Ritmicamente Volendo

Ritmicamente Volendo

E’ un po’ che mi balena nel cervello di riprendere in mano la mia Biografia e cercare di portarla a termine.
Si lo so che state pensando: questa è pazza.
Ho passato metà della mia vita nella convinzione che non sarei andata oltre ai 30. Forse ora non ci credo molto, però vorrei scrivere nero su bianco i miei anni bui. Partire dal 1996 e non so arrivare ad aprile 2008 quando ho messo piede nei miei 50 mq. Con questo non sto dicendo che tutto si sostanzia nel mio conflitto con i miei, perché sarebbe veramente semplice.
Comunque! Avendo fatto un trasloco, perso 2 pc, rimesso in piedi uno per ben 3 volte, il problema era capire dove diavolo l’avessi salvato.
E così mi sono anche accorta che un’altra cosa incompleta era la mia gestione delle fotografie.
Così in due sere ho ripescato le foto dall’Università a Zanziabar 2009. Selezionate per anno, caricate alcune su Flickr. Ora però devo stamparle, comprare degli album decenti. E soprattutto essere più sistematica nella gestione.
Nel frattempo ho anche ritrovato la mia cartella: libri.
I miei libri, o quello che pensavo potessero diventarlo. Solo uno forse lo è : Ania. Perché scritto in un momento di completa sconnessione della realtà e terminato in poco tempo.
Quello che mi spiace non aver mai fino è “Come un Bimbo” era molto introspettivo come libro, ho perso i floppy (già parlo proprio di Floppy disk i famosi “dischetti! 22 dischetti per istallare il primo Office ^_^), poi in qualche modo sono riuscita a recuperarli, ma la parte più importante del libro è su pagine sbiadite nascoste in qualche angolo della casa, se non addirittura della cantina.
Chissà se mai riuscirò a metterci mano.
E altro progetto andato in malora:
In giro per la città. Storie di bloggers, persone che dietro a un nick mi hanno raccontato la loro vita. Sapevo chi erano, ma ho dovuto anche celare il nick in un altro pseudonimo in quanto esso avrebbe rilevato il loro blog e quindi la loro esistenza.
Ne ho un bel po’ di materiale, ma non ne viene fuori un libro. Però sarebbe un bel progetto da rimettere in piedi, ma dubito oggi di trovare qualcuno disposto a prendere un foglio di word e digitare sulla tastiera la propria storia per consegnarla a qualcuno che non si conosce veramente ….

In altre parole la cartella libri è un insieme incompiuto di progetti

L’Altra Beatrice scritto alle superiori
Storie di Vita sunto di quello che accadeva in classe
Ania
In giro per la Città
La figlia della Luna, finito per la disperazione ma non è niente di che
La Storia di Tobia (solo io potevo immaginare la storia tra un porcellino e un dragheto!)
Ed infine: Pepe di un Emisfero che racchiude i mie due blog in cui per alcuni anni non ho fatto altro che riempire di parole digitate con rabbia per evitare di tagliarsi ….

Per farla breve ho trovato queste:
si vive di ricordi, signori, e di giochi, di abbracci sinceri, di baci e di fuochi, di tutti i momenti, tristi e divertenti, e non di momenti tristemente divertenti.

Staremo a vedere se riuscirò a fare qualcosa.

Buona Notte o mia Elise che stai tornando prepotentemente alla luce, hai ancora voglia di scrivere? Un po’ mi sei mancata, basta che questa volta non cerchiamo di uccederci!

Lonza saporita al curry

Lonza saporita al curry


Ingredienti e dosi per 4 persone
600 g di lonza di maiale
400 g di patatine novelle già lessate
300 g di cipolline sbucciate e lavate
100 g di sedano (due gambi)
30 cl di birra chiara
3 cl di olio d’oliva
1 cucchiaino di curry in polvere
Sale
Pepe

Procedimento
Scaldare bene l’olio in una casseruola grande (con coperchio).
Unire la lonza e rosolarla a fuoco medio, da tutti i lati, per circa 10 minuti.
Salare e pepare.
Versare un bicchiere di birra e cuocere con il coperchio per circa 10 minuti.
Togliere i filamenti esterni al sedano, lavatelo e tagliatelo a fettine non troppo sottili.
Sciogliere il curry in due cucchiai di birra e unirlo alla carne.
Unite nella casseruola anche le verdure, la birra rimasta e cuocete con il coperchio altri 25-30 minuti.

Smettila

Smettila

Sarà la primavera, sarà che ho un caldo infernale e sto sudando come non so che cosa. Si lo so in centro Italia nevica, ma io sto in meno pausa oggi.

