A voi la scoperta

A voi la scoperta

Le persone non si toccano, non si sfiorano, non si abbracciano.
Oggi in tram ho visto una scena dolcissima: una bambina con i suoi occhioni orientali che per tutto il tragitto cercava disperatamente di aggrapparsi al braccio del suo papà, troppo intento a parlare al telefono per accorgersi della bimba.
Ci si scambiano i soliti 2, 3 baci falsi e ipocriti nel salutarci, una di quelle cose che io detesto.
Quando sono al di fuori dell’ambiente familiare o lavorativo, mi scosto evito di salutare così le persone, anche perché se non ci conosciamo o se non abbiamo un vero rapporto a che serve?
Poi se invece durante una giornata dura di lavoro ti permetti di dare una pacca al tuo vicino di scrivania o di regalare un cioccolatino ad un collega allora vieni respinta con tanta violenza che ti chiedi che c’è di male.
Ieri ho preso sottobraccio, un esercizio che faccio sempre quando devo paralare con qualcuno, le persone con cui avevo davvero piacere di sapere come andava. E poche persone devo dire si sono fatte toccare.
L’altro giorno spontaneamente mi è venuto da dare una piccola pacca sulla spalla al mio capo, mi ha guardato manco gli avessi sporcato la camicia! E non parliamo degli occhi straniti della mia collega quando con tutta onestà le ho detto: “oggi sei proprio figa”. E se l’ho detto vi assicuro che lo penso.
Vi preoccupate tanto di apparire, di essere perfette e poi vi scandalizzate se qualcuno vi sfiora! Il mondo è veramente talmente pieno di viole che basta una soffio di vento per intravedere la merda.
Oggi ad esempio mi spiace davvero non aver comprato una mimosa per la persona con cui mi ritrovo ogni lunedì a dividere la scrivania, perché lei si che l’avrebbe apprezzato.
Forse è vero che solo le persone che portano con se grandi fardelli hanno la sensibilità di capire certe cose.
Durante i raduni mi piace sempre fare il gioco: “bacia il tuo vicino”. All’inizio la gente mi guarda male, poi pian piano si lascia andare. E vedi ragazzi che si danno pacca, ragazze che si abbracciano, fidanzati che non si vergognano di baciarsi in pubblico. È bello.
Date con l’anima e usate il vostro corpo per questo vi assicuro che scoprirete un sacco di cose.
Se vi soffermate ad abbracciare qualcuno per più di un minuto sentirete il suo io pervadervi dentro come un liquido caldo e capirete davvero se quella persona è serena.
Provate.
Qualcuno l’ha definita “la terapia del contatto”.

Cibandosi di sangue

Cibandosi di sangue

Che palle! Si che la morte è una cosa inevitabile, fa parte della vita ed uno deve cercare di preservare quello che ha.
Ma cazzo!
Un anno e mezzo!!
Per tutte le mie attività extrascolastiche conosco tante persone, con alcune si riesce anche a istaurare un rapporto umano, niente di intimo, ma niente che valga seriamente la pena sporcare.
È da un anno e mezzo che io ho deciso di cogliere di più e ascoltare… Cazzo
Prima la mamma di dada, poi suo padre.
Poi il progetto ambizioso lavorativo che li sta tenendo appesi per un filo di rasoio da troppo tempo e sono le persone più umili e lavoratrici che conosca!
Cazzo!
Poi Mr. Dragon e suo padre in coma e gli sciacalli che volteggiano nell’aria nella speranza di chi sa cosa.
Il padre di max, ma almeno in questo caso penso che poi la morte abbia portato all’ incontro più ambito: l’amore.
Ora Lorenzo… Proprio ieri sera si era preoccupato perchè mi ha letto nervosa e poi? Poi cazzo ieri sera portano d’urgenza suo padre e ora è finita.
E notizia fresca di giornata: in una settima c’è lei che ha perso un figlio ed il padre gli è venuto un ictus.
Sono tornata a scrivere in quest’anno e mezzo e scopro per vie traverse che mia zia è morta e che al suo funerale non c’era nessuno e che cazzo non posso correre a montà da mio zio, perché!
Perché gli adulti amano crearsi dei tabù e non si possono buttare giù!!!
Scrivo e leggo e riscopro Morfeo e scopro la sua malattia.
Ed io chi sono? Nessuno.
Ho talmente giocato con essa che non mi fa paura?
Stronzate!
Però mi fa veramente più male vedere persone che arrancano, che si impegnano, che provano con tutte le loro forze a sorridere a gioire a stare a galla ed in tutto questo non smettono mai di dare. Fa male vederle schiacciate come delle bestie al macero, vederle contorcerai in un dolore inaspettato, non cercato.
E tu, io che cazzo posso fare?
Niente!
Ed è il motivo per cui io ai funerali non ci vado, il motivo per cui odio fare i telegrammi, a che serveeeee?
Cosa?
Poi ripenso a Dada che dopo il funerale ci invita da lui, ci offre da bere. Gli occhi distrutti e in un sorriso dice: “noi siamo qui e stiamo con le persone che vogliamo bene, si va avanti”.
Già , ma ogni volta non posso che sentirmi una merda.
Cazzo.
Io sono fortunata . Si l’ho detto e ultimamente sto assimilando il termine, questo significa che fra un pò sarò abbastanza fragile per potrermi abbattere come hai fatto con gli altri.
Ecco io godo del dolore e mi cibo di sangue così tu vita non mi renderai inerme non mi farai a piccoli pezzi, potrai solo prendermi e farmi morire, in un soffio.
Fa più paura essere felici, perchè poi ti dimentichi il gusto salato del tuo sangue.

