e il percome un’altra volta.
Io distinguo nettamente tra frequentare per forza maggiore le persone e conoscente e amicizia.
Io posso lavorare a stretto contatto con una persona e non sapere nulla di lui e per questo non mi devo permettere di giudicarlo e pretendo che lui faccio lo stesso.
Io posso trovarmi ogni santo giorno a giocare a calcetto con qualcuno e non per questo conoscerlo e vale quanto detto sopra.
Io mi posso essere sbattute per 8 anni della mia vita per organizzare eventi mettendoci la faccia ma non per questo voi altri siete miei amici, non per questo vi dovete permettere di saper cosa sia giusto per me e soprattutto sparare cazzate sulla mia infermità mentale. Volete basarvi sugli elementi che vi do per giudicarmi, accomodatevi sparate a zero!
Il problema e che non lo fate neanche, silenziosamente scavate e sbavate.
Voi.
E in questo voi potrei metterci anche altre persone non appartenente alla categoria associazione.
In questo periodo ho intorno a me persone che mi giudicano completamente falsa, arrivista, stronza e fondamentalmente che ha perso il lume della ragione per correre a presso a un qualcosa che non potrà mai essere.
In passato mi sarei cibato di tutto questo veleno, lo avrei fatto mio. Ora invece ne ho pieni i coglioni.
Perché non riuscite a scidere me come persona, che non conoscete, dal rapporto approssimativo che vi do nel passare delle ore insieme? Perché?
Facile dare la colpa a me delle vostre paure, delle vostre incertezze. E magari in questo, ma non lo voglio credere, monta per alcuni anche l’invidia che sono serena, che cammino a testa alta, che non ho bisogno di voi.
Basta mi sono rotta le palle.
Io non mi devo giustificare per quello che faccio e dico anche perché per la prima volta nella mia vita è assolutamente sincero.
Se potessi ora in questo preciso istante cambiare lavoro, fregarmene totalmente degli affanni sociali, lo farei.
Vi voglio tutti lontani anni luce da me, voglio la mia strada e non mi interessa se è in salita, se è dissestata se mi ci devo mettere io con il sangue a crearmela. Non mi interessa, perché io so che posso fare quello che mi pare perché ne ho tutte le capacità ed intenzione.
Ed ho intenzione di fare quello che mi pare, quello che mi rende felice.
Quindi per favore o mi affrontate apertamente dicendomi che vi do fastidio, che sono scomoda, che è colpa mia, che pensate le peggior cose di me. O una buona volta tacete…
Voglio silenzio.