le “mie” fasi

Leggendo una storia, mi sono soffermata su un piccolo e importantissimo dettaglio.
Quando si è giovani non si pensa a se stessi. C’è chi ce l’ha con il mondo. C’è chi ce l’ha con il non potere, avere la forza di fare e non avere i mezzi per farlo.
Ma in linea generale si pensa sempre in prima persona. Io, io io e io.
I giovani sono egoisti ed è giusto che sia così, è un ciclo naturale della vita.
Si cerca il piacere, a volte non lo si trova perché trascinati dalle correnti, altre volte si ha il coraggio di isolarsi dalla massa e vedere cosa realmente ci piace.
Qualsiasi cosa abbiamo fatto da giovani beh ci comporta un bel bagaglio di emozioni.
Poi crescendo, andando avanti si sente questo bisogno di io e te. Spesso per le donne è più il riccorrere un sogno, che pare intrinseco nel loro dna. Casa, marito, abito bianco.
E spesso loro, le donne, giocano nel ricorrere questo. E queste,spesso, nella fase “io e te” tendono a dire e fare cose che “spaventano” il masculo che invece si trova seriamente nella fase “io e te”.
Di che parl? Di quella fase dove si ha voglia di godersi l’altro. La gioia di fare le cose non in branco, non da sole e vedere se ci piace. Ma di farle con te. Di provare a farle in due. Le prime vacanze, dormire con qualcuno, svegliarsi vedendo che li c’è ancora qualcuno. E dire al mondo ci sono io e te.
Questa è la fase dove se si è bravi, se il “te” è giusto può diventare noi. Ma è anche la fase dove uno soffre. Dove viene lasciato, lascia. O si arriva alla noia totale. E poi si ricomincia ancora con l’io e te.
Penso che no ci sia un tempo giusto per finire questa fase. C’è chi la finisce a 30 anni perché trova il completamento e arriva al noi. C’è chi magari serenamente a 40 anni è ancora “io e te” e c’è chi lo sarà per sempre quel “te” e gli piace così.
Qualsiasi sia il momento, se arriva. Scatta la fase “noi”.
Quella per certi versi più complessa ed impegnativa, e che a volte (aimeh soprattutto le donne) tendono a vivere esageratamente. Si cerca di creare il noi perfetto. La casa perfetta, gli amici giusti, il lavoro perfetto che si incastra con la casa perfetta e gli amici giusti. E allora si va in palestra, si fanno le vacanze a 4 (cosa che io non mai sopportato per altro!) e si sente questo bisogno di condivide questo noi con altri noi e allora scattano gli aperitivi con coppie sposate e conviventi.
E scattano i discorsi “si ci sposiamo a giugno. O si le tende del bagno. Ma si certo …” e bla bla bla.
Se vissuta nell’estrema ricerca del noi perfetto, penso che non durerà.
Magari starete pure insieme tutta la vita, ma sarete aridi dentro non sarete un noi che sfocia nella fase più bella, quella per cui vale la pena di viverle queste fasi, tutte dal io, al io e te , al noi.
La fase del noi dovrebbe essere l’unione più dolce e forse del io e te al raggiungimento di un qualcosa di collegiale, ma che prende decisioni univoche.
Il noi dovrebbe racchiudere l’essenza di quello che siete, senza privazioni, senza limitazioni, solo con la voglia di stare con la vostra personalissima persona speciale. No. Non mi piace usare l’espressione “l’altra metà”.
Ognuno di noi è un individuo speciale e unico, ed è uno. Non metà. Il noi non significa 2 metà che si uniscono. Il noi significa amalgamare due ingredienti forti e indipendenti, in qualcosa di unico.
Come se io fossi olio e tu aceto. Insieme ci mischiamo, ci leghiamo, per un composto nuovo, come una lega.
L’olio resterà sempre olio. E l’aceto è aceto. A volte l’isalata sarà più oliosa, a volte più acetosa. Ma loro, olio e aceto, saranno sempre li a mescolarsi e ad amarsi, l’uno con l’altro, l’uno per l’altro.
E quel gusto nuovo, quella familiarità sarà il vostro/il nostro “noi”.