Posted by Tabata(Iphone)

La Gatta

La Gatta

Non ho dormito questa notte e con me Tequila.
Due cretini che passeggiano in una stanza al buio e lui almeno è un cane.
Male allo stomaco, forse dovuto all’assenza di cibo per quasi una giornata interna, si qual cosina ho mangiato non molto, non è da me e lo so.
La casa è sotto sopra, Tequila è riuscito a infilarsi dietro all’armadio e tirare fuori i miei stivale e spargere cartone ovunque. Il letto è da rifare, ho un miliardo di cose da stirare, la spesa da sistemare, la lavatrice da fare andare.
Sono ancora vestita da spesa, ho gli occhi stanchi, lo stomaco che mi fa male.
Non riesco a fare nulla. Vorrei solo chiudere gli occhi e dormire.
Dormire dormo ma non mi riposo, il mio cervello rincorre parole, frasi, occhi, sensazioni.

Ultimamente penso alla gatta. La gatta del 6° piano come ormai l’ho definita, forse dovrei dargli un nome. No, non è un micio. È proprio una gatta appesantita con quintale di pelo che passa e scappa.
Vado sulle scale antincendio mi siedo sui gradini e la aspetto, puntuale lei arriva mi guarda, si struscia, faccio per prenderla e scappa.
Mi manca la gatta?! Ok sto fuori di testa.
Questa mattina facendo l’amore con il sole al parcheggio dell’esselunga ho fatto una semplice costatazione: “ho perso il lume della ragione”. Questa mattina ho fatto il caffè e ci ho messo un bel 7 minuti a capire che il barattolo che avevo in mano era sale e non zucchero, il mio cervello, quel poco che è restato, mi costringeva a non immergere il cucchiaio nel barattolo e io dicevo alla mia mano “ma che c’è è bianco”. Poi mi sono ricordata che 6 mesi fa ho rotto il barattolo dello zucchero e l’ho messo da un’altra parte.
Questi sono i primi sintomi di pazzia ed il fatto che voglio la gatta rende il mio Bassotto nervoso?

La Gatta è figa sapete prende e scappa, non guarda chi non gli va di guardare, si acciambella al sole e lecca l’aria. In un balzo ti è addosso e si struscia a più non posso.
La Gatta fa le scale e scappa.
La Gatta ora sta a zonzo incurante della gente, cammina sicura nelle vie della città, non sa bene dove va, eppure se ne va.
La Gatta magari arrivera in un luogo, non è una destinazione, ma li si fermerà e lei, la Gatta, ti guarderà e strusciando cercherà il calore.
Ma poi la Gatta prende e se ne va.

Si ho perso il lume.

