Moto a luogo

Voglio partire.
Ora. Adesso.
Via.
Voglio prendere un qualsiasi mezzo: auto, ciclo, motociclo, treno, tram, nave, areo.
Andare via .
Non mi interessa se mia madre non è d’accordo, se ha il terrore di chiedere, non mi interessa se viene buio, non mi interessa di come sono.
Oggi ho bevuto birra a pranzo, mai fatto al lavoro, ma sempre voluto farlo. Fatto e fanculo.
Lavoro a piedi nudi e non me ne frega un cazzo.
Chiamo io e ti dico “ti va” e non me ne frega un cazzo se non si può.
Odio Tequila che abbaia, non lo sopporto più sono stronza si va bene.
Odio che nessuno si attiva e non mi muoverò per prima vi do tempo fino a Garda, poi ciao tanti saluti perché non mi interssa.
Cosa voglio?
Che voglio? Andare via.
Ora vorrei partire, vorrei sentire l’aria, vorrei sentire il clima di vacanza che alleggia in questo cazzo di palazzo, voglio sentirmi dire che sto andando bene, che sono stata brava, che in fondo riesco a fare tante cose. Voglio andare avanti e crescere, imparare, sobbarcare.
Si. non mi va di fare la statalista, già chi l’avrebbe mai detto.
E voglio fare quello che mi va. Voglio che mi rispondi al messaggio che andiamo a berci una cosa, perché se no non ci vediamo fino settimana l’altra. E non mi interesse se ti crei problemi o se sei stanco. A me va. Punto. Perché ho voglia di vederti, ho voglia di ridere, ho voglio anche solo di bere una birra.
E non me ne frega niente.
E tanto poi alla fine che serve, serve cosa?
Lascia scorrere il tempo, segui il battito e vola via.
Voi tutti … un favore. Aria.
Da sola so respirare.





