Le foto non mentono
Le foto ti restituiscono quello che il nostro occhio non vede.
Tu ti puoi vedere bella, ti puoi vedere serena, ti fai un autoscatto e noti che invece hai le borse sotto gli occhi, le sopraciglia da rifare, e corrughi la fronte a formare una ruga.
Tutto il tuo volto dice “pensierosa”.
E guardi foto passate e non ti ricordavi così carina.
E riguardi le foto del palletta e dici in fondo hanno sempre avuto ragione gli altri è un bel ragazzo ed io non l’ho mai visto come tale.
Momenti di vita passata e mi sembrano normali, come a vedere altri album caricati su flickr.
Fino a ieri quelle foto, ogni singola foto mi dava tristezza perchè vedevo oltre al di la della foto, al di la della realtà.
22 settembre al massimo 4 persone. Zero regali, zero abbracci. Vedevo quello che una foto non ti può dire: festeggiamenti forzati perchè nessuno mi ha mai organizzato una festa.
Nessuna foto di famiglia, nessuna cena con amici.
Scatti rubati a coppie di persone, foto dovute, foto forzate.
Questo un tempo vedevo, ora vedo solo volti, situazioni, momenti.
Le uniche foto vere autentiche sono le macro, sono gli animali i fiori. Potranno passare i momenti, il tempo, ma la luce che radiano, i colori, la loro essenza non cambierà.
Viste altre foto, quelle che non siete autorizzati a sapere a vedere. E visto quello che il mio occhio non vede, quello che non si sente, quello che forse invece se le vedeste voi vedreste quello che c’è. Sareste spettatori di un volto, di un’espressione, senza andare oltre, senza sapere, fermandovi a quello che spietatamente la foto vi mostra.
L’abisso.
Un abisso di esperienze, di emozioni, di tempo.
Una linea marcata così spessa che anche un osservatore poco attento la coglierebbe. Apparirebbe per niente fica, per niente dolce, del tutto sbagliata, quasi pervrersa.
E non è tanto quel essere maggiore a rendere la cosa strana, sono io.
Io che appaio così terribilmente bambina, io che appaio così bianca, io che sono stanca, io che sembra che urli “che ci faccio qui?!”
Non vi è nessun noi, non vi è nessun battito di ali, vi è solo la cruda realtà.
E continuo a riprendere nei cassetti della memoria le foto quelle scattate con gli occhi, ma se confrontate con quelle obiettive dell’obbiettivo …beh stonano.
E coninuo a sforzarmi che solo perchè non ho preso quelle vere, quelle … post glaciazione e non le trovo e non ce le ho.
E continuo a vedere quello che ho.
E il quesito è vedo o sto guardando. Perchè prima o poi l’immagine di te che ho dentro me si dovrà pur collocare su quella spietata dell’obiettivo.
E allora permettimi di guardarti, permettimi di specchiarci insieme, permettimi di farti 10, 100, 1000 foto, solo così forse le due immagini di te combacieranno e solo così forse comncerò a comprendere fino in fondo quanto sbagliato sia.