Ma a me manca la Gatta.

immensamente al di la

immensamente al di la

Chiudo gli occhi ed ascolto il silenzio, ascolto il battito, il respiro. Caldo sul suo mio volto, il sereno mi brucia il viso.
Li in fondo vedo una baracchetta di legno, non so come la vedo perché ci sono dentro, apro la porta. Cigola piano, inspiro l’odore del vento e del muschio. Mi siedo sui gradini, provo a guardare cosa ho davanti, il nulla.
Chiudo gli occhi e mi massaggio il collo. Sempre al buio di me stessa mi tolgo le scarpe, mi alzo e scendo l’ultimo gradino.
Pigne bagnate sui piedi, acqua gelata che scorre piano tra gli aghi. Apro gli occhi e vedo le nubi volar via, tolgo la maglietta e il vento mi colpisce con tutta la sua forza.
È solo voglia di correre, correre.
Correre verso quel nulla, verso quel sereno che mi ha colpito il volto.
Poi mi fermo.
Giro su me stessa, alzo le braccia al cielo, sorrido. E con loro anche quello strato trasparente si stacca vola via, non lo guardo neanche, era troppo tempo…nuda, senza pelle, senza cicatrici, senza paura, corro, corro a più non posso. E ora non vi sono pietre, non vi sono punte, niente forbici, niente rosso, un infinito verde e blu in cui mi perdo.
Ti tac, va veloce il tempo, scorre lentamente l’armonia dell’immenso.
Eccoti finalmente ti rivedo. Creatura meravigliosa nonostante le tue cicatrici, nonostante quegli occhi neri e tristi.
Mi avvicino a te piccola, sfioro le tue labbra, quanto tempo. Baciami piccola, baciami con il tuo sapore, porgimi quella coltre di delirio interiore, fammi volare oltre.
Alzami e rilasciami senza fiato, con il cuore che batte, che vuole uscire da questa gabbia. Le tue gambe piccola non le ricordavo così magre e bianche, ma sono stupende, fammi bere, fammi avere.
3 anni.
Baciami ancora piccola creatura, baciami, lasciami il tuo sapore, non mi interessa se fa male, ora non posso sentire, ora non vi è ossigeno, ora ci siamo solo io e te.
Assaporando il tuo sapore con le dite mi accarezzo il mio calore.

Alice in Wonderland

Alice in Wonderland

E’ uscito !
E io domani sera o sabato devo andarlo a vedere.
Nel guardare i vari trailer, mi si riaffiorano ricordi di infanzia. Il cartone di alice nelle meraviglie era bello e dannato, vi sono certi passaggi che mi hanno messo una certa ansia.
La parte quando lei si fa piccola e poi grande grande che piange a tal punto da innondare con le sue lacrime la stanza, e si ai tempi non credevo che la Disney facesse finire tutto a tarallucci e vino.
Per non parlare dei due ciccioni gemelli quelli veramente non li ho mai sopportati e mi hanno sempre dato un senso di claustrofobia!
Ora Jhonny Depp e Tim Burton, ancora insieme, non vedo l’ora.
Solo due cose mi non mi piacciono che è comuque una produzione Disney e quindi non sarà poi così dark e pur essendoci un sacco di riferimenti alla versione del 1951 essendo un ritorno di Alice dopo 13 anni ci sono protagonisti nuovi e nuovi pesi.
Si lo so che è come non dare fiducia a quel figo di genio di Tim Burton ma Alice è Alice. Mi sta venendo lo schizzo di leggere il libro, anche se è la classica storia che rende solo in lingua originale.
La cosa che mi fa un pò ridere è che da bambina e anche quando sono stata più grande ho sempre festeggiato “un buon non compleanno” perchè ho sempre odiato il mio compleanno non avendo nessuno che mi faceva i regali e così sceglievo io un giorno in cui festeggiare il mio “non compleanno” come il Cappellaio Matto e pesate un pò ora chi lo interpreta costui? Lui il più grande: Jonny Depp.
Però mi spiace vederlo al cinema, avrei preferito essere in salotto a Montà d’Alba con Sire sulle gambe lo sgranocchiare di cipollotto di mio zio in sotto fondo e quelle fantastiche cuffione anni 90 di cui era tanto fiero.
In fondo la devo a lui la mia cultura Disney e Anime. Già.
Non ho mai scritto di lui, non ho mai scritto di come è andata…ma non ci facciamo piccini anche stasera.
E sapete la cosa ancora più assurda! Mr. Palletta non ha mai visto Alice nel paese delle meraviglie, ma si può?!
Quando vado a vederlo mi faccio i fiocchetti mi compro un lecca lecca e me ne vado come una bimba a vederlo.
Non vedo l’ora!
Per chi è interessato:
Trama e recensione
Il sito: http://www.disney.it/Film/alice/