Mi trovo sempre a dovermi giustificare con le persone. In realtà non gli interessa, non si pongono tutte le domande che mi faccio io.
E così eccomi qua a darmi della cretina da sola, con le mani tremanti, per che cosa? Solo perché mi sento di dover giustificarmi, oltrepassare, dover per forza sottolineare la mia diversità.
A che scopo?
E poi arriva sempre qualcuno che ostinatamente cerca di mettermi in gabbia, di volermi classificare, limitare.
E io sudo, e non solo per la maglietta troppo pensante.
Non mi piace essere valutata, studiata, ho versioni contrastanti di me su determinati argomenti. Si mi faccio condizionare dalle persone, ma non da quello che dicono o per compiacere, ma solo da quello che io vedo in loro.
Se una persona la vedo forte, affascinante, particolare, diciamo per me interessante, allora mi scappa automaticamente il mio modo di essere sconnesso e fuori dal tempo, per boh farlo restare a bocca a parte e non riuscendoci allora cerco di trovare giustificazioni e cerco di condividerla. Ma giustamente, naturalmente a questa persona non gliene frega niente. Non è che si può sempre analizzare tutto quello che si dice e si fa. Vivi e lascia vivere.
Ok sto scrivendo, ma non so neanche io cosa sto dicendo. Se dovessi dire come sto. Non lo so.
Vorrei un gelato, vorrei uscire respirare, e darmi della cretina.

Non credo di essere brava, intelligente, credo solo che riesco a dare quello che la gente vuole. E non voglio essere classificata o paragonata ad una donna.

A senso? Forse no, ma in questi casi un bel: Chissene. O per dirlo alla romana: sti cazzi!

Sono qui. Visibile

Sono qui. Visibile

Mi spiace ma io certe cose non le concepisco, non ci riesco proprio a capirle.
Sapete io sono una persona che in solitaria prova a mettersi dall’altra parte e spesso intuisce anche le motivazioni per cui una persona è portata a fare gesti apparentemente scorretti, senza senso, egoistici.
Ma vi è una cosa che proprio non riesco a capire, e forse è dovuto al grado di fastidio che mi comporta: l’ipocrisia.
È possibile che una persona che ha più di 30 anni che dice e si comporta come colui che vuole mettere su famiglia, mettere la testa a posto e che prende decisioni in tal senso, non abbia ne il coraggio ne la volontà di alzare il telefono e chiedere un incontro? Non dico chiarificatore, perché posso cambiare opinioni su tante cose, ma se i fatti mi dicono che sei un perfetto cretino, falso moralista non posso mi spiace cambiare idea.
Però mi piacerebbe starmene seduta in un bar con una tazza di cappuccino a sentire che sono una persona immorale, che sono egocentrica, stronza. E che magari Mr. Palletta pur essendo la persona più generosa e poco lesionista che conosca, tu la giudichi talmente piena di arroganza e voglia di apparire, che ha aspettato ben 3 anni per ottenere il suo scopo. E che per i 3 anni precedenti, ma anche prima, in reltà tesseva una rete piena di pettegolezzi e lavorava contro di te solo per ottenere il tuo posto.
Mi spieghi, si sto parlando con te, perché non puoi farmi questa telefonata.
Sai io ti risponderei. Ti risponderei chiedendoti dov’eri nel 2005 e ti risponderei dicendo che non so se ti sei accorto che da quando te ne sei andato le cose vanno meglio, si è più sereni, siamo una squadra, ci si sostiene a vicenda. Ma la cosa più essenziale vi è fiducia, rispetto, amicizia. Nessuno pesta i piedi per prendersi le lodi e penso che pur sforzandoci non ci dimenticheremmo mai di dire grazie.
Qualcuno mi potrebbe chieder perché non fare io quella telefonata, fosse per me l’avrei già fatta, avrei evitato di fare l’ipocrita presentandomi in luoghi “dove è necessario andare”. Ma mi hanno obbligato, e anche io devo aimeh sottostare alla legge del rapporto.
Fosse per me forse non avrei alcun tipo di rapporto con le persone, dato che vivo nel dire le cose come stanno. Ma visto che ho deciso di impegnarmi e di rispettare la persona che ho al mio fianco ho deciso di stare al mio posto.
No. Non è la stessa cosa. Perché il trenetenne in questione non mancherebbe di certo rispetto alla persone che lui pensa essere la più importante, semplicemente magari capirebbe che se ha fatto una cavolata non è colpa nostra. E che forse era l’unica strada possibile ed è ora di tagliare questo cordone, è ora davvero di seguire quella strada chiamata famiglia che tanto sventola ad ogni angolo.
Solo che sai com’’è.
Le persone, si generalizzo, non amano mai alzarsi la mattina e decidere di non guardarsi mai più indietro, perché sai che succede?
Succede che compi 30 anni e hai solo 2,3 persone con cui festeggiare. Succede che compri il macchinone e non hai nessuno con cui congolarti.
E poi succede che arriva il giorno che ti sposi e ti ritrovi circondato da parenti di secondo grado di cui non te ne frega niente e non hai amici. Allora sai che decidi, che in fondo in fondo, non esistono veri rapporti. Sai il lavoro, il tran tram, si cresce. Però perché non fare una chiamata per un uscita ipocrita? Perché non tessere rapporti fondati sul nulla, almeno non sarò da solo.

Cazzate. Tutte cazzate.

