La tredicesima storia
"Non ce l’ho con gli amanti della verità, ma con la Verità stessa. Quale sostegno, quale consolazione nella Verità, a paragone di una storia? A che giova la Verità a mezzanotte, al buio, quando il vento ruggisce nel comignolo come un orso? Quando il lampo sprigiona ombre sulla parete della stanza e la pioggia bussa alla finestra con le sue lunghe unghie? No: quando paura e freddo ti immobilizzano a letto come una statua, non aspettarti che la scarna e ossuta Verità accora in tuo aiuto. Quello che ci vuole è il pingue conforto di una storia: sentirti placare, cullare dalla sicurezza di una bugia".

Una scrittrice che imbastisce tante diverse verità per nascondere la sua storia e difendere il suo passato, una libraia amante delle biografie, una tredicesima storia mai pubblicata. Nel verde e nella nebbia dello Yorkshire, tra il profumo dell’erba bagnata e quello della cioccolata calda fumante, Diane Setterfiled racconta una storia di grande suggestione e mistero, che alterna alle atmosfere dei grandi capolavori ottocenteschi i guizzi dei più attuali thriller.
Margaret Lea è una giovane libraria di Cambridge che conduce una vita quieta e colta, divisa tra la libreria antiquaria del padre, circondata da pagine immortali e volumi sepolti nell’oblio, e la passione per le biografie letterarie. Un giorno Margaret riceve una strana lettera che, senza troppe spiegazioni, la convoca nella residenza della “più grande scrittrice d’Inghilterra”, Vida Winter. Personaggio affascinante, circondato da tanti misteri, la Winter, ormai al termine dei suoi giorni, vuole svelare tutti i segreti del suo passato e sceglie la giovane e inesperta Margaret come sua biografa: solo a lei racconterà la verità sulla sua vita. La verità, parola alquanto misteriosa se pronunciata da Vida Winter: la scrittrice, famosa per essersi spesso negata ai media, ha sempre difeso strenuamente la propria privacy, inventando, nelle poche occasioni concesse alla stampa, ogni volta una nuova storia di sé per il mondo.
Margaret è perplessa: non si sente all’altezza dell’incarico, ma è affascinata dal carisma della scrittrice e dall’alone di mistero che la circonda. Nella bacheca riservata ai pezzi più rari della collezione privata del padre, la ragazza trova una prima edizione del romanzo Cambiamento e disperazione, tredici racconti di Vida Winter. Che cosa ci farà mai un libro di un’autrice contemporanea di bestseller in mezzo a volumi antichi e pregiati? Il libro ha una sua storia: a dispetto del titolo, i racconti sono solo dodici. Dopo la prima edizione, pubblicata senza il tredicesimo racconto e presto ritirata dal commercio, la raccolta è entrata a far parte del mito di Vida Winter. Una manciata di parole del prologo è sufficiente a Margaret per esserne stregata. Superate le incertezze iniziali, ansiosa di scoprire la verità sull’identità della donna e sull’esistenza della tredicesima storia, la giovane biografa si trasferisce nella tenuta dell’anziana signora immersa nella brughiera dello Yorkshire, e ne ascolta i lunghi e sofferti racconti. Affiorano così tutti gli episodi sepolti nel profondo della memoria, legati alla complessa famiglia della scrittrice, segnata da tragedie e scomparse, dolori, storie d’amore e inconfessabili segreti.
Una parola su tutte viene in mente quando si prova a descrivere questo romanzo: ipnotico.
Senza capire esattamente il perché, ci si trova avvinti tra le pieghe della storia e non si riesce a uscirne fino alla fine. Le parole, accostate con maestria, hanno il potere di farti prigioniero. Sono così suggestive da riuscire ad agire come una magia.
Molti hanno scritto che la Setterfield arriva a scomodare i tratti di Jane Austen e delle sorelle Brontë, ammiccando qua e là agli spettri di Henry James. Forse il paragone è un po’ troppo azzardato, ma quel che è certo è che le atmosfere sono le stesse che si respirano nelle pagine dei grandi scrittori ottocenteschi. Chi ha amato il romanzo gotico vittoriano non può che rimanerne affascinato. Gli elementi ci sono tutti: un’antica residenza nella brughiera, temporali notturni, amori torbidi e disperati, un fratello e una sorella selvaggi legati da un rapporto morboso, due gemelle dagli occhi di smeraldo, pavimenti che scricchiolano, porte proibite, scambi di persona e un “fantasma”.
La tredicesima storia è un libro intrigante e suggestivo, che, coi suoi tanti misteri e qualche ingegnoso colpo di scena, si gusta con piacere. Da leggere tutto d’un fiato, da vivere sulla pelle, immergendovisi completamente, con un piccolo suggerimento: nella complessa rete che avvolge le vicende della famiglia Angelfield, di Isabelle e delle gemelle, non perdete di vista la trama secondaria, e, soprattutto, non dimenticatevi di Jane Eyre…