Ago di ghiaccio in gola

Ago di ghiaccio in gola


E’ brutto avere gente in torno demotivata, arrabbiata, desolata, triste, che va avanti perché deve ma che non vede un domani. E con quel poco che sono ho cercato di rincuorarle, ma vi è sempre quelle parole scritte e pubblicate che hanno letto tutti e sui cui tutti si interrogano. E così ho deciso di parlare con il mio capo e di riferirgli quanto mi hanno detto.
Ghiaccio, quasi stronzo, non con me intendiamoci, con la situazione.
Forse ha ragione lui nella vita ci sono altri problemi più importanti e quando ti capita devi pensare a come cavartela.
Ma a me sinceramente dispiacerebbe. Stupidamente penso che una sedia ce l’avrò sempre magari mentre ci starò seduta non farò qualcosa che mi piace fare, ma non penso di perderla. Dico stupidamente perché il nero che sta affliggendo tutto il palazzo è pesante, molto pesante.
Però in questo momento solo a pensare di restar senza, mi manda in paranoia. E ci sono rimasta davvero male vedere con che freddezza analitica il mio capo ne parlasse e non gliene fregasse niente. “io, io e io”. Porca puttana, ok sei bravo nessuno te lo toglie questo, ma..vabeh non posso giudicare, magari è solo merito suo.
E questo mi porta a una considerazione che già feci in passato. Mi ha insegnato tanto e penso che mi possa insegnare ancora, mi aiuta e sempre presente, ma di me non gliene frega un cacchio. Che per carità ci sta tutto. Eppure ci sono rimasta veramente male nel vedere il ghiaccio.
A me spiacerebbe.
E non so perché continuo a pensarci, nessuno mi ha detto niente, non vedo le ragioni per una cosa del genere, o son tutti cretini o non ci sono proprio.
Ma so di non essere nulla e non parlo di me come persona,all’interno del “sistema” non sono nulla senza di lui, niente, aria.
Questo al fatto che è l’unica persona che mi vede sul campo e fuori dal campo per non dire fuori da me stessa, capite bene che se mai …beh allora non so proprio.
Si. Mi sto fasciando la testa, piango sul latte ancora non versato.
Ma prima che sapesse, ha fatto talmente tante battute su sto fatto, che ora che lui sa e che io gli ho chiesto se davvero teme per la sua testa, beh tutte quelle battute a cui prima non davo peso stanno tornando indietro come bumerang.
Ho detto che riemergevo dall’acqua e l’ho fatto e lo sto facendo, questo groppo in gola e di tutt’altro genere.
E forse ora sono più spiazzata per l’insensibilità del mio capo che per la paura di..
Forse, forse fa bene lui. Un passo alla volta, comportandosi bene.
E Marco mi disse: “Mai attaccarsi ad una persona al lavoro, mai far notare da che parte politica stai o sei fottuta”. E forse con 25 anni di esperienza in un branco di cani rabbiosi qual è uno stabilimento come il suo, un po’ di ragione ce l’ha.
Ma io qui senza di lui non ci sto. Ok si ci sono pure rimasta male che alla fine …si lo so! Sapevo del caso e delle ipotesi, per carità anche perché non poteva essere altrimenti, ma sapere che in quel momento, e dai! Come faceva? E in fondo uno guarda a se stesso.
Gli dissi: “sei la persona che mi può far fuori in qualsiasi momento”. In quel momento era vera, ora è ancora più vera e pesante.
Che poi che cazzo sto a pensare! Magari non cambia nulla, ma ho sto tarletto nel cervello e non solo per il fumo che avvolge il palazzo per la sua alzata di spalle, per il su menefreghismo, ma forse falso, forse dovuto al disinnamoramento da lavoro. E forse è li la differenza. Il mio capo ama il suo lavoro, che lo faccia qui o da un’altra parte non gliene frega niente. Lui boh non lo so.
Io? Certo mi piace e mi piace imparare, ma mi piace stare serena, e qui cazzo ho trovato tutto.
Io detesto i cambiamenti indipendentemente dai vantaggi o svantaggi.
Quindi ti prego fa che rimaniamo come stiamo, diciamo per i prossimi 25 anni? Poi il palazzo può cambiare, possono arrivare fumi di traverso, possiamo anche cambiare nome, luogo e oggetto. Ma (egoisticamente. Spudoratamente egoisticamente) io nel mio piccolo voglio continuare a frantumare i coglioni. Si parlo di te.

Assaporando. Lentamente

Assaporando. Lentamente

Riflettevo. Cosa grave.

Stavo pensando che il sesso e l’eccitazione sono due cose separate a volte lontane anni luce.

Il sesso in senso come atto sessuale prevede sicuramente un eccitamento ma anche autoprodotto, vedi gli attori porno, o vabeh in caso di un rapporto non consenziente.

