Attenzione Pericolo

Chiudo gli occhi e sono serena, li riapro e sono malinconica.
Solitamente mi succede di essere nostalgica per me non per gli altri. Oggi invece mi sono ritrovata ad ascoltare una persona che si trova inerme davanti alla sua situazione, vorrebbe sfuggire, vorrebbe trovare soluzione, ma non può.
Poi sono andata a pranzo con una persona che non vedo da almeno 3 anni. Non è da me. Effettivamente quello che avevamo da dirci era ben poco, però per una volta nella vita non mi sono preoccupata di dover essere, e mi sono gustata quello che c’era. Poi amieh anche in questa seconda visita c’era poco di cui essere felice. Le persone certe volte sono costrette a scegliere e non sempre riescono ad essere fredde e razionali.
Forse neanche io sono stata fredda e razionale. La differenza è che io sono stata fortunata.
Mi capita sempre più spesso di dirlo. Di alzarmi la mattina, guardarmi intorno e dire: Grazie.
Grazie anche ai miei, già.
In fondo se vivo da sola lo devo a loro.
Se sono serena se sto piano, piano (mo non esageriamo) leggermente meno in paranoia devo dire parecchi Grazie.
Ed è strano, ho passato più della metà della mia vita a fare terra bruciata in torno a me, poi invece mi ritrovo con persone che veramente hanno voglia di passare del tempo con me. Mi ritrovo a dover imparere, e questa volta sul serio, e sentirmi grata per questo.
Ed ecco scattare la nostalgia per le persone che so essere brave persone a volte, anzi sicuramente, più brave e meritevoli di me, arrancare davanti a decisioni, cambiamenti che non dipendono da loro.
E mi dispiace.
E il mio dover dire grazie mi scombussola.
Ieri ho detto una frase molto forte: “non lascio mai a metà niente. Un libro, un impegno. Indipendentemente da cosa si tratta lo porto a termine e ci metto il massimo. Ora ci voglio mettere più che il massimo non voglio deludere chi mi ha dato fiducia, perché anche se un caso io fiducia non me la darei mai”.
Già.
E devo dire grazie
E questo è terribile, molto pericoloso.





