Lezione numero zero.
Prendere lo zaino, indossare scarpe comode.
Iniziare a camminare finchè sulla strada non si incontra un Terranova e scoprire che si chiama Bubo.
Non fermarsi a pensare e procedere verso il sole, cercando di camminare a testa alta.
Fermarsi un attimo ed incontrare sulla tua stranda un bassethound che stranamente non è cicciotto ma ti guarda con certi occhioni dolci.
E così si forma uno strano cerchi: un Terranova, un Bassotto e un bassethound. E che puoi fare se non prendere in mano la penna e cominciare a scrivere e fare un elenco di cose che vorresti fare e che vorrebbero fare. 
Ecco i risultati:
1) Comprare una Lavatrice
2) Sistemare la doccia
3) Sistemare la porta del bagno
4) Camminare a piedi nudi per il Gran Canyon
5) Andare all’isola d’Elba
6) Andare a vedere i Fiordi
7) i miei puntini
7.2) i suoi puntini
9) altri puntini. Perchè è meglio scegliere che assecondare silenziosamente
Lezione numero 1: prendere la vita con filosofia
Ti alzi la mattina, fuori c’è il sole. Hai le gambe stanche.
Il Bassotto non si muove talmente ha corso. Il Terranova si ritrova con parecchi nodi sul pelo, in fondo anche lui ha diritto a una sana lavata.
Il basset hound forse forse annusa l’aria.
Ti incammini verso il tram e ti accorgi che non vi è corrente. Ed in vece che incazzarti, ed invece che pensare che arrivi in ritardo.
Cominci a camminare… e annusi l’aria e ti fai scaldare dal sole e non pensi a niente, ti godi solo il fatto che dopotutto hai due gambe e puoi camminare.
Arrivi alla metropolita metti le cuffiette ascolti la musica. Chissà perché pensi proprio a Las Vegas e al fatto che li ci saranno pure delle donne quantomeno bisex. E ti addormenti.
E ti accorgi di aver bucato Missori.
E non ti arrabbi a che serve?
Piano torni indietro, arrivi in piazza Missori e la tua voglia di cappuccino è più forte di qualsiasi obbligo morale, etico e professionale.
E ti fermi e ti assapori il tuo caffè.
Ora si che si può dire: Buongiorno.
La vita è davvero piena di imprevisti e momenti, se ci soffermiamo invece a chiuderci per forza in stereotipi e obblighi allora non ci accorgiamo più di nulla.
Con calma. Un passo alla volta. Un problema alla volta. Finchè poi tutto non si incastra e comincia a girare.