L’eccitazione invece è una cosa talmente intima e profonda su cui secondo me sarebbe il caso si di spenderci intere giornate della nostra vita.

Se a voi non capita di eccitarvi almeno una volta al giorno è una cosa triste, ma prima di arrivare a questo  proverò a spiegarmi.

Posso camminare per la strada e sentire un profumo che mi colpisce, una brezza che mi accarezza la schiena e trovarmi a puntare il nulla e in quell’attimo trovare eccitante la cosa. Posso stare seduta ad ascoltarti e focalizzarmi sul calore che mi sta pervadendo e anche in quel caso mi ritrovo eccitata.

Posso saltare su un tram e accarezzare la tua schiena, ritrovarmi con i tuoi occhi che mi fissano, voler toccare le tue labbra e fermarmi e dovermi dire nuovamente che sono eccitata.

Posso starmene tranquillamente qui ora al pc con le dita che scorrono sulla tastiera e non vedere cosa sto scrivendo e pensare quanto ossigeno sta entrando e uscendo dai miei polmoni, come il mio petto si gonfia di vita e sentire qualcosa, qualcosa di profondamente intimo attraversarmi e invadermi con il suo calore e ritrovarmi anche in questo caso eccitata.

E poi posso essere completamente invasa dalla gioia di correre nel parco, agitata perché non vedo una persona da tanto tempo, nervosa perché devo entrare in quella stanza e dover raccontare cose di cui non so. Beh anche queste sono forme di eccitamento.

Eccitarsi è una sensazione intima, ma che a mio avviso si prova costantemente durante la giornata, ti accompagna nell’assaporare il gusto di caffé rimasto sulle tue labbra, mentre corri verso un abbraccio amico.

Non riesco a trovare le parole per dirvi quanto è bello sentirsi vivi eccitati dalla stessa vostra esistenza, dalla voglia di assaporarvi e di sfiorare, ispirare profumi, chiudere gli occhi e lasciarsi andare.

Forse stupidamente pensiamo che per le donne sia più semplice in quanto le sensazioni sono accentuate da un fiume che ci scorre dentro, mentre per i maschietti è più difficile non potendo lasciarsi andare.

Beh mi parrebbe brutto credere una cosa del genere, penso che quel brivido in aspettato, quella sensazione di assaporare, respirare, toccare beh esista a prescindere. E badate bene tutto ciò non verso un essere di sesso opposto, ma vi sono odori, profumi, consistenze che ci pervadono in ogni momento a cui non facciamo caso eppure, eppure si ecco.

Ci siamo. Siete eccitati

A sentire “gli esperti” in realtà l’eccitazione femminile è molto più naturale per i movimenti che l’utero compie a seconda anche degli umori della donna condizionati dagli ormoni, mentre quella dell’uomo è indotta da qualcosa che sia una stimolazione corporea o mentale.

Non ci voglio credere, veramente non ci credo.

Per me, per carità saranno pure rari, ma ci sono uomini talmente sensibili da sapersi godere quanto li circonda senza per forza doversi trovare un bel culo ancheggiate davanti. E sono altresì sicura che ci sono donne troppo intente a preoccuparsi di divenire quel culo ancheggiante da non gustarsi il sano piacere che le può pervadere.

Se anche fosse come la scienza ci spiega baaaaaaaaaaaaaa non ci voglio credere!

Morale:

Per farla breve sono due giorni che cammino per strada e sento quel brivido e si chiama privamevera, e la rinascita è una delle cose più eccitanti che il mondo ci offre.

Finito.

Finito.

Non so perchè sento questo bisogno di scrivere.
Non voglio tornare agli albori. Forse ho solo voglia di raccontare la mia verità . A che pro.
Da stronza potrei pure dirti che è solo per vedere quale fottuttissimo bastardo sei o forse è per renderti ” schiavo” . O forse mi auguro che x una volta posso sviscerare l’ argomento fino allo sfinimento.
Ma le luci del cielo sanno ascoltare, non si può dire altrettanto della faccia tonda!
Devo stare attenta perché sono la signora dell’autoinduzione che poi si conclude con l’autodistruzione.
Quindi impegni per domani?

Lavorare.

Andare a pranzo con Daniela.

Stirare o forse riempire il frigo.

Organizzare i dettagli per lo speeday…

E giá faccia da vite hai finito di rompere i coglioni perché così non si può andare avanti.
Poi se proprio ti interessa… Beh chiedi

Posted by Tabata ( Iphone) ore19:24