Se riuscirete (e chissà magari riuscirò) ad arrivare a quel noi, siete verso la fine di un percorso, per prendere la via . Quella più importante, quella che vi porterà fino alla fine dei vostri giorni.
Desiderare di aver un figlio, non è come avere una famiglia.
Partorire non è avere una famiglia.
La famiglia è frutto di quel noi quotidiano e solido, dove l’olio sa di essere olio e l’aceto rispetta l’olio sapendo che lui resterà sempre aceto.
Insieme,nel desiderio, nell’amore di quel nuovo gusto, nascerà la loro famiglia.
La famiglia in primis dell’olio e dell’aceto che amandosi daranno vita a qualcosa di nuovo. E non sarà il desiderio della novità, e non sarà il completamento razionale (e anche qui le donne quante cazzate fanno per la loro voglia di :casa, marito abito bianco e poi ovviamente partoriamo! Come se fosse la cosa più giusta del mondo).
E non sarà, come aimeh spesso accade, un modo per accantonare il fatto che quel noi non era autentico.
Penso che naturalmente amando, naturalmente rispettendo, naturalmente assaporando la vostra quotidianità, scoprirete che li nella ciotola dell’insalata, tra le trecce di olio e aceto, ci sarà qualcosa di piccolo, qualcosa di fragile, di unico.
Il vostro nuovo modo di vivere la vita.
Certo non lo posso sapere, ma immagino che ti cambi la prospettiva. Che non starai più a ragionare io, io e io. E certo non pensi a lui e lui e lui. E non pensi neanche a come fare per dare solidità e sbalità a noi.
No pensi per un organo ancor più collegiale, ancor più bramoso di attenzioni e amore. Alla tua personalissima Famiglia.
E sarà in ogni parola, in ogni gesto, in ogni respiro.
E anche il quotidiano, il gesto più stupido sarà per la tua Famiglia.
E questo nuovo modo di vivere la vita, ti porterà a percorrere strade che mai avresti immagino.
E vi prego non abbiate paura. Perché la vostra Famiglia può fare tutto se vi amate, vi rispettate.
State sereni, godetevi la vita. Condividetela con la vostra Famiglia.
Fate un piatto di pasta per la vostra famiglia, o prendete un aereo per NY con la vostra famiglia.
E non pensate mai che tutto quello che avete fatto ora non potrete più farlo perché dovete per forza essere protettivi, donne vi prego non trattate il vostro uomo come un cretino o un bambinone, e non trattate il vostro bambino come una vaso di cristallo.
Siate forti, siate oneste. Lasciatevi amare dal vostro uomo, scoprirete che l’uomo ama più intensamente, con più follia di voi. Non vi spaventate, dopo che avrete dato per tanti anni, prendetevi il coraggio di ricevere quello che vi stanno dando.
Perché la vostra famiglia possa essere autentica. E andate in ogni luogo, assaporatevi la gioia di divertirvi e di sbagliare e di fare cazzate. Perché nessuno di noi va a scuola di mamma e papà. Ma ognuno di noi se sarà in grado di essere se stessi e se naturalmente se stessi amerete il vostro uomo, beh potrete fare tutto. E la vostra famiglia, il vostro bimbo ne gioverà.
E poi arriverete un giorno che vi sentire inutili perché sarete anziani e figli grandi. Cazzate.
Se avrete amato, se vi sarete divertiti, se sarete folli nel godervi la vita. I vostri figli vi ameranno e saranno folli nell’amarvi. Riceverete da loro, vi divertirete con loro e piano piano vi farete accudire da loro. Ma non azzardatevi mai a tappargli le ali, a essere dipendenti da loro. Dovrete essere sempre autonomi per poterli amare come si deve.
E chissà magari un giorno la vostra personalissima Famiglia si albergherà ancora, perché anche i vostri figlia avranno capito che la cosa più bella non è la pianificazione scientifica della vita, ma è godere dell’amore naturale che tanti anni addietro a tramutato quel noi in famiglia.
Questo è quello che chiedo dalla vita, il resto è contorno.





