C’è stato un tempo in cui il mio unico interesse era quello di piangere, era quello di comprendere perché non andassi bene, perché nonostante tutto quello che ho dovuto affrontare i miei, i compagni poi colleghi, la gente in generale si ostinava a volere qualcosa che non sono .
È c’è stato un giorno che ho deciso di aprire emisfero.iobloggo.com , tralasciamo la gente con minicervelli che hanno usato il mio doloro a loro piacimento solo per potersi sentire padroni di un Forum di un’associazione in cui all’epoca lavoravo tanto senza essere riconosciuta.
In quel periodo nello scrivere, nel piangere, nel farmi del male sulla mia strada ho conosciuto tante persone. Alcune tranquille con la voglia di prendersi in giro, altre con problemi reali tangenti e con un male interiore: la paura del giudizio esterno.
E tra nick, nomi non completi, ma situazioni esposte chiare e limpide ho conosciuto anche Morfeo.
Stranamente ogni anno sotto la vigilia di Natale ritorno sul suo blog e lui c’è ancora, non in maniera costante e non in maniera limpida ma c’è. E respiro ogni anno la stessa sensazione di quei giorni, una camare oscura e piena di fumo dove parlare con persone vicine e lontane di quei pensieri così attaccati al nostro essere che normalmente non se ne parla.
Oggi 2009 aimeh esiste Fb e così l’ho cercato e l’ho trovato e ho scoperto che è stato male. E mi spiace perché se pur non sapevo fino ad oggi che faccia avesse e come se lo conoscessi da 3 anni a questa parte. Mi dispiace infinitamente che questo mondo fatto di Twitter, Fb, MySpace alla fine non permette a noi uomini di penna di continuare a leggere e raccontarci, e come se fossi venuta meno a quello che sono e lo avessi abbandonato.
Mi spiace.
Vedo dalle foto che ha avuto un perscorso difficile, ha subito una delicata operazione al cervello. Ma l’ha affrontata in un modo che solo lui poteva fare. L’ha documentata non perché si permette di essere meglio degli altri o in diritto di spendere consigli, ma da scrittore qual è penso gli sia del tutto impossibile non tramutare in sensazioni palpabili un’esperienza se pur traumatica come questa.
Ora vuole sperimentare, provare, fare tutto. E gli auguro di continuare avanti, ancora. Forza Morfeo!
Egli in risposta a chi dice che è lui il Salvatore risponde (si chiama Salvatore):
Io non sono nessuno. E non lo sto dicendo come “trucco” per ottenere l’effetto opposto.
Ma perché, la maggior parte di chiunque esiste al mondo, ha le mie stesse identiche e superiori, in tanti campi specifici, potenzialità…. Mostra tutto
E spesso non le usano, per svariati motivi: a volte perché nessuno ha mai detto loro di provare, che so, di scrivere con la mano sinistra, o di disegnare, o una qualunque cosa, che avrebbero come “dono”, ma non lo sanno.
Naturalmente sono cose che non sono fondamentali per vivere. Ma “piccole sfumature”.
Però, nel corso del tempo, iniziando a scartare le sfumature, man mano si è iniziato a scartare cose sempre più importanti.
Il famoso “si stava meglio quando si stava peggio”.
Naturalmente è vero a metà.
Prima, per strada si salutava anche chi non si conosceva:
“Buon giorno, come va?”
“Bene, grazie. Buon lavoro”.
“Anche a lei.”
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