Ordinaria Amministrazione
Ordinaria Amministrazione
“Ordinaria amministrazione” dissi.
“E tu questo casino me lo chiami ordinaria amministrazione? Mi vuoi spiegare cosa diavolo stai cercando, che almeno ti do una mano ed evitiamo di ritrovarci invasi dal disordine!”
“Niente. Cercavo solo la videocamera. Quella che ci ha regalato tre anni fa lo zio Giulio per natale e che ovviamente voi non mi avete mai permesso di adoperare”. “Se no ora saprei dove cercare!”, ma quest’ultima frase me la sono tenuta per me, non c’è bisogno che ve ne spieghi il motivo, tutti voi siete stati figli ed avete avuto un madre.
“Non ricordavo che lo zio ci avesse regalato una cinepresa!”
“VIDEOCAMERA, mamma”.
Ordinaria amministrazione.
Sei appena tornato da scuola, dopo aver visto i risultati della maturità (65, non c’è da lodarsi, ma per me che sono stato bocciato per ben due volte, direi che è un gran punteggio!), è metà luglio e tutto in torno a te non sembra far altro che sussurrarti:“ Vacanza”. Un tuo amico ha una casa al mare e ti invita a passare da lui due settimane e a te cosa viene in mente? La videocamera dello zio Giulio! Ma perché?!!
Ordinaria amministrazione: appena giunto a casa ti fiondi in sala e cominci a cercarla, poi vai in camera dei tuoi e, a parte qualche completino sexy di tua madre, non trovi nulla. Allora ti fermi un attimo per riprendere fiato e berti una coca-cola ed è in quel momento che ti viene il lampo di genio! “Che stupido a non averci pensato prima!”. Ovviamente l’ho presa io visto che un tale oggetto non poteva essere apprezzato dal resto della famiglia: i miei non sanno nemmeno come è fatta, perché l’unica cosa di alta tecnologia che usano è il registratore e il telefono cellulare, grosso come un citofono, che mia nonna gli ha regalato dopo che è stata male; mio fratello Tommaso sicuramente no, perché ha appena 5 anni; ed infine escluderei mia sorella Cristina, perché…perché? Beh perché se ce l’avesse lei me ne sarei accorto, visto che frugo sempre tra la sua roba!
Nuova meta: camera mia! Comincio dalla cassettiera e a parte boxer, calze, magliette e camice, nulla, ( il reggiseno di Rosy, ma questa è un’altra storia). Non resta che l’armadio. Tiro giù tutto, giacche invernali, completo grigio usato per il matrimonio e che userò per la mia sepoltura, visto che non penso di crescere ancora, ho già raggiunto la soglia dei 21 anni e poi sono 1.85, dove voglio andare ancora? Mi cadono in testa anche due scatole, piene di foto e, me ne vergogno un po’, ma fino a 17 anni ne ero fiero, la mia collezione di tappi di bottiglia. Ma della video camera neanche un piccolo indizio. Mi sego sul letto ad ammirare il mio capolavoro. Un tale disordine non lo facevo da quando persi le chiavi del motorino e avevo un appuntamento con una ragazza. Sono passate già tre settimane, un record. Cerco di sforzarmi per ricordare il nome, ma…Ah si! Cantina! No non è il suo nome, è l’ultimo posto dove posso cercare.
Mi alzo e corro giù al piano di sotto per dirigermi verso la cantina, quando vengo fermato da mia madre che mi chiede, come ala solito,: “Che cosa stai combinando?”
“Ordinaria amministrazione”.





