lucchetti e vetrini

Come mi sento?
Questa è una domanda a cui da ieri sera mi riesce difficile rispondere.
So che il mio cuore si è fermato, so che è stato messo in un cubetto di ghiaccio con annessi spilli.
So che sento le gote bruciare.
So che vorrei partire andare e correre. Correre finché le gambe mi reggono, finché i polmoni mi scoppiano. E poi di colpo gettarmi a terra ansimante e restare così…per quanto tempo? Ma magari per sempre.
Non ho paura. Non sto cambiando idea. Ma mi sento vuota, mi sento immobile, mi sento per certi versi …non lo so come mi sento.
Forse come una bambina in un grandissimo negozio di peluches che deve sceglierne uno e non sa da che parte iniziare, a guardare, toccare, giocare.. figuriamoci a sceglierlo.
Ci sono persone che sono li intorno a me in una teca di vetro, in attesa. Altre in armadi di legno antico con un lucchetto di quelli pesanti.
Distruggere le teche e facile, aprire gli armadi più difficile. Ma dipende da me.
E poi vi è quella porticina di legno verde da aprire. E socchiusa si intravede il sole, e so che la devo spalancare so che devo attraversare l’uscio. Quello che non so è se ci sarà qualcuno dall’altra parte.
Magari una volta solcata mi ritroverò in pieno deserto, con il sole che mi brucia la pella, e non riuscirò più a guardarmi indietro. Ci sarà troppa luce, troppo caldo, e vagherò così senza meta ma dritta per la mia via senza arrivare in nessun dove.
Ma se al di la di quella porte invece trovassi una strada asfaltata circondata da pini,abeti,cedri, mandarini, margherite, viole. E andando avanti per quella strada, sentissi l’aria fresca, sentissi la poggia e magari andando avanti scoverei un manto di neve, case, persone, luoghi e situazioni.
E camminando su quella strada ad un certo punto qualcuno decidesse di smettere di sfrecciare e di fermarsi, di guardarmi e non di prendermi per mano, ma semplicemente di affiancarmi su questa strada…beh non so dove potrà condurre, ma di certo un dove ci sarebbe.
Prendere il cancellino, sporcassi le mani di gesto, e piano, piano cancellare tutto. Comprare un gessetto azzurro e cominciare a disegnare, andando sulle punte dei piedi, danzando al ritmo delle linee tracciate.
Ormai sto iniziando, non posso fermarmi, non posso voltarmi, non posso …
Paura? No per niente.
Solo questo senso di spillo nel ghiaccio.
Prendilo tra le mani il mio cuore, soffiaci sopra, sciogli il ghiaccio, piano leva gli spilli. Bacialo, curalo, rimettilo al suo posto. Abbracciamo e senti che forse battiamo insieme.





