Riflettendo…
Buona sera.
Ancora al lavoro…beh in realtà sto aspettando un passaggio per tornare a casa. E data l’ora lo aspetto anche all’infinito non ho proprio voglia di farmi un pezzetto a piedi.
Stasera sono rimasta da sola con una ragazza entrata da poco per chiarirle un pochino come giravano le immobilizzazioni. Poi ci siamo messi a ciaciarare sulle prospettive che ti da questo tipo di lavoro…
E ora mi ritrovo a riflettere, non per la prima volta, di quante cose sono cambiate.
Sono entrata direttamente dall’università senza passare dal via. Non ho fatto i corsi di formazione che generalmente fanno qui. Ma più che altro sono entrata che stavo toccando il fondo. Non c’era niente che mi facesse sorridere, niente che mi interessasse. Vivevo perchè morire era troppo faticoso. Decisi di andare a lavorare semplicemente per non starmene a casa mia. E se non fosse stato per una persona non avrei imparato niente. Ma sopratutto non avrei cominciato a credere che forse un mio posto nel mondo posso averlo.
Sono passati due anni e certe volte ricado. Riapro gli armadi, o me li spiattelano in faccia (vedi l’altro giorno) e penso di vacillare. Incomincio a desiderare nuovamene l’alcol, le sigarette e altro che è meglio non scrivere. Fortunatamente desidero e basta perchè poi grazie ai miei colleghi, al mio ragazzo, al Club, alla passione che sto nutrendo in questo periodo in piccoli-medi progeti, ritorno a sorridere e passa.
Comuque vada questa esperienza mi sta servendo tanto.
Crescere non significa diventare grande, crescere significa vacillare meno e a volte ok anche dimenticarsi di essre sensibili e diretti. Però sicuramente ci si fa meno male.





