Sistemata la matassa il gatto ritorna

Sistemata la matassa il gatto ritorna

Andata dal dentista. Ha tagliato bruciato, mi si è staccata la gengiva da sola e ora va meglio! Riesco anche a dormire! Non vedo l’ora che sia stasera per prendere la macchina andare su in montagna!

Ieri sera ho rispolverato un concetto che spesso tendo a dimenticare. Vero che poco riesco a soffrire il genere umano in ogni sua forma ed espressione e questo mi fa sempre pensare che le persone che mi circondano, non con cui ho un rapporto, siano tendenzialmente stupide o comunque che si lascino trascinare dalle correnti, dalle apparenze, dai detti senza approfondire, cercare, senza staccarsi dalla massa.
Premesso questo, è facile intuire perché penso non bene di persone che si lascino prendere dalle ansie per ogni piccolo insignificante malessere, che tendono a passare la loro vita da medici, prendendo pastiglie, senza poi pensare che forse una vita equilibrata, sana, con del moto, un’alimentazione equilibrata, possa fare più di tante belle pastiglie bianche, rosa e blu.
E poi ti capita di prendere una travata e scoprire che la persona in questione ha dovuto affrontare un tumore, che ora sta bene, ma che questa cosa possa avergli cambiato drasticamente la vita, e che lo possa portare a non sottovalutare nessun minimo sintomo a correre ai ripari in ogni quando e in ogni dove.
Ed allora a quel punto il tuo pensiero volta, gira, si arrotola, coglie dettagli, li confronta con quelli della vita propria, e ti vengono cattivi pensieri, e ti ritrovi a riflettere sul fatto che tua madre ha dovuto insistere tanto per farti fare degli accertamenti, che in fondo non riesci a fare poi tutto quello sport che tanto reclami e che alla fine per quanto uno si sforzi di camminare diritto sulla propria strada senza lasciarti trascinare dalle correnti, non di pende da te.
E allora che fare?
Le gocce di sudore continuano a copriti il volto, e ti ritrovi come ogni mattina in ufficio a sentire i discorsi sconnessi dei tuoi colleghi.

Giudiziosamente dolorsa

Giudiziosamente dolorsa

Ieri pomeriggio ho cominciato con un po’ di dolorino, ieri sera il culmine…questa mattina una faccia gonfia così! Motivo?! Sono diventata un pimpa giudiziosa! =_=
Due anni fa, che poi secondo me possono essere anche leggermente di più, mi è spuntato il dente del giudizio, o meglio mi è spuntato un pezzetto del dente del giudizio. Senza problemi, se non fosse che era appunto un pezzetto. Già che andavo dal dentista per la pulizia dei denti gli ho chiesto che potevo fare e lui molto semplicemente mi ha detto che dovevo aspettare che mi facesse male. E così gli anni passavano, fino a questa mattina e alla mia faccia gonfia!
L’unica soluzione, da quanto mi ha spiegato, è quella di sfregare energeticamente con lo spazzolino per liberare il dentino e farlo crescere naturalmente. Peccato che io domani avrei un matrimonio, di cui come più volte ribadito non me frega granché. Ma gli obblighi coniugali, sono obblighi.
Speriamo bene. Il problema è che non posso bere! E fuori ci stanno 35° gradi!
Ps. Per conoscenza personale: “La dicitura dente del giudizio, presente in innumerevoli lingue è dovuta al fatto che generalmente compaiono tra il sedicesimo ed il ventiquattresimo anno di età

Ehi Mind?! Puoi sentirmi?

Ehi Mind?! Puoi sentirmi?

Buongiorno Mondo!

Avrei un po’ di cosine di cui parlarvi.
Per esempio che ieri sera la mia vena polemica ha raggiunto livelli quasi non accettabili da un ufficio come il mio, ma il mio capo, anche questa volta, ha compreso. E che a me non me ne frega niente di quanto soldi prendi, se sei responsabile o cosa, se racconti frignate e in più hai quell’atteggiamento da “so tutto io” mi saltano i nervi e farò di tutto per prenderti in castagna! Se a questo ci aggiungi, che la persona in questione, è pure di un irritante micidiale…ecco! Ieri ho dato il meglio di me.

