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    binari

    mag 21, 2010 Pepe Vivendo in Diretta No Comments

    binari

    Prendere un treno e scendere a Roma, che ci vuole?

    Perché non riesco a chiamare Tia e dirgli “ ci sei vengo da te?”

    Perché non riesco a dire ad Ale: “comprato il biglietto sono giù per le…”

    Sono immobile.

    Aspetto che arrivi giugno, come se dovesse accadere chissà cosa.

    Io ho paura dei cambiamenti, ho paura di qualsiasi cosa non sia sotto il mio controllo.

    Vorrei tanto fidarmi, vorrei tanto buttarmi fino alla testa.

    Vorrei tanto prendere quel treno e magari non tornarci proprio a Milano. E magari trovare il mio posto dove ci sono gli aghi di Pino.

    Ti ricordi Ale che cosa mi aveva sconvolto di Roma?

    Gli aghi di pini, le salite, e il nulla dopo il grande impero.

    E senti i profumi a Roma e la gente sta per strada a Roma.

    E le persone fanno chiasso a Roma.

    E Roma sa essere rassicurante di notte, con la sua storia secolare, con la sua gente che vuole fare casino, ma si vuole sentire nel casino.

    E Roma con i suoi insulti, con le sue vie signorine, con i suoi colli, con le sue statali.

    Gli intasamenti, i motoroni ovunque, la doppia corsia quando non c’è sta.

    Le tovaglie a quadri, il sugo fin sopra la bocca.

    Roma signora, Roma da abito da sera, con le sue terrazze, i suoi ristoranti e i tappeti rossi.

    Roma da fumarsi una canna, da sentirsi al sicuro senza sapere chi c’è in casa.

    Roma

    ..e tornare bambina, tornare a quel treno, tornare a quando stavo da mia zia, a quando sembrava che l’estate durasse fino ad Ottobre.

    E sentire il freddo e sapere che sarebbe durato poco, perché a Marzo a Roma arrivano i boccioli, gli aghi ridiventano verdi.

    Roma i primi bagni, l’andare in bicicletta.

    Roma e i miei quadretti di pelle. La mia rosolia che quasi mi ha ammazzato.

    Il mio incidente…e senza ambulanza, senza mezzi, una cicatrice sul piede…fatta a Roma.

    Roma e il parco acquatico.

    Roma e i capodanni e il camino, le uniche volte in cui tutta la mia famiglia era unita.

    Roma Ale e Tia dal 2004.

    “Fare ciò che è giusto”

    E scrivere negli anni: “sono una bastarda, come i cani randagi. Senza casa senza dimora”. E ho sempre pensato e sognato di trovare casa, un posto dove sentirmi a casa.

    Mi chiedono spesso “hai un accento strano, di dove sei?”

    E rispondo sempre “son una zingara bastarda, di nessun posto e di nessun dove”

    Nata a Torino, trafertita a Milano. Cresciuta tra Siciliani ignoranti che hanno abusato di me.

    Vissuta per quasi 4 anni tra Acilia, Montà d’Alba e Milano.

    Traserita a Sesto, poi a Monza.

    Innamorata di Cusano Milanino e sognando di avere li il mio giardino, la mia tomba.

    25 febbraio tutto cambiato.

    Di nuovo, ancora.

    Io voglio una casa.

    « Quack » caduta libera

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