La solitudine non la vivi se sei sereno con te stesso. La solitudine quella vera, quella che fa male, quella che prende gli estremi del tuo cuore e te li attorciglia così forte da farti piangere. Quella caro “amico” la provi in mezzo alle persone. Quando hai davati 10 persone che sorridono e ti senti un estraneo. Quando entri in ufficio e non riesci a dire niente di carino e spiritoso. Quando vorresti tanto mandare una cartolina ma ti accorgi che le persone che tutti i sabato incontri valgono meno di zero.

E se tu non riconosci la vera solitudine, potrai avere anche 2.000 invitati al tuo matrimonio, ma mai nessuno ti dirà: grazie.
Mai nessuno ti stringerà con amore. Sarà solo compassione, sarà solo dovere o velata educazione.

Quindi vieni da me a dirmi che sono la solita puttana senza principi, perché non mi scandalizzo a dare vero affetto a persone che voglio bene, perché non mi scandalizzo alla vista di un corpo nudo. Vieni da me a dirmi quanto sono stronza, e trentenne caro troverai le tue risposte.

Ti sto aspettando.

NY Aggiornamenti Personali

NY Aggiornamenti Personali

Aggiornamenti personali, ma che possono essere di aiuto a chi si deve recare a NY a breve.
Dal 12 gennaio 2009 il governo degli Stati Uniti richiedera’ a tutti i passeggeri in possesso di passaporti emessi da paesi aderenti al programma Visa Waiver Program (VWP), di ricevere un’autorizzazione elettronica (ESTA) che dovra’ essere richiesta on line prima della partenza per gli USA. Tale provvedimento sara’ necessario anche per passeggeri in transito verso un terzo paese.

I passeggeri in possesso di un visto USA valido non dovranno richiedere un ESTA.
I bambini, da zero anni in su, dovranno possedere una propria autorizzazione di viaggio (ESTA).
I viaggiatori dovranno richiedere autorizzazione online tramite il ESTA website.
Il Goverso degli Stati Uniti raccomanda di effettuare la richiesta con almeno 72 ore di anticipo dalla partenza.
Il Sistema informera’ i richiedenti se il viaggio negli Stati uniti e’ stato autorizzata, non autorizzata, o se il processo di autorizzazione e il lavorazione.
I viaggiatori dovranno sempre compilare il modulo verde di immigrazione I-94, che verra’ fornito loro al check in oppure direttamente a bordo dell’aereo il giorno della partenza, e che dovranno consegnare alla dogana al momento del loro arrivo negli USA.
Un’ESTA (Autorizzazione di Viaggio) e’ valida per dueanni a meno che non venga revocata, o il passaporto sia scaduto.

Per richiedere il visto eletronico è sufficiente seguire la procedura sul sito dell’ESTA

Tia di Mattia

Tia di Mattia

Tutti noi conoscono persone, fanno nodi, poi li sciolgono. Poi rimpiangono di averli sciolti.
Tra il fatto che non sono stata mai ferma in un posto e le colonie varie, e le esperienze nei villaggi e PwC e il Club direi che il mio bacino di utenze è molto grosso.
Pur avendo conosciuto persone diverse etnicamente diverse, socialmente diverse, esteticamente diverse, poche mi hanno colpito.
Si mi piace l’analisi, cucire addosso un vestito di mia creazione e immaginarmi quella persona, se pur non importante, al di fuori del nostro rapporto. Memorizzo manie, tic, nei, difettuccoli e piccoli grandi vizi. Ciò non toglie che raramente mi affeziono, raramente emergo dall’abisso del girasole per far intravedere che razza di casino sono, che assurdo bagaglio di cenere mi porto appresso.

Ecco lui è una delle 3 persone che contano nella mia vita.
Mattia, Tia.
Giovedì è il suo compleanno ha un anno in meno di me, ma per me è come se fosse senza tempo. So per certo che qualsiasi cosa accada, lui ci sarà. E in un modo o nell’altro mi aiuterebbe.

Il ragazzo è socialmente inutile, ma considerando che quanto mostriamo alla società non è altro che una facciata di comodo per la strada che ci siamo scelti. Beh direi che il “mio” Tia è tutto forchè inutile. Ha una gran testa, molti interessi coltivati e un modo di guardare al mondo che per certi versi mi ritrovo anche ad invidiare.
Per lui nulla è impossibile, nulla è spaventoso e tutto diventa qualcosa su cui sorridere e qualcosa per cui vale la pena provarci.
È il mio orso bruno che si acciambella al sole mentre si fuma una canna. È il mio fratellone poloso.
Il falso comunista che tanto apprezza il vinello, ma soprattutto la caciara e il godersi la vita.
La cosa buffa è che non posso dire di conoscerlo se mi chiedete quale sia il suo piatto preferito o dove ama trascorrere le vacanze non lo so.
Ma è un pezzo del mio cuore e una persona a cui voglio un bene dell’anima e per cui sono sicura non ci sarà acqua sotto i ponti a dividerci.
Ieri mi ha chiesto che gli regalo per il compleanno. Ma Tia magari te dico una buona volta che ti voglio bene!

Un bacione mio fratellone peloso!