Oltre a questo potrei raccontarvi del fatto che un anno fa il mio stipendi era decisamente più alto, perché non mi avevano fatto l’adeguamento dell’aliquota fiscale. E quindi sono stata un anno a prendere dei soldini in più in aggiunta agli straordinari, e quindi mi sentivo libera e felice. E mi sono tolta degli sfizi, vedi la borsa di Gucci, e anche il cane ha contribuito a far lievitare le spese. Ora mi sono trovata a prendere meno, perché gli unici che non possono mai in alcun modo sfuggire al fisco sono i dipendenti. A questo mettiamoci pure il pregresso da pagare ed il gioco è fatto. Ok non sarò povera in canna, penso che rispetto agli stipendi medi, sono fortunata. Ma dato che oltre a mantenere una casa, una car e me stessa, vorrei realmente mettere da parte qualcosina, dato che si spera tra due anni di cambiare casa e fare il grande passo..insomma mi è salita una certa ansia! E così da settembre, (perché non prima? Ormai sto per saldare il viaggio a Zanzibar …) si ritorna ad abbassare il livello e si cerca di evitare di farsi prendere dal momento e cercare di vederne i frutti. Poi si spera, sto pregando come un monaco tibetano, che a fine di quest’anno arrivi la bella notizia e quindi poi di poter risalire.

A queste due cose mettici che la mia testa ha cominciato a lavorare, a pensare, a isterizzarmi, a portare il mio cervellino a non riposarsi mai, e a portarmi nuovamente a guardami le spalle, a saltare per ogni minimo rumore, ad avere quell’alone di ansia che per anni ha accompagnato la mia esistenza.

E questo non fa bene ne a me ne a chi sta con me. Che posso fare? Non pensare? Non è così semplice, ho imparato a farlo, solo da un anno e mezzo e il fatto di aver comprato casa è stato un bene. Appena mi sono trovata a casina da sola, nelle viuzze di milanino, sotto le fresche frasche, il mio cuore era più leggero, più pronta ad aprirmi verso agli altri… in una parola serena.

Non devo ritornare nel mio stato di acidoso pudrido, voglio fare tante cose, ma anche voglio vivermela in fondo non ho manco trent’anni!

Evo vol. 1 – La ragazza del fiume

Evo vol. 1 – La ragazza del fiume

ragazzaLa vita di Fiore sembrava aver preso una piega decente. I muri non scomparivano più, la realtà non si sbriciolava come un cracker, non aveva più rivisto il Fiume. Già, era quello il problema; fin dalla sua prima adolescenza Fiore si era ritrovata spesso e volentieri catapultata in un mondo dove un gigantesco corso fluviale compariva all’improvviso devastando tutto. Fiore chiamava quei momenti con un nome preciso: Squarci.
Ma da quando Rasoio era riapparso, la vita di Fiore sembrava ritornata nei cardini. Sembrava, perché poi incontri una vecchia mezza matta che quel Fiume lo vede come te, perché un pomeriggio, per un istante, il tuo ragazzo, si deforma controluce in una specie di incubo freddo e spinato, perché un giorno ti ritrovi a confessare al tuo amico d’infanzia tutta la verità… e ti chiedi se esistono davvero gli uomini di cui ti ha parlato la vecchia matta, il Popolo del Torrione. Se esistono e se non stiano venendo a prenderti…

Scritto da Tommaso Destefanis (Madadh, Il Cimitero dei Calamari) e Andrea Vignali, disegnato da Francesco Trifogli (Madadh), La Ragazza del Fiume è il primo capitolo di Evo, una miniserie in tre volumi che trascinerà il lettore in un mondo perennemente sospeso fra realtà e incubo.

Una storia che parlerà dell’Italia di questi giorni, della difficoltà di uscire da certi schemi e certe angosce. Una storia di disperazione cieca, una storia di speranza.
Licei occupati, demoni perduti, sette segrete e ragazzi che lottano per non precipitare. Tutto scivola sulle acque torbide di un fiume fantasma… in attesa che l’ultima onda di piena ci spazzi via…
…o ci salvi.

Tra salite, amaro e caffè

Tra salite, amaro e caffè

Volevo fare un bel resoconto delle 8 tappe del percorso: Gusto e Notte alle cascate. Ma arrivata a casa ieri sera mi sono letteralmente accasciata sul letto dal mal di testa. Svegliata alle 21.00 ho fatto andare la lavatrice e preparato la cena per Mr. Palletta, beh si avrei mangiato anche io se non avessi rimesso tutto nel giro di 5 minuti!
Oggi al lavoro è tragica! Non riesco a bere il caffè per la nausea, mal di testa perenne. E quella vocina che mi sussurra: il tema? Theme WP!.
Ebbene si perché il calvario non è finito. So che così è figo il template e anche ordinato e che potrei finalmente accorpare 10 anni della mia vita tutti insieme, non che a qualcuno freghi qualcosa, ma se Jako si voleva clonare, io non voglio sparire come polvere all’orizzonte…
Ero convinta di aver risolto i miei problemi con i Customel Field ed invece le chiavi personalizzate per interagire con ogni tipo di theme avrebbero bisogno di 5 righe di codice php, che ok Mr. Palletta potrebbe anche farmele, ma non posso e non voglio rompergli i coglioni. E quindi? Quindi devo cambiare template e quindi non ho risolto nulla!

