
L’aveva definita una "laurea in musical", alludendo a un ruolo complesso e rischioso. Un ruolo al quale si avvicinava con entusiasmo, senso di sfida ma anche un timore figlio di quella gran qualità che è il buon senso.
Oggi, dopo il successo della stagione scorsa, con 30mila spettatori e una buona dose di sold out, Lorella Cuccarini ha la voce serena e sicura di chi sa che quella laurea ce l’ha, simbolicamente, appesa alla parete. Sweet Charity – la pièce ispirata al felliniano Le notti di Cabiria tratta dal soggetto di Neil Simon, divenuto un successo a Broadway prima e su grande schermo poi, grazie a Bob Fosse e a Shirley McLaine – torna sul palcoscenico del Teatro della Luna. Un’ennesima dimostrazione per chiarire che il musical e Lorella Cuccarini sono, dai tempi di Grease, un binomio riuscito, naturale e, per il futuro, sicuro come l’oro.
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E poi, in fondo, è tempo di Natale e di buone vibrazioni: come quelle presenti nella storia della ballerina ed entraîneuse Charity Hope, protagonista romantica in una New York anni ’60. «Un ruolo del quale sono innamorata – spiega la Cuccarini – perché è complesso, pieno di sfumature».
Diretto da Saverio Marconi e allestito dalla Compagnia della Rancia, reduce da uno straordinario successo al Politeama di Trieste,
Sweet Charity è quindi il musical giusto per Natale: «Una festa – prosegue la Cuccarini – che io amo passare in famiglia, cucinando, passando il maggior tempo possibile con le persone cui voglio bene, i miei figli». Lasciando fuori il mondo esterno, soprattutto quello dello spettacolo, di questi tempi attraversato da qualche scossone mediatico-giudiziario.
Ieri sera sono andata a vederlo. La Cuccarini è stata più che fantastica!
Il Musical è molto veloce. Cambi continui di scenografia e vestiti. Ma Lorella con sorriso sulle labbra canta e balla come se tutto quel movimento fosse semplice e naturale.
Ci sono in particolare due momenti meravigliosi:
il balletto di quando Charity si trova nella stanza di Valerio Vidal e canta “ Non ci crederanno Mai”
e in fondo al secondo atto quando si rende conto di essere amata.
A squarciagola urlavo: Brava!
E poi tutto il teatro a battere le mani per un buon venti minuti.
Ieri sera su quel palco hanno dimostrato cosa significa ballare, cantare e recitare!
Grande – Grandissima!