Tornando a sabato…siamo andati (io Mr. Palletta e Pisellino) alle castate del Serio le 2 per altezza in europa. Partenza alle 16.00 armati di scarponcini, fotocamera e acqua. Siamo tornati a casa all’una di notte. Tranquilli la camminata è stata di due ore ad andare e 1.30 a scendere e che “Camminata del Gusto” significa che oltre a scarpinare vi erano 8 tappe di cibo da fare eh eh. Niente di pesante dato l’orario e la fatica, beh mica tanto alla fine (ore 12.15) ci siamo fatti polenta, formaggio e stufato con biretta! W i Tedeschi.
Ad ogni tappa foto obbligatoria, ho pure pescato un Grillo in macro che è la fine del mondo!!
Stasera devo stirare ma spero, salvo vomitini annessi, di riuscire a caricare le foto e fare un resoconto come si deve, tralasciando la ricerca del theme, se ne sono capace!

E sto senza caffeina in corpo 0__0 Non posso farcela, non posso!

Change happen

Change happen

E’ una settimana che sto cercando in lungo ed in largo un thema di wordpress che mi dia delle soddisfazioni. La ricerca apparentemente sembrava semplice dato che avevo adocchiato due, tre siti con temi vintage come piacevano a me. Ma nessuno mi soddisfava perché lo spazio per scrivere era ridottissimo e lasciava ampio spazio allo sfondo, che in linea teorica non dovrebbe essere la cosa principale!
Così sono capitata su tanti siti, tranquilli poi metterò i link, in cui vi sono temi premium gratuiti con tante funzionalità. E mi sono accorta che sono disponibili diversi interessanti plugin: plugin per twitter, funzionante ora, pluging per flicker, non funzionante (ho cercato in tutti i modi di modificare il php ma senza successo!!! Proveremo questa sera). La cosa che però non riuscivo a comprendere è perché, qualsiasi tema caricavo, non si vedevano le immagini. Eppure Mr. Palletta mi aveva istallato un plug in per l’upload delle immagini e per fare le mignature…e ancora niente!
Poi finalmente l’illuminazione, il corso di inglese da i suoi frutti, dovevo “semplicemente” usare i campi personalizzati (Custom Fields) che si trovano sotto il vostro post (in fase di scrittura) e così voila!
Poi vabeh mi sono concentrata su questo tema perché ormai era attivo, ma non so se lo terrò, mi sa che per me è un po’ troppo easy!
Cacchio devo andare a casa se no poi il mio capo mi uccide! E’ una luuuuuuuuuuuuuunga storia!!!
A dopo!!

Lezione 2: comprendere l’obiettivo

Lezione 2: comprendere l’obiettivo

Una delle funzioni primarie è fare in modo che il soggetto appaia nitidamente, il che può avvenire in maniera automatica o manuale, a seconda del tipo di fotocamera. L’obiettivo svolge ha anche questo compito. La Lunghezza focale influenza la prospettiva apparente e le dimensioni relative degli elementi di una scena. Combinando tipo di obiettivo, il fotografo determina le dimensioni dell’immagini. Infatti l’obiettivo ha un effetto decisivo sulla piattaforma di campo e quindi su quali parti della scena risulteranno a fuoco e quali no.

Obiettivi Standar
Con il boom delle macchine digitali gli obiettivi standard stanno pian piano scomparendo. Un tempo praticamente tutte le reflex erano dotate di un obiettivo standard. Questo obiettivo produce fotografie dall’aspetto più naturale di qualsiasi lunghezza focale. La prospettiva si avvicina a quella della visione ad occhio dnudo per cui i vari elementi mantengono gli stessi rapporti di distanze e proporzioni che apparirebbero all’osservazione diretta.

Obiettivi Grandangolari
Le lunghezze focali da grandangolare sono presenti in fotocamere e zoom più spesso di qualsiasi altro tipo di ottica. Le lunghezze focali più corte accentuano gli effetti prospettici, facendo sembrare gli oggetti in primo piano più grandi di quanto non siano in realtà e viceversa, più piccoli quelli più distanti. D’altra parte l’angolo di ripresa di un grandangolare coglie una posizione di scena più ampia di un obiettivo con focale più lunga. Utilizzati molto nelle fotografie di interni, perché gli spazi chiusi limitano severamente la scena con le pareti.

Teleobiettivi
I teleobiettivi consentono di vedere a distanza, di ingrandire la scena davanti al fotografo e di inquadrarne solo una piccola parte.

Esistono poi gli ultragrandangoli e gli ultrateleobiettivi che accentuano ancora di più le loro caratteristiche. Tutti gli obiettivi possono essere usati in maniera diversa da quello per cui nascono creando così la fotografia “artistica”. Si può per esempio impiegare un grandangolo per fare un ritratto trasformando così il viso del soggetto, una sorta di caricatura.
Questi sono gli obiettivi più comuni e le caratteristiche più  probabili che si possono trovare su una compatta o ibrida digitale. Esistono poi altri obiettivi: obiettivi veloci, macro,fisheye. Di cui magari poi darò un piccolo accenno.

L’obbiettivo con la messa fuoco sono fondamentali per capire cosa si sta fotografando e non avere sorprese del tipo: “ma io non volevo fotografare quello! Perché non è a fuoco”. Prima di scattare una fotografia bisogna sempre sapere cosa si vuole fotografare e quindi come fotografarlo.
La maggior parte delle digitali ha l’autofocus e la maggior parte degli utenti neanche si preoccupa di comprenderne i meccanismi e di provare a fotografare in manuale.

Se per un giorno invece provassimo a fotografare manualmente? Cercando di capire cosa stiamo fotografando?
Ecco l’obiettivo della prossima lezione!

Lezione 1: Cosa fotografare?

Lezione 1: Cosa fotografare?

Lezione 1: Fotocamera
Spesso accade che le persone corrano al mediaword o similari a comprare una macchina fotografica perché a enne pixel e enne sconto.

Senza porsi due domande fondamentali:
1) Cos’è una fotocamera?
2) A cosa mi serve una fotocamera?

Possono sembrare domande banali oggi giorno in cui l’unica cosa che ci interessa e che abbia almeno 8 pixel e sia compatta e leggera. In realtà rispondere a queste domande non è così scontato e spesso comporta porsi altrettante domande. Ma andiamo con ordine!
Innanzitutto va ricordato che la componentistica base della macchina fotografica, ovvero la meccanica, non cambia sia che si tratti di macchine tradizionali o digitali. Il primo elemento che si trova sul percorso della luce tra il soggetto e la fotocamera è l’obiettivo. Questo trasforma il grezzo risultato ottenibile con una camera oscura a foro di spillo, o foro stenopeico, i un’immagine nitida e ben definita sul piano focale, cioè sulla superficie piana dove si trova la pellicola o il sensore digitale. L’obiettivo è in realtà un sistema ottico costituito da gruppi di lenti. Dato che i raggi di luce viaggiano in linea retta attraverso l’obiettivo fino alla pellicola o al chip, di solito occorre un mirino separato per controllare cosa si sta fotografando, che può essere costituito da una semplice finestrella o da uno schermo televisivo in miniatura. Due comandi essenziali presenti su ogni apparecchio fotografico sono: apertura e otturatore. L’apertura attraverso cui passa la luce è costituta nella maggior parte delle fotocamere da un diaframma che consente di variare la quantità di luce e quindi l’esposizione. Il secondo controllo dell’esposizione è dato dall’otturatore, un sistema che lascia passare la luce solo per un termo determinabile con precisione e quindi contribuisce a regolarne la quantità che raggiunge il piano focale.

Una volta compreso com’è il meccanismo base della fotografia occorre comprendere cosa si vuole fotografare. Persone in movimento, uccelli? Fiori, dettagli (macro), o semplicemente fotografie delle vacanze che non si stamperanno mai? Una vola compreso cosa vogliamo fotografare, occorre capire che se compriamo una compatta di colore rosa da 8pixel sicuramente non riusciremo a fotografare i nostri amici che giocano a pallavolo sulla spiaggia, oppure uno stormo di passeri che vola davanti alla nostra tavola. Sarà altresì difficile entrare in una chiesa e riuscire a scattare una foto ad un bel mosaico.
Bisogna comprendere che più è versatile una macchina fotografica, con la possibilità di cambiare gli obbiettivi, filtri e più possibilità abbiamo di catturare quello che ci circonda. Fondamentale è anche la scelta del supporto digitale su cui vogliamo registrare l’immagine. Esistono diversi titpi di memorycard e ognuna delle quali deve essere valutata per quello che ci occorre. Non a caso ho usato la parola “registrare”il trasferimento dell’immagine al microchip comporta tempo, meno tempo impiega a registrare l’immagine e più posso scattare velocemente foto, o meglio meno tempo trascorre da una foto all’altra.

Personalmente io ho già sbagliato! Su consiglio della mia amica fotografa, ho scelto una digitale una via di mezzo tra le compatte e le reflex. Con l’obiettivo di imparare e capire cosa mi serve sul serio per fare poi il grande passo verso la reflex. Ad oggi i miei obiettivi sono fotografare il quotidiano, ed imparare a fare delle belle macro e soprattutto imparare la proporzionalità e i diversi utilizzi della luce quindi degli obiettivi. Tutte cose che spero di affrontare nella